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L’Alsace “rocks” conquista il mercato italiano

di Antonio Cimmino | 19 Novembre 2023

Il Comité interprofessionnels des vins d’Alsace è tornato a Milano con “Alsace Rocks” per approfondire alcuni trend sui vini alsaziani in Italia.

Regione vinicola tra le più settentrionali di Francia e d’Europa, l’Alsazia si estende per una lunghezza di circa 120 chilometri – in larghezza da due a 15 – tra il Reno e il massiccio dei Vosgi e attraversa 119 comuni, da Marlenheim a nord, all’altezza di Strasburgo, arrivando a sud fino a Thann, con una piccola enclave al nord vicino a Cleebourg.

Sono 15.500 gli ettari dedicati alla denominazione AOC Alsace con circa 3.150 viticoltori che se ne prendono cura, mentre le cantine sono 750. Un vero e proprio mosaico di diversi terroir che porta ad una complessità e varietà non riscontrabili in altri territori. Si consideri che sono ben sette le varietà principali che danno il nome ad ogni singolo vino d’Alsazia, chardonnay escluso poiché utilizzato prettamente in alcune cuvée di Crémant d’Alsace, lo spumante prodotto secondo il metodo tradizionale della rifermentazione in bottiglia.

I VINI D’ALSAZIA
Il pinot blanc per un vino che esprime perfettamente gli aromi dell’acino d’uva, il sylvaner dal quale si produce un vino leggero e dal frutto discreto, il pinot gris dalla grande complessità aromatica, struttura e carattere che spesso lo fanno preferire ad un vino rosso, il riesling, il cui bouquet esprime grande finezza, con sottili aromi di frutta e fiori e che evolve in maniera unica in funzione del suolo sul quale cresce, sviluppando i suoi caratteristici aromi minerali. Il gewürztraminer (di sicuro il più celebre vino alsaziano), ricco, esuberante, complesso e potente, il muscat, un vino spontaneo e profumato. Ed infine l’unico rosso che in regione riesce a tener testa ai suoi bianchi, quel pinot noir, che vinificato in rosé o in rosso esprime sempre la sua massima raffinatezza.

Non è un caso che spesso si utilizza il nome del vitigno come sinonimo del nome del vino, visto che l’Alsazia è l’unica regione francese dove il nome dell’uva è un elemento fondamentale dell’etichetta, ma una delle ultime tendenze è di utilizzare maggiormente uvaggi e assemblaggi. Un esempio sono gli edelzwicker, vini da un blend di vitigni bianchi senza indicazione di proporzione, che possono essere vinificati insieme o separatamente, o i vini appartenenti al marchio collettivo Gentil che designa un assemblaggio (con vinificazione separata) con minimo 50% di riesling, muscat, pinot gris e/o gewürztraminer, il resto è composto da sylvaner, pinot blanc e/o chasselas, ed obbligatoriamente l’annata deve essere riportata in etichetta.

il territorio dell'Alsazia
il territorio dell’Alsazia

TERROIR ALSAZIANO
La sua storia geologicamente parecchio movimentata ha permesso la nascita di una moltitudine di tipologie di suolo. Ne sono state individuate ben 13 e raggruppate in tre macroaree, ognuna influisce inevitabilmente sulla gamma dei vini prodotti. A ridosso della montagna si trovano terreni granitici e basalto, scistosi, vulcanici e di arenaria; sulle colline sotto i Vosgi ci sono terreni calcarei, marno–calcarei, marno–arenari, marno–calcarei–arenari, calcarei–arenari, argillo–marnosi; in pianura suoli colluviali, alluvionali e infine fangosi.

Un intero territorio caratterizzato da colline di un’altezza media tra i 200 e i 400 metri che gode della vicinanza dei Vosgi che limitano le influenze oceaniche rinforzando la presenza di un clima continentale (estati calde e inverni freddi). Inoltre, i venti provenienti da ovest hanno la tendenza a rallentare le precipitazioni abbondanti dalla parte occidentale dei Vosgi. Un clima secco, quindi, particolarmente favorevole allo sviluppo della vigna, che permette anche di contenerne i trattamenti – il 35% dei vigneti alsaziani è certificato biologico, comprensivo di un 7,5% certificato biodinamico – e un’alternanza di giornate calde e notti fresche che favoriscono lo sviluppo di aromi complessi e la conservazione della freschezza e del frutto, che danno vini strutturati che ruotano attorno ad un’acidità matura.

LA PRODUZIONE IN ALSAZIA DA STRASBURGO FINO A THANN LUNGO IL RENO
In Alsazia le denominazioni d’origine sono in continua evoluzione, e tutti i vini prodotti nella regione possono fregiarsi almeno dell’AOC Alsace, l’equivalente della nostra denominazione di origine controllata. Nel 2022 sono state prodotte quasi 120 milioni di bottiglie, di cui il 69% afferisce all’AOC Alsace, che in casi particolari può essere integrata da una denominazione geografica comunale oppure dal lieu – dit, una sorta della “vigna” in Italia. L’AOC Crémant d’Alsace raggruppa il 27,5% della produzione, mentre il restante, meno del 4%, può utilizzare una delle 51 AOC Alsace Grand Cru.

