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Concerto di Fonterutoli 40 anni

Concerto di Fonterutoli, 40 anni di sinfonia nel calice

di Federica Borasio | 29 Novembre 2023

In occasione del 40° anniversario dalla nascita di “Concerto”, un’etichetta celebrativa e una degustazione d’eccezione per fare il punto sull’evoluzione di un vino che ha segnato la storia della vitivinicoltura toscana

Ne è passato di vino in cantina da quando, nel 1981, la nascita di “Concerto” si preparava a riscrivere le pagine di Castello di Fonterutoli, la tenuta di proprietà dei Marchesi Mazzei che da oltre sei secoli si dedica all’attività vitivinicola. Non solo un vino, ma uno dei vini che più hanno contribuito alla nascita del fenomeno dei Super Tuscans, sulla scia di una nuova consapevolezza circa il potenziale inespresso di una viticoltura che proprio allora sperimentava diverse forme di allevamento, approcciandosi anche a varietà non autoctone (al tempo in arrivo dalla Francia ndr).

CONCERTO. LA STORIA

Il nome “Concerto” la dice lunga sull’intento della famiglia Mazzei di dare vita a un vino che ‘suonasse’ in ogni sua parte come una sinfonia perfetta. L’attribuzione di questo appellativo è da ascrivere alla Marchesa Carla Mazzei, che lo scelse dopo una degustazione che la colpì per l’equilibrio e l’armonia di ‘note’ – il sangiovese e il cabernet sauvignon – messe a suonare per la prima volta insieme, trovando a Castellina in Chianti un terroir d’elezione per esprimersi al meglio.

Castello di Fonterutoli_tenuta
Il Castello di Fonterutoli

Ma la sua storia non è stata continuativa nel tempo: dalla metà degli anni Novanta e fino al 2011 la produzione fu interrotta per volere degli stessi titolari, che in pieno boom dei Super Tuscans scelsero, al contrario, di investire sul Chianti Classico. Era infatti il 1995 quando uscì la prima etichetta del “Castello di Fonterutoli”, precursore di un’evoluzione sfociata poi nel Chianti Classico Gran Selezione.

Il 2006 fu però l’anno di un’altra svolta, grazie all’acquisizione da parte della famiglia Mazzei dell’azienda Il Caggio di Ezio Rivella, una proprietà di 150 ettari, di cui 45 vitati, che offrì l’opportunità di riprendere la produzione del “Concerto”, che fino agli anni Novanta era stato il vino più rappresentativo della cantina. Il resto è storia.

IL VIGNETO

Situata a circa 350 metri sul livello del mare, con esposizione sud-ovest, la vigna che ospita le uve da cui nasce “Concerto” è totalmente abbracciata dal bosco, il che conferisce all’areale un microclima particolarmente fresco. Si compone di quattro particelle adiacenti, di cui tre impiantate a sangiovese proveniente da selezioni massali di una vigna sperimentale degli anni ’30, dal suolo calcareo-roccioso molto ricco di struttura e una, la quarta, dal suolo calcareo-roccioso con una maggiore componente argillosa, particolarmente vocato per l’impianto del cabernet sauvignon.

La famiglia Mazzei. Da sinistra: Lapo, Agnese, Francesco, Filippo e Giovanni
La famiglia Mazzei. Da sinistra: Lapo, Agnese, Francesco, Filippo e Giovanni

1981 – 2021: QUARANT’ANNI NEL SEGNO DELL’ELEGANZA

Per celebrare il 40° anniversario di questo vino-icona è stato scelto il ristorante milanese Autem dello chef  Luca Natalini, autore di una serie di portate che hanno abbracciato, come in una sinfonia perfetta, i calici di una verticale di sei annate – dal 1981 al 2021 – che è stata la sintesi fedele dell’animo cangiante e della grande personalità di un’etichetta nata come Vino da tavola ma ben presto considerata alla stregua di grandi referenze come quelle di Bordeaux.

Un vino-concetto, generatore di emozioni e per noi da sempre fonte di ispirazione. – spiegano Filippo e Francesco Mazzei, presidente e CEO dell’azienda  Per questo abbiamo voluto sottolineare con un’etichetta celebrativa questo simbolico anniversario”.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Concerto di Fonterutoli 1980-2021

Uvaggio: 80% sangiovese; 20% cabernet sauvignon

Vinificazione: macerazione di 19-23 giorni e affinamento di 18 mesi in fusti di rovere francesi, tonneaux (sangiovese) e barrique (cabernet sauvignon).

La verticale delle sei annate è stata il riflesso di un vino perfettamente in grado di vincere la sfida con il tempo. Andando a ritroso, la 1981 ha restituito un calice eccezionale, con una trama olfattiva ampia, tesa fra il balsamico e il vegetale e un sorso ancora vivo e schietto, nonostante i suoi 40 anni. Ma a vestire benissimo le sue tre decadi è stata anche la 1990: complessa al naso, con note fruttate alternate a sentori di spezie, caffè e tabacco, in bocca regala un sorso pieno e avvolgente, con un bel gioco fra acidità e tannino.

 

 

Concerto di Fonterutoli interna 2021
Concerto di Fonterutoli 2021

Il campione del 2011 – l’anno della ripresa – ha confermato un sorso ancora all’insegna dell’eleganza, con note di piccoli frutti, tannino leggero e una componente balsamica che dona freschezza al palato. Armonico e strutturato anche l’assaggio dell’annata 2015, favorita da condizioni climatiche che hanno concentrato nei grappoli sostanze aromatiche e polifenoli, regalando un vino dai profumi complessi, equilibrato, sicuramente da invecchiamento.

Definita “pressoché perfetta” dalla stessa proprietà, l’annata 2019 ha potuto contare su un’esemplare interazione tra uomo e natura. Con un risultato che nel calice si è reso evidente: naso ricco, con note di erbe aromatiche, sentori tostati e rimandi balsamici e sorso caldo e succoso.

Ultima in ordine di cronologico, sul mercato dal mese di ottobre, l’annata 2021 che con il suo potenziale di invecchiamento stimato in oltre 20 anni si presenta nel calice con un bouquet ricco seppur ancora giovane, segnato da note di bacche rosse e piccoli frutti, affiancati da sentori di agrumi (scorze d’arancia), erbe aromatiche e spezie. Il sorso è ricco, con un tannino ancora scalpitante ma già pronto a lasciarsi ammansire e un retrogusto intenso ed elegante.

Un vino che segna una continuità rispetto ai ‘fratelli maggiori’, ma che nelle annate più recenti mette in luce una nuova maturità di approccio all’interpretazione dei suoi due vitigni.

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