
Consorzio Vini di Romagna delinea un bilancio in parte positivo per la vendemmia 2023 in Emilia-Romagna nonostante i danni causati dall’alluvione di maggio. Penalizzati i vigneti collinari con -25% di raccolta.
Vendemmia 2023 in Emilia-Romagna all’insegna della qualità, nonostante l’alluvione dello scorso maggio, oltre ai danni ingenti, avesse fatto temere per la salute dei vigneti.
Il maltempo ha però inciso in modo diretto e indiretto a livello di volumi sulla produzione delle zone collinari, che hanno visto una riduzione della raccolta fino al -25%.
È il bilancio tracciato dal Consorzio Vini di Romagna, un comparto vitivinicolo di 2.753 cantine, con un patrimonio di 53.000 ettari vitati condotti da circa 16.000 aziende, un numero significativo delle quali - soprattutto nella parte romagnola - hanno subito danni nell’alluvione.
Le frane abbattutesi sulle viti, assieme al problema della peronospora e all’interruzione delle attività lavorative per le conseguenze del maltempo, non hanno però impedito di ottenere un prodotto soddisfacente, anche a livello di quantità, pur con delle marcate differenze territoriali.
La vendemmia ha infatti registrato una produzione stabile o in leggero incremento nei vigneti delle aree di pianura dell'Emilia-Romagna, mentre nell’area collinare le diverse calamità che si sono susseguite hanno determinato una riduzione della produzione significativa rispetto alle ultime due raccolte che erano già state scarse.

“In termini di avversità, il 2023 non ci ha fatto mancare nulla – sottolinea Roberto Monti, presidente del Consorzio Vini di Romagna - A un inverno siccitoso hanno fatto seguito sporadiche gelate primaverili che hanno interessato alcuni fondovalle e qualche area di pianura. A questo si sono poi aggiunte le intense piogge di maggio e quindi l’alluvione in pianura e le frane in collina, con danni diretti e indiretti ai vigneti. Nei vigneti collinari, dove l’impraticabilità della viabilità o dei terreni ha generato ritardi negli interventi, la diffusione di peronospora e oidio ha portato a una sensibile riduzione della produzione, anche se il danno non ha raggiunto i livelli riscontrati in altre regioni del centro-sud Italia. Non sono poi mancate grandinate, trombe d’aria e una crescente pressione della flavescenza dorata. In media, la stima di produzione per le imprese di collina è compresa tra -20% e -25%. Bene, comunque, la qualità; il tempo stabile e soleggiato della seconda parte dell’estate e in particolare la buona escursione termica fra giorno e notte registrata nel finale d’agosto e nel mese di settembre, hanno avuto un ruolo determinante sulla qualità delle uve”.
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