La produzione di vini bianchi è predominante, 90%, ma negli ultimi anni gli ettari dedicati alle uve a bacca rossa, soprattutto pinot noir, sono decisamente aumentati. Proprio quest’ultimo vitigno, dall’annata 2022, è autorizzato nella AOC Alsace Grand Cru su due particolari terroir: il Grand Cru Kirchberg de Barr (a Barr nel Basso Reno) e Grand Cru Hengst (a Wintzenheim nell’Haut-Rhin), un riconoscimento dell’eccellenza del lavoro svolto dai vignaioli alsaziani sia in vigna che in cantina, i quali hanno avviato il processo di classificazione circa vent’anni fa.

I pinot noir dell’Hengst nascono su suoli di marna, calcare e arenaria che donano vivacità ed energia. Vini potenti, profondi, che si conservano a lungo. Di un bel colore rosso rubino, si distinguono per la loro complessità al naso con note di frutta rossa e spezie. Al palato, la loro struttura è ricca ed elegante, con tannini setosi e dal finale lungo. Ottima la longevità.

Il terreno marno-calcareo del Kirchberg de Barr conferisce ai pinot noir una struttura potente e raffinata. Il colore risulta più scuro e profondo. Naso poliedrico e complesso con note di frutti neri e spezie in evidenza. Al palato un’acida freschezza e grande finezza. Il finale è lungo e salino. Anche in questo caso un grande potenziale di invecchiamento

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Alsace Rocks! è un’iniziativa internazionale nata nel 2018, ideata e promossa dal CIVA – Comité interprofessionnels des vins d’Alsace – per fare il punto della situazione sul trend dei vini d’Alsazia nei principali paesi importatori, ma soprattutto per rafforzare e diffondere sempre più la conoscenza della cultura e dell’l’identità di un intero territorio vitivinicolo come l’Alsazia.

Foulques Aulagnon (primo da sinistra) responsabile marketing e Export CIVA, insieme ai 4 produttori presenti a Milano
Foulques Aulagnon (da sinistra) di CIVA insieme ai quattro produttori presenti a Milano

Ecco le note di degustazione di 4 pinot noir di altrettante produttori che hanno partecipato in prima persona alla tappa meneghina di Alsace Rocks!.

Domaine Allimant-Laugner – AOC Alsace Pinot Noir 2022
Pinot noir in purezza da suolo argilloso-calcareo. Macerazione di soli sei giorni per un vino fresco e dall’ottima bevibilità L’annata calda nel calice si vede e si sente, con quel suo color rubino carico e le intense note di more al naso. Palato ricco, denso e giustamente tannico. Buona la persistenza gustativa.

Domaine Allimant-Laugner – AOC Alsace Pinot Noir 2022

Domaine Butterlin – AOC Alsace Pinot Noir 2021
Pinot nero 100% della tenuta vitivinicola a conduzione familiare di Wettolsheim, un piccolo comune nei pressi di Colmar, “la capitale dei vini d’Alsazia”. Atto a diventare dalla prossima annata un Alsace Grand Cru Hengst, si presenta vestito di un rosso rubino intenso e luminoso. Al naso spiccano sentori di piccoli frutti rossi sotto spirito, ciliegie in primis, ed una leggera sfumatura speziata. Morbido e strutturato, il lungo finale chiude su note bitter&sweet.

Domaine Butterlin – AOC Alsace Pinot Noir 2021

Domaine Alsace Frey-Sohler – AOC Alsace Pinot Noir 2019 “Fleur de granit”
Nel nome il terroir di provenienza, un vino che fa della ricchezza aromatica e della sapidità la forza principale. Il suo bel colore rubino brillante attira subito l’attenzione, al naso sentori di ciliegia, lampone e frutti a bacca nera leggermente maturi si fondono a sentori floreali di violette, un accenno di boisé sul finale. Palato strutturato ma molto elegante, il tannino è suadente, la sapidità accompagna tutto il sorso, chiude su una leggera sfumatura vanigliata e con una buona persistenza.

Domaine Alsace Frey-Sohler – AOC Alsace Pinot Noir 2019 “Fleur de granit”

Domaine Paul Blanck– AOC Alsace Pinot Noir 2017 Cuvée F
Proviene dal Grand Cru Furstentum situato a 400 metri di altitudine. Vigneto esposto a sud su una marna calcarea molto sassosa con pendenze dal 25 al 38%. Fermentazione spontanea in tini di acciaio e breve macerazione per evitare un’eccessiva estrazione di tannini. Affinamento in botti di rovere – un terzo nuove, per il resto di secondo e terzo passaggio – per quasi un anno. Rosso rubino dalle screziature granate. Naso raffinato che richiama frutti neri (more e mirtilli) e fiori leggermente appassiti. Al palato è fine e setoso, buon equilibrio, bella persistenza ed una piacevole freschezza che ritorna su un finale che richiama la scorcia d’arancia amara.

Domaine Paul Blanck– AOC Alsace Pinot Noir 2017 Cuvée F01

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