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Terre Cevico celebra 60 anni e chiude 2022-2023 con fatturato aggregato a 217,2 milioni (+14,5%) e export +18%. Nuovo assetto da 2024

Terre Cevico festeggia 60 anni con +14,5% fatturato e +18% export

di redazione | 13 Dicembre 2023

Il gruppo cooperativo romagnolo Terre Cevico celebra 60 anni e chiude l'annata 2022-2023 con un fatturato aggregato di 217,2 milioni (+14,5%). Export +18%. Nuovo assetto dal 2024.

Terre Cevico, gruppo cooperativo di Lugo (Ra), chiude il bilancio 2022/2023 con un fatturato aggregato in crescita del 14,5% (217,2 milioni contro i 189,6 milioni dell’esercizio precedente), un fatturato consolidato al +17,1% (pari a 196,7 milioni) e con l’export che fa un balzo del +18% (86 milioni).

Il bilancio 2022/2023, approvato dall’assemblea dei soci riunitasi a Bagnacavallo, presenta numeri che confermano il gruppo romagnolo tra i principali player del vino italiani.

L’export, che negli ultimi sei anni è raddoppiato (dai 42,9 dell’esercizio 2017/18 agli 85,9 mln attuali), ha un’incidenza del 43% sui ricavi del gruppo e posiziona Cevico al terzo posto tra le aziende italiane più performanti in termini di incremento del fatturato.

Il gruppo di Lugo oggi opera su 69 nazioni; i primi tre mercati internazionali di imbottigliato vedono al primo posto il Giappone (5 milioni di euro) seguito da Cina (2,23 mln) e Russia (2,2 mln).

Riguardo il canale Italia cresce in valore il mercato nella Gdo con 48,8 milioni di euro (+2,9%) e nel canale horeca, che vale 12 milioni di euro (+25%).

Tra gli altri numeri in evidenza, l’utile netto si avvicina ai 439mila euro, il patrimonio netto aggregato tocca quota 86,9 milioni di euro, mentre il plusvalore per i soci – ovvero il valore originato dalla differenza tra le liquidazioni dei prodotti conferiti e il prezzo di mercato - ammonta a 6,3 milioni di euro per l’esercizio 2022/23.

L'assemblea ha inoltre approvato il bilancio di sostenibilità e il progetto di riorganizzazione strategica e riassetto societario che vedrà Terre Cevico modificare dal 1 gennaio 2024  il proprio status da consorzio cooperativo a cooperativa di primo grado attraverso l’incorporazione di altre cooperative, con filiera di produzione tutta interna, socio viticoltore al centro del sistema e nuovo Cda.

“Gli effetti legali dell’operazione li avremo dal prossimo 1 gennaio – spiega il presidente di Terre Cevico Marco Nannetti - Si tratta di una operazione di incorporazione, da parte di Terre Cevico, delle cooperative Le Romagnole, Winex, Romagnole Due e delle aziende controllate Due Tigli, Enoica e Rocche Malatestiane. Sette aziende che hanno pertanto condiviso la semplificazione del proprio schema di gruppo ad un'unica cooperativa di primo grado, ad una unica Assemblea dei soci, ad unico Consiglio di Amministrazione. Una filiera vitivinicola completa, compatta, coordinata e con il ruolo del socio ulteriormente protagonista. Nell’ambito del progetto è stato confermato e condiviso il rapporto con il socio Colli Romagnoli con il quale continuerà l’interlocuzione anche attraverso la loro presenza di due componenti nel nuovo Cda che avrà efficacia legale dal 1 gennaio 2024”.

“L’efficienza cooperativa, la valorizzazione dei territori e dei nostri vitigni come trebbiano e sangiovese, gli investimenti sui brand aziendali, la giusta e crescente remunerazione ai soci viticoltori unitamente al controllo di investimenti e costi, rappresentano per noi la condizione necessaria e indispensabile per una crescita sostenibile ed un futuro in cui le generazioni future possano considerare come opportunità il lavoro in viticoltura” dichiara il vicpresidente di Terre Cevico Franco Donati.

L’export ha un’incidenza del 43% sui ricavi del gruppo e posiziona Cevico al terzo posto tra le aziende italiane più performanti in termini di incremento del fatturato.
la linea vini senza solfiti aggiunti di Terre Cevico

“Produrre vino di qualità, proteggere i vigneti dagli effetti dei cambiamenti climatici, promuovere i nostri prodotti in tutto il mondo: queste sono i tre obiettivi che ci siamo dati come Regione Emilia-Romagna – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura Alessio Mammi – Quest’anno abbiamo prodotto 8,2 milioni di quintali di uva in regione su 53 mila ettari di vigneti, in circa 16 mila imprese, per un volume d’affari che si aggira attorno ai 490 milioni di euro per i vini a denominazione e volumi ben più ampi per la restante produzione regionale. In questo contesto il gruppo Cevico è uno dei grandi protagonisti di questa filiera di qualità con le proprie produzioni, dalla terra alla tavola”.

“Complimenti a Cevico non solo per i numeri del suo bilancio ma anche per quello che rappresenta per territorio e soci – aggiunge Simone Gamberini, presidente nazionale di Legacoop - In un clima di incertezza generale, l’unica certezza è che per crescere bisogna investire e innovare. Ed è quello che Cevico ha fatto, affrontando il 2024 con un importante cambiamento strategico organizzativo passando a cooperativa di primo grado”.

 

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