
Degustazione (anche in verticale) dei vini della cantina Querceto di Castellina nel Chianti Classico che celebra quest’anno un quarto di secolo di storia.
Querceto di Castellina festeggia la vendemmia numero 25 che segna un momento significativo, un quarto di secolo durante il quale si sono avvicendate storie familiari, salti imprenditoriali e scelte innovative per una importante rinascita aziendale in termini qualitativi e di presenza sul mercato.
L’INIZIO E LA VOGLIA DI FARE VINO
L’azienda è stata fondata nel 1945 da Guido Masini, originario di Firenze. Guido trovò nel cuore del Chianti Classico un angolo di natura inviolata, dalla bellezza unica e pura, ideale per e allentare i ritmi, anche se solo per brevi periodi.
Negli anni Settanta, accortosi di non avere molto tempo da dedicare all’attività vinicola decise di dare in affitto le vigne.
Nel 1988 Laura Masini, figlia di Guido, con l’aiuto del marito Giorgio Di Battista, architetto, cominciò il restauro degli edifici quattrocenteschi presenti all’interno della proprietà, trasformandoli in uno splendido complesso agrituristico, iniziando così l’attività ricettiva, tutt’ora in essere.
Era il 1998 quando Jacopo Di Battista decise di voler dare vita al suo sogno di fare vino.
L’azienda Querceto di Castellina, ubicata a Castellina in Chianti al confine con Radda, può contare su un’area vitata suddivisa in 6 parti: Belvedere, Poggio, Campocorto, Campolungo, La Fonte e Livia.

L’area vitata è suddivisa in 6 parti: Belvedere, Poggio, Campocorto, Campolungo, La Fonte e Livia.
Vecchie vigne rimodernate e nuove reimpiantate, con lo sviluppo di una precisa identità da portare in bottiglia e non più da vendere, grazie anche a investimenti importanti in termini economici e di fatica.
Oggi Querceto di Castellina è un’azienda biologica certificata a conduzione familiare, che si estende per cinquanta ettari in totale, di cui circa 11 vitati nel cuore della Docg Chianti Classico. La sostenibilità e il basso impatto ambientale sono sempre state priorità e non appena i vitigni nuovi sono diventati produttivi (2009) è iniziata la conversione al biologico. Il 2015 invece rappresenta per Querceto un cambio di rotta molto significativo: una mano più precisa in vigna ed in cantina, vendemmia più attenta e metodi di affinamento che prediligono il tonneau e la botte grande di rovere francese e in seguito l’introduzione delle vasche di cemento.
JACOPO E LA SUA PERSONALE VENTICINQUESIMA VENDEMMIA
“È forte per me il significato di questo traguardo – commenta Di Battista - ma non lo considero un punto di arrivo bensì un punto di partenza. Ho iniziato un po' come si inizia un’avventura senza neanche avere troppa cognizione di quello che stessi facendo, avendo io avuto altre esperienze lavorative che mi avevano portato all’estero per alcuni anni”.

