
Dal 25 al 27 febbraio 2024 a Bologna terza edizione di Slow Wine Fair, la kermesse dedicata al vino buono, pulito e giusto. Ospiti più di 800 cantine da tutto il mondo. Focus su fertilità del suolo.
Tre giorni dedicati al vino buono, pulito e giusto: la terza edizione di Slow Wine Fair, organizzata da BolognaFiere e SANA, con la direzione artistica di Slow Food, torna a Bologna dal 25 al 27 febbraio 2024.
Oltre 800 le cantine da vari paesi del mondo ospiti quest’anno a BolognaFiere per confrontarsi sul tema della fertilità del suolo e la sua importanza, dal punto di vista agricolo ma non solo, soprattutto in relazione alla produzione vitivinicola.
Per diffondere l'idea di un vino che non sia soltanto buono da bere, ma che porti con sé valori come la tutela della biodiversità, la difesa del paesaggio agricolo e la salvaguardia delle risorse.
Un prodotto che, al tempo stesso, possa affermare l’importanza che, attorno alle cantine, si diffonda la cultura – e non la moda – del vino, riflesso del territorio di riferimento, senza sofisticazioni e compromessi.
Il programma di Slow Wine Fair si apre però prima, con tre conferenze online in programma il 6 dicembre, il 17 gennaio e il 7 febbraio.
Al centro un antipasto del tema del festival: con agronomi ed esperti si parlerà di rigenerazione e fertilità del suolo, di tutela, di suolo come strumento di mitigazione degli effetti del cambiamento climatico.
“Grazie alla vita nel suolo ogni vino rappresenta al meglio il significato della parola terroir. In quei primi 30 cm di terra si conserva il 30% di tutta la biodiversità terrestre, un universo di simbiosi e interrelazione tra microrganismi, funghi e radici che consente alle viti di esprimere aromi specifici esclusivi. Ma il suolo è in grande pericolo - denuncia Federico Varazi, vicepresidente di Slow Food Italia - L’emergenza ambientale che lo riguarda è fra le più sottovalutate. Il 70% di tutti i suoli europei è in uno stato di cattiva salute a causa delle attuali pratiche di gestione, dell'inquinamento, dell'urbanizzazione e degli effetti del cambiamento climatico. Anche l’agricoltura ha le sue responsabilità. Pratiche agricole senza criterio e monocolture intensive hanno accelerato il fenomeno del degrado e dell'erosione quando, invece, il ruolo naturale dell'agricoltura dovrebbe essere quello di restituire al terreno ricchezza e fertilità biologica. Il suolo, come il cibo, deve essere considerato un diritto da garantire a tutti invece che una merce di scambio che sempre più spesso trasforma terreni agricoli e naturali in aree artificiali. Un’edizione ricca di contenuti e un messaggio chiaro: il diritto per tutti ad un suolo sano per un vino sano, un suolo sano ‘da coltivare’, ‘da abitare’ e ‘da vivere’. Lo dobbiamo ai tanti produttori in ginocchio per l’ennesima alluvione frutto degli ennesimi errori. Oggi in Toscana, ieri in Emilia-Romagna lo scorso anno nelle Marche”.
OLTRE 10MILA VISITATORI NEL 2023
La seconda edizione di Slow Wine Fair, a febbraio 2023, ha fatto registrare oltre 10mila ingressi e alcune centinaia di buyer provenienti dall’estero.
Numeri che si sommano alle oltre 750 cantine (+50% rispetto alla prima edizione) provenienti da più di 20 paesi, alle 4.000 etichette del banco d’assaggio e a una nutrita partecipazione di produttori nei 20mila metri quadrati di spazio espositivo.
“Puntiamo a consolidare la Slow Wine Fair, che in due sole edizioni si è ritagliata un preciso spazio nel calendario delle fiere europee del vino – dichiara Domenico Lunghi, direttore Manifestazioni Dirette di BolognaFiere - Numerosi buyer esteri hanno già confermato la loro presenza nel 2024 per arricchire le proprie carte dei vini. Con il supporto di diversi partner stiamo raccogliendo molte candidature di operatori del Centro-Nord Europa, dove il vino sostenibile è sempre più richiesto, meglio ancora se biologico o biodinamico. palinsesto articolato in ben quattro appuntamenti innovativi, diversi tra loro e capaci di richiamare i maggiori player del food&beverage”.

“Dopo due edizioni di grande successo possiamo sbilanciarci dicendo che la Slow Wine Fair sta prendendo corpo come l’evento del vino più identitario del panorama fieristico nazionale e non solo - sottolinea Giancarlo Gariglio, coordinatore della Slow Wine Coalition - Questo grazie a un preciso lavoro sui contenuti che sono al centro del nostro impegno per puntare su una viticoltura in grado di rivoluzionare il sistema agricolo e che presenti il vino al mondo come realmente è: un prodotto della pigiatura dell’uva che, se coltivata in modo virtuoso e seguendo pratiche agronomiche attente a preservare la salute del suolo e la sua vitalità, può contribuire a migliorare la salute del pianeta e a creare un sistema economico e sociale più giusto, rivitalizzando il tessuto dei borghi collinari che rischiano l’abbandono e lo spopolamento”.
“Il vino biologico è un settore che continua a crescere, rappresenta un punto di forza per il mercato interno ed è particolarmente apprezzato a livello internazionale, dove vale il 19% delle esportazioni globali di agroalimentare bio italiano – spioega la presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini - In questo momento, in cui tutta l’agricoltura è messa a dura prova a causa di cambiamenti climatici sempre più estremi e improvvisi, la viticoltura biologica ha mostrato grande resilienza, grazie anche all’importante ruolo dell’innovazione in questo settore”.
Tra gli eventi del Festival, anche nel 2024 torna il premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, assegnato da appassionati e professionisti a enoteche, ristoranti, osterie, bistrot, pizzerie che valorizzano i vini di una delle categorie territoriali o tematiche in concorso.
Non solo vino: alla Slow Wine Fair si celebrano anche gli amari, accogliendo la Fiera dell’Amaro d’Italia, e gli spirits: spazio, dunque, a brandy, rum, vodka, gin e altri prodotti.
Una sezione dell’evento è poi dedicata a imprese che grazie a macchinari, attrezzature e tecnologie innovative contribuiscono al rinnovamento del sistema agricolo e permettono ai vignaioli di adottare metodi di produzione sostenibili e rispettosi dell’ambiente.
L’edizione 2024 della fiera pone l’accento anche su importatori e distributori nazionali, i cui cataloghi rispecchiano la selezione presente all’evento.
Completano la proposta una serie di masterclass tematiche.
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