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Osservatorio UIV – Ismea segnala frenata export vino (-1,5%) e timida ripresa volumi di vendita (-3,4%). Crescono acquisti prodotti low cost

Vino Italia, timida ripresa volumi (-3,4%) ma cala export (-1,5%)

di redazione | 20 Ottobre 2023

L’Osservatorio UIV – Ismea segnala per il settore vino nei primi 9 mesi del 2023 una frenata dell’export e una timida ripresa dei volumi di vendita. Crescono gli acquisti di prodotti low cost.

Medaglia a due facce per il vino italiano a tre quarti del 2023: da un lato si registra un lieve miglioramento delle vendite nella Gdo nel trimestre estivo, che portano il cumulato dei primi nove mesi di quest’anno a un tendenziale in volume del -3,4% (nel semestre la perdita era del -3,9%) per un controvalore, sospinto dal caro prezzi, di 2,1 miliardi di euro che lascia la variazione a +3,4%.

I vini fermi segnano un -3,9% nei volumi (+2,6% i valori) mentre risale la tipologia spumanti, a +0,6% nelle quantità e a +6,2% nei valori (a 455 milioni di euro).

Dall’altro lato, però, i primi 7 mesi dell’anno evidenziano (secondo dati Istat) una contrazione tendenziale dell’export sia nei volumi (-1,5%) che nei valori (-1,2%, a 4,45 miliardi di euro).

Un peggioramento anche rispetto alle esportazioni del semestre - che segnava rispettivamente -1,4% e -0,4% - per effetto delle difficoltà nell’extra-Ue (volumi a -8,5%) non del tutto controbilanciato dalla domanda comunitaria (+5,4%).

Tra i prodotti, è forte la domanda di sfusi (+13,1%) mentre sono in contrazione sia gli spumanti (-3,2%) che i vini imbottigliati (-4,9%), dove pesano le forti difficoltà dei rossi (-10%).

L’analisi sullo stato di salute del settore vino in Italia arriva dall’osservatorio UIV-Ismea su base Ismea-Nielsen-IQ.

CONSUMATORI PRUDENTI, SI AFFERMANO I VINI LOW COST
Secondo la ricerca, permane un atteggiamento prudente dei consumatori tra gli scaffali, con acquisti “difensivi” che privilegiano i prodotti in promozione o alcune tipologie più convenienti a scapito di altre.

È il caso degli spumanti low cost (“Charmat non Prosecco”, con 25 milioni di litri acquistati), che hanno ormai superato nelle vendite in volume anche il Prosecco Doc (24,8 milioni, comunque in risalita) e che si stanno sempre più affermando non più solo nei discount ma anche nei canali iper e super.

Oppure denominazioni importanti come il Chianti Classico (volumi a -13,2%), o ancora il Prosecco Docg (-14,5%) che cedono quote a indicazioni geografiche o vini comuni che propongono prezzi più accessibili.

Nel complesso, i listini rimangono alti (+7% sul pari periodo 2022) e non è un caso se in generale si assiste a una maggior tenuta delle vendite laddove i costi sono più limitati.

Per esempio, osserva l’analisi, l’unico formato a crescere tra gli scaffali, per i vini a denominazione come per quelli comuni, è quello di plastica e bag in box che in media presentano un prezzo di 1,8 euro/litro.

Tra le tipologie, in quantità fanno leggermente meglio della media (-3,9%) i vini bianchi (-3%), i rosati (-3,6%) mentre ancora in difficoltà risultano i rossi (-4,8%).

Gli spumanti virano in positivo (+0,6%) ma la crescita riguarda, oltre all’Asti (+4,5%), solo i già citati “Charmat non Prosecco”, senza i quali anche il comparto bollicine pagherebbe un -3,6% nei volumi.

Permane un atteggiamento prudente dei consumatori tra gli scaffali, con acquisti che privilegiano i prodotti in promozione o alcune tipologie più convenienti
al supermercato sempre più italiani acquistano vini low cost

Nel segmento Ig, ancora segni meno per le principali tipologie; tra i primi dieci, solo il Vermentino di Sardegna, il Puglia Igp e il Cannonau in dinamica positiva (+4%, +2% e +3% rispettivamente in volume).

Chianti in regressione (-4.4%), mentre migliora leggermente la situazione del Montepulciano d’Abruzzo, che da -14% di marzo è arrivato a -9% a giugno per risalire a -6.6% di settembre.

In forte discesa il Nero d’Avola siciliano, a -12%, così come la pattuglia dei Salento Igt (-9%), i Lambruschi emiliani (-11%), le Bonarde oltrepadane (-15%) e il Verdicchio di Jesi (-18,9%).

Tra i veneti, Valpolicella a -2% e Bardolino a -3.4%, mentre il Soave continua a essere positivo, chiudendo il conto dei nove mesi a +5%.

Tra i canali, oltre la media il gap nei discount, specie per il segmento Dop e Igp (-6,8%), segno che le tensioni sul carrello della spesa sono maggiormente percepite dai consumatori.

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