“Abbiamo raggiunto, con l’aiuto di tutti in azienda, un punto che mi porta ad essere abbastanza soddisfatto – chiosa - e guardandomi indietro vedo che di strada ne abbiamo fatta tanta, anche se caratterialmente tendo sempre al miglioramento. Tante sono state le difficoltà ma significativa anche l’evoluzione dal punto di vista della produzione e della qualità. Forte l’identità del territorio del Chianti Classico che ha giocato a nostro vantaggio, anche se siamo partiti trovandoci a competere con nomi importantissimi dell’enologia toscana e italiana, facendoci capire che avremmo dovuto lavorare molto seriamente”.
Non avendo noi un retaggio storico – aggiunge Di Battista - “è stato faticoso creare un brand riconoscibile ma sicuramente ad oggi la soddisfazione la sento forte anche attraverso questo traguardo di 25 vendemmie che rappresentano una mia evoluzione. A casa mia non avevamo una cultura del vino e quindi ho dovuto apprendere tutto crescendo sul campo, anzi in vigna direi. I miei vini sono cambiati di pari passo con i miei gusti personali che hanno dettato anche scelte aziendali importanti”. Così Jacopo conclude il racconto della sua esperienza fino ad oggi.
NOTE DI DEGUSTAZIONE
L’Aura Chianti Classico Docg
Uvaggio: sangiovese 100%.
1998 > Granato nel calice ancora luminoso, pot- pourri di fiori secchi, frutto ancora integro con rimandi di mora e prugna che introducono ad una chiusura di speziatura dolce. Tannino ben integrato che esprime vitalità al sorso, sorretto da una sorprendente freschezza e lunghezza, a testimonianza di un passare degli anni indubbiamente ben portati.
1999 > Rosso granato meno luminoso, nota ferrosa alla quale seguono ricordi di viola e rosa appassite ed un frutto nero ormai maturo. Piacevole sapidità, tannino ancora integro, finale persistente al palato.
2004 > Rubino pieno con accenni granati, complesso e di corpo, ribes nero e speziatura più dolce. Caldo al sorso riempie la bocca, tannino ben presente, sapido in chiusura.
2006 > Paga l’annata molto calda, colore non particolarmente vivace, esprime una freschezza accennata chiudendo mediamente lungo.
2015 > Piacevolmente luminoso nel suo rosso rubino scarico. Naso complesso e fine, frutta rossa, arancia, rosa e viola, speziatura pungente di chiodi di garofano e un soffio balsamico a chiudere. Al palato entra vibrante per la freschezza che insieme ad un tannino integrato conduce verso un finale armonioso.
2018 > Rosso molto luminoso scarico, incontra l’olfatto con ricordi di timo e maggiorana, arancia rossa matura, mora e ciliegia, a cui seguono note balsamiche poi cioccolato e caffè. Acidità viva all’assaggio, vibrante e teso, persistente il finale.
2019 > Rubino pieno con qualche sfumatura ancora porpora. Sentori di ciliegia marasca e amarena di eucalipto in chiusura, tannino ben fatto per un finale piacevolmente tenace.
2020 > Vivido nella sua veste con riflessi porpora, frutta rossa fresca, rosa e viola nel corredo olfattivo, aroma tostato. Pieno in bocca e lunga sapidità in chiusura.
2021 > Luminosissimo, rosso scarico che incanta la vista. Sale intenso al naso con rimandi croccanti di lampone e fragoline di bosco, glicine fresco e rosa, spezie. Vibrante al palato, tannino teso, lunghezza decisa.

Livia Igt Toscana 2022
Uvaggio: 50% viognier 50% roussanne
Brillante giallo paglierino con sfumature oro chiaro. Profumi di pesca bianca, albicocca e rosa, vaniglia, mandorla, finale minerale. Fresco e sapido di buona lunghezza.

Sei Chianti Classico Docg Gran Selezione 2016
Uvaggio: sangiovese 100%
2016 > Limpido rosso rubino profondo, all’olfatto rimandi di fiori verso l’appassimento, propone toni speziati, lampone secco e prugna matura. Al sorso tannino integro, vivace e ancora vibrante, sapido e lungo nel finale.
2019 > Luminoso, scarico. Pulito al naso, regala intensi profumi di ciliegia e rosa fresca, oltre ad un soffio balsamico e chiodi di garofano finali. Entra sottile, esplodendo un attimo dopo riempendo il palato con un tannino teso ed una persistenza notevole. Elegante.

Podalirio Igt Toscana 2018
Uvaggio: merlot 100%
Rubino impenetrabile, sale al naso intenso, attacco carezzevole di opulento frutto nero, come mirtillo, ribes e tamarindo oltre alla ciliegia marasca. Pepe, chiodi di garofano e liquirizia finale. Morbido al palato ma di piacevole struttura, regala un sorso decisamente lungo.

Venti Igt Toscana 2019
Uvaggio: 50% merlot 50% sangiovese
Rubino pieno quasi impenetrabile. Colpisce letteralmente il naso per l’ampiezza, con tanta frutta matura scura, viola e piccoli frutta a bacca rossa, speziato di pepe nero. Palato pieno e carnoso, tannino morbido e equilibrato per un risultato rotondo, armonioso e tanto lungo.

CONSIGLIATI
ULTIME
NOTIZIE
è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!
Puoi scegliere di impedire a questo sito web di aggregare e analizzare le azioni che intraprendi qui. Ciò proteggerà la tua privacy, ma impedirà al proprietario di imparare dalle tue azioni e di creare un'esperienza migliore per te e per gli altri utenti.