
La Commissione europea per l’Ambiente esenta il vino dalle nuove norme sugli imballaggi. Plauso da parte di UIV, ma resta nodo aromatizzati e spirits come evidenziato da Federvini.
Il vino è l’unica bevanda alcolica esclusa dai vincoli previsti dalla riforma della normativa Ue sugli imballaggi (Ppwr) che prevede la ridefinizione dei target di riuso per i vari materiali di imballaggio, tra cui il vetro.
Lo ha stabilito la Commissione parlamentare europea per l'Ambiente, la Sanità pubblica e la Sicurezza alimentare.
“Il testo del regolamento votato oggi dalla Commissione - commenta il presidente di Unione Italiana Vini (UIV) Lamberto Frescobaldi - rappresenta un primo step importante per il vino in attesa del voto in plenaria e del Trilogo tra Parlamento, Consiglio e Commissione; un risultato importante, raggiunto in particolare grazie al costante lavoro degli eurodeputati italiani vice-relatori di questo dossier, che sottolinea sia le specificità del vino sia gli sforzi già in atto da parte della filiera per garantire uno sviluppo sostenibile del settore”.
Pur sulla stessa lunghezza d'onda di UIV riguardo l'importanza della decisione, Federvini esterna invece alcune preoccupazioni per il settore dei vini aromatizzati e degi spirits: “un voto in chiaroscuro quello sulla revisione della Direttiva Imballaggi: se i vini, grazie al fondamentale lavoro condotto dalla delegazione italiana, possono finalmente tirare un sospiro di sollievo, è ancora tanto il lavoro da fare per scongiurare l’impatto estremamente oneroso che il riuso potrebbe determinare per il comparto degli aperitivi, amari, liquori e distillati italiani - commenta la presidente di Federvini Micaela Pallini - Come Federvini siamo determinati a proseguire con fermezza in tutte le sedi istituzionali gli sforzi per tutelare le nostre imprese e auspichiamo che possa esservi una revisione nel voto già in occasione dell’Assemblea plenaria del Parlamento europeo previsto in novembre”.

Come evidenziato più volte da UIV, il vino made in Italy ha già raggiunto risultati eccezionali in termini di riciclo del vetro (che in Italia supera l’80%), e i vincoli di riuso previsti dalla normativa avrebbero comportato non poche problematiche al settore e nella ri-organizzazione della supply chain.
In particolare, secondo UIV, è giusto che un sistema che voglia sostenere efficacemente la competitività e la conseguente sostenibilità del comparto debba riconoscere gli sforzi compiuti dall'industria vinicola nel corso degli anni per alleggerire le bottiglie (-25% il peso medio negli ultimi anni), garantendo al contempo una protezione specifica per le Ig e i marchi.
Una presa di coscienza che invece non sembra esserci stata per aperitivi, amari, liquori, distillati e vermut italiani, i quali, al pari dei vini, impiegano bottiglie di vetro - riciclabili al 100% - prodotte ricorrendo sempre più a moderne tecnologie che hanno permesso di ridurre negli ultimi trent’anni di oltre il 30% il peso e una quota crescente di materia prima seconda.
“Dopo l’esenzione delle bottiglie di vino dagli obiettivi di riutilizzo obbligatorio e l’attenzione alla specificità dei prodotti a Ig sugli obblighi di minimizzazione degli imballaggi, si auspica quindi un maggiore sostegno e incentivo alle iniziative volontarie e alle soluzioni di etichettatura digitale come mezzo efficace per fornire ai consumatori informazioni specifiche sull'imballaggio e sul riciclo dei prodotti” rimarca UIV.
L''auspicio d'ellassociazione presieduta da Frescobaldi assume invece più i contorni della preoccupazione nell'analisi di Federvini: "lo sforzo significativo messo in campo dall’industria italiana rischia di essere mortificato da questa votazione che stabilisce il principio di obbligatorietà al riuso per gli spiriti e i vini aromatizzati, prodotti caratterizzati da una marcata propensione all’export, una bassa rotazione e il cui imballaggio è veicolo di differenziazione e di identità dell’azienda, della storia del territorio di provenienza, di tradizioni, cultura e valori. Una misura, questa, che avrà delle ricadute significative anche in termini logistici e operativi, causando ripercussioni serie sulle prospettive di un comparto che vale oltre 6 miliardi di euro” avverte la presidente Pallini.

Ma nonostante i timori, Federvini sottolinea comunque come l'approvazione dei due emendamenti di compromesso su minimizzazione e etichettatura, seppur ancora migliorabili, sancisca un passo in avanti rispetto alla proposta iniziale della Commissione europea.
Sul tema della minimizzazione è stato scongiurato il rischio della standardizzazione delle bottiglie avvalorando quindi la funzione degli imballaggi, che manterranno forma e design, caratteri identitari e distintivi dei prodotti.
Sul fronte dell’etichettatura, il ricorso a pittogrammi armonizzati e la presenza sugli imballaggi di informazioni sul materiale e sul suo smaltimento, unitamente alle soluzioni digitali, risponde all’esigenza di favorire una raccolta differenziata di qualità senza frammentare il mercato unico.
Uiv esprime infine soddisfazione anche per l’intervento italiano al Consiglio Agricoltura e Pesca (Agrifish) in favore della rimozione delle penalizzazioni per la carne e il vino all’interno del programma di promozione orizzontale dei prodotti alimentare dell’Ue.
Un risultato importante, come annunciato dal ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, che definisce i settori vitivinicolo e zootecnico “elementi portanti della nostra economia e del nostro territorio”.
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