
L’associazione e azienda vinicola Di Meo Vini ad Arte realizza un nuovo calendario da collezione che unisce Praga e Napoli, per promuovere il binomio arte-vino. Presentazione il 4 novembre.
L’associazione culturale e azienda vinicola Di Meo Vini ad Arte presenterà il 4 novembre alla Casa Municipale di Praga l'edizione 2024 (la ventiduesima) del Calendario Di Meo.
Di Meo, che dalla sua costituzione ha come mission la promozione in Italia e nel mondo dell'arte, della cultura del vino, della bellezza e del patrimonio storico artistico di Napoli e della Campania, ha scelto per il nuovo lunario di mettere in connessione Praga e Napoli, l’una la capitale europea dell’oro, resa affascinante anche dalle sue zone oscure, l’altra la città del sole e della luce, divenuta celebre nel mondo per le sue ombre e contraddizioni.
Patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il calendario è stato realizzato in 5mila copie, con il supporto di storici e giornalisti, antropologi e musicologi, filosofi e docenti intenti a indagare le similitudini tra due realtà solo in apparenza molto distanti come Praga e Napoli, attraverso un oggetto, il lunario, che diventerà un pezzo da collezione.
Come ogni anno sono le immagini del fotografo Massimo Listri a proporre una lettura visiva della capitale boema, dalla sinagoga spagnola, edificio simbolo del quartiere ebraico di Praga, alla sala di Vladislao del castello; dal teatro degli stati, dove fu rappresenta la prima del Don Giovanni di Mozart, alla basilica di San Giacomo nel cuore della città vecchia.
E ancora la biblioteca del Clementinum, il palazzo del Gran Priore dell’Ordine di Malta, la sala Smetana della casa municipale, il castello di Troja, il Palazzo Wallenstein ora sede del senato.
Le corrispondenze tra Napoli e Praga vengono raccontate attraverso la penna di critici, studiosi e intellettuali che firmano la parte testuale del calendario, tra cui Vittorio Sgarbi, Vittorio del Tufo, Mariella Pandolfi, Dinko Fabris, Lucio Saviani, Barbara Bouchet, Francesco Leonicini.
A chiusura del calendario il contributo di Sandra Sannia, un approfondimento dedicato al pittore, scultore e pubblicitario ceco Alfons Mucha, tra i maggiori esponenti dell’Art Nouveau, divenuto famoso per i manifesti pubblicitari che richiamano quelli dei Magazzini Mele di Napoli.

“Ho scelto Praga perché rappresentativa di quelle piccole nazioni del centro Europa, la cui cultura e civiltà è stata per molti anni trascurata dall’Occidente, che tendeva ad unificarle tutte in un’idea di 'cultura slava', trascurandone la specificità e la impressionante varietà e diversità, si veda la qualità della letteratura, della musica e dell’architettura boema. Un po’ come è accaduto per Napoli, la cui cultura è stata ridotta per anni a mero folklore e a banali stereotipi, prima che tanti studiosi ne rivalutassero l’importanza” afferma il presidente dell’associazione Generoso Di Meo.
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