
Mentre si avvicina l’approvazione da parte dell’Ue della norma quadro su agricoltura e vino sostenibile, Uiv e Federvini approvano le raccomandazioni in etichetta ma chiedono regole chiare e niente allarmismi.
“L’eccesso fa male? Siamo pronti a lavorare con la Commissione per un claim unico a livello europeo, all’interno della norma vitivinicola, senza ricorrere a soluzioni allarmistiche, nutriscore o, peggio ancora, lasciare che ogni stato membro, decida da sé”.
È la presa di posizione, in materia di etichettatura e health warning, del presidente di Unione Italiana Vini Lamberto Frescobaldi.
“Seppure in un quadro globale ancora denso di incertezze di ordine geopolitico, commerciale ed economico, la politica può dare un contributo forte ed intervenire a livello normativo per garantire al nostro settore un quadro di regole semplici e chiare” dichiara invece Albiera Antinori, presidente del Gruppo Vini di Federvini.
Entrambi sono intervenuti a Roma agli Stati Generali del Vino indetti dalla rappresentanza italiana di Parlamento e Commissione Ue per attivare un confronto tra i principali stakeholder del comparto sulle tematiche di maggior impatto per un settore che continua a mostrarsi resiliente nonostante i problemi.
I dati del primo semestre 2023, secondo l’Osservatorio Federvini - Nomisma, parlano infatti di un valore delle esportazioni aumentato in 4 anni di 0,8 miliardi (3,7 miliardi contro i 2,9 del 2019), con le vendite a valore sul mercato cresciute del +16% e una lieve flessione in volume pari a – 0,5%.
A pesare sulle prospettive del comparto restano però le grandi incognite internazionali, dal protrarsi del conflitto in Ucraina, all’altalena inflattiva che aggrava i costi di produzione per le imprese, alle incertezze geopolitiche fino all’impatto sempre più evidente dei fenomeni meteorologici estremi dovuti al cambiamento climatico e delle controversie commerciali che comprimono il libero scambio del vino.
Un quadro che a livello europeo è in fermento: da un lato la revisione del regolamento sugli imballaggi, che rischia di sostituire con il riuso il riciclo, nel quale l’Italia è leader, dall’altro il tema dell’etichettatura dei vini aperto dall’Irlanda, fino alla revisione del sistema delle IG.

Fronti sui quali la presidente Antinori commenta: “non possiamo permetterci altri tentennamenti: gli strumenti digitali ci consentono di informare di più e meglio i consumatori e, soprattutto, direttamente nella loro lingua. Il settore, grazie alla piattaforma U-label, è pronto ad informare anche ben oltre le indicazioni obbligatorie quali calorie e lista degli ingredienti”.
C’è poi la delicatissima partita della riforma del sistema UE delle indicazioni geografiche sulla quale si gioca la difesa della specificità del vino e la tutela delle produzioni di qualità del nostro Paese.
Mentre sul capitolo sostenibilità del vino, il presidente UIV Frescobaldi sollecita passi avanti in sede europea: “Sappiamo che la Commissione Ue sta lavorando a una norma quadro: è una buona notizia perché il nostro settore ha la maturità per poter disporre di una norma europea specifica in materia di sostenibilità - dichiara - Al contempo vi è anche la necessità di veder armonizzate le regole attraverso uno standard unico e non – è il caso attuale anche in Italia – definite secondo variegate norme e standard privati e altrettanto variegati loghi e certificazioni”.
“In tempi non sospetti – aggiunge - evidenziavamo l’esigenza di adeguare il potenziale viticolo alle richieste di mercato attraverso un ridimensionamento di una produzione incontrollata, da oltre 6 miliardi di bottiglie l’anno. Oggi, con i consumi in contrazione su scala globale, ribadiamo la necessità di contingentare la produzione anche attraverso la riforma del sistema di assegnazione per le autorizzazioni di nuovi impianti: non è più accettabile una distribuzione a pioggia di nuovi vigneti per un totale di quasi 7 mila nuovi ettari l’anno. Le autorizzazioni dovrebbero invece insistere nelle aree più competitive, che non generano giacenze e secondo seri criteri di ammissibilità e priorità, anche basati su aspetti ambientali”.

Sul fronte ambientale per Frescobaldi sarà invece importante raggiungere una progressiva riduzione dell’impiego dei fitofarmaci, orientando in ottica green la prossima programmazione finanziaria relativa alle risorse del Piano nazionale di sostegno.
“Le sfide che abbiamo di fronte a noi sono numerose e complesse e per questo chiediamo alle Istituzioni di prestare la massima attenzione per assicurare supporto alle imprese della nostra filiera” chiosa per Federvini Antinori.
ULTIME
NOTIZIE
è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!
Puoi scegliere di impedire a questo sito web di aggregare e analizzare le azioni che intraprendi qui. Ciò proteggerà la tua privacy, ma impedirà al proprietario di imparare dalle tue azioni e di creare un'esperienza migliore per te e per gli altri utenti.