
La biodiversità come valore da perseguire (anche) grazie a un nuovo rapporto tra viticoltura e superfici boschive.
Il rapporto tra bosco e vigneto il tema al centro del convegno “Il vino ed il bosco – Alberi che fanno bene ai vigneti” tenutosi al Castello di Meleto e organizzato attorno agli interventi di Stefano Lorenzi, arboricoltore, e Luca Mamprin, dottore forestale.
Evidenziati i benefici alla biodiversità animale e vegetale garantita dagli alberi, i due relatori hanno concordato sugli effetti positivi apportati ai vigneti dalle piante, in quanto capaci di “ombreggiare i filari, evitando che i grappoli si scottino, problema principale delle ultime venti annate, garantire un’umidità costante, smorzare la forza del vento e ridurre l’impatto della grandine”. In una prospettiva più ampia, gli stessi alberi “permettono di conoscere meglio le potenzialità del vigneto creando una ricchezza di specie che lo abitano e tutt’intorno e di sviluppare molte più forme di lieviti spontanei sulle uve”.
“La vigna - concludono i due - è solo il 10 % del sistema ed è, quindi, focale decentrare questo interesse e ricreare l’organismo per contrastare il cambiamento climatico ristabilendo un equilibrio. Sarebbe anche importante ribilanciare il rapporto tra aree urbane e aree agricole, piano molto più complesso, se lasciato solo al singolo”.
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