
Il colosso vitivinicolo romagnolo Caviro chiude il bilancio 2023 con +1,4% di fatturato sul 2022. Export al +16%. Carlo Dalmonte riconfermato alla presidenza.
Caviro manda in archivio il 2023 con un fatturato consolidato in leggera crescita (423 milioni contro i 417 milioni del 2022, +1,4%) e con la conferma alla presidenza di Carlo Dalmonte, in sella al gruppo dal 2012, assieme all’innesto di quattro nuovi membri nel Cda.
L’assemblea dei soci del gruppo vitivinicolo romagnolo ha infatti approvato il bilancio al 31 agosto 2023, ufficializzando la chiusura dell’esercizio che rivela una sostanziale stabilità anche degli indici finanziari, con Ebitda a 33,2 milioni di euro e PFN a 74,3 milioni di euro.
I risultati dell’anno fiscale 2022-2023 sono stati trainati dal buon andamento, come nell’ultimo triennio, di Caviro Extra, la società con sede a Faenza che concretizza l’economia circolare del Gruppo, e dall’export che rappresenta 143 milioni di euro di fatturato (+16% sull’anno precedente), dei quali oltre 103 provenienti dal settore vino.
La crescita delle esportazioni è stata guidata soprattutto dagli effetti registrati sul mercato UK.
“Nel ringraziare l’Assemblea per la fiducia - commenta il presidente Carlo Dalmonte - voglio sottolineare l’importante lavoro svolto in questi anni dal Cda e il contributo dei consiglieri uscenti Maurizio Baldisserri, Raffaele Drei, Francesco Labbrozzi e Gianfranco Ravaglia. Diamo il benvenuto nel gruppo ai nuovi amministratori Giuseppe Alfino, Alberto Guerra, Alessandro Neri e Roberto Savini. Nonostante gli eventi straordinari vissuti nell’ultimo anno, e mi riferisco all’incendio che ha coinvolto il sito di Faenza e alla grave alluvione che ha colpito il territorio, il Gruppo ha raggiunto risultati positivi e confermato la propria solidità”.
Gli investimenti realizzati sul fronte della sostenibilità, a sostegno del modello di economia circolare, confermano la propensione del gruppo all’innovazione con la messa a terra di progetti legati ai contratti di sviluppo, tra cui gli investimenti tecnici sul nuovo magazzino automatico nella cantina di Forlì e l’avvio di una profonda fase di ridefinizione post incendio nella sede di Faenza, sito in cui Caviro Extra ottiene i prodotti nobili, l’energia e i fertilizzanti a partire dai sottoprodotti della vinificazione.

IL PESO DELLA CONGIUNTURA ECONOMICA: 2024 PRUDENTE
Il panorama nazionale complesso a livello economico si è fatto sentire anche su Caviro, nonostante le buone performance, lasciando qualche ombra sui prossimi margini d’esercizio: “servono fiducia e determinazione per affrontare un contesto molto complesso, legato a fattori di mercato esogeni quali inflazione, calo dei consumi e produzione ridotta con punte di oltre il 50% in alcune regioni della nostra filiera - aggiunge Dalmonte - La prospettiva sarà ancora più complessa con effetti riverberati sul nuovo esercizio. Ma il gruppo è impegnato ad affrontare le sfide che l’anno ci ha presentato mettendo come sempre al primo posto la valorizzazione del lavoro dei propri soci. Il riassetto organizzativo segna il cambio di passo e l’inizio di un nuovo capitolo con una nuova direzione e tutto il management impegnato a contrastare gli effetti di un trend negativo. L’approccio al 2024 sarà di massima prudenza e con un focus sul contenimento dei costi e sulla massima valorizzazione dei prodotti di tutte le unità produttive, anche in termini di prezzo di vendita, sul mercato”.
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