
Secondo l’ultimo report della Silicon Valley Bank, in USA più di un giovane su tre (35%) non beve vino. Aumentano i prezzi in Napa Valley, diminuiscono le degustazioni ma tiene il mercato premium.
In USA più di un giovane su tre (35%), nella fascia di età 21-29 anni, beve alcolici ma non vino, percentuale che scende al 28% tra i consumatori 50enni, che dimostrano però a loro volta un interesse in calo. Tiene invece la fascia dei wine lovers over 60.
La disaffezione a stelle e strisce verso il pianeta vino viaggia di pari passo a una perdita di quote di mercato a vantaggio dei superalcolici, tendenza già emersa negli ultimi anni. Al momento non risentono della crisi i vini premium, che continuano nella loro crescita in termini di vendite, anche se con ritmi più lenti, soprattutto tra gli ultra sessantenni altospendenti.
Sono alcuni dei dati principali contenuti nel rapporto 2023 sullo stato di salute dell’industria vinicola statunitense negli ultimi 12 mesi prodotto da Silicon Valley Bank (SVB), il primo dopo il fallimento dichiarato lo scorso marzo dall’istituto (con successiva acquisizione da parte di First Citizens Bank), che però non ha interrotto il lavoro della sua “divisione del vino” dedicata ai servizi finanziari e di consulenza specifici per le cantine. Come da tradizione, il report cerca di fare luce sulle principali tendenze enologiche attuali e future, orientando nelle scelte i produttori e gli investitori.
L'analisi si sofferma anche sui prezzi: quelli dei produttori della Napa Valley sono in forte aumento, con oltre 100 dollari a bottiglia, mentre Virginia e Washington hanno i prezzi delle bottiglie più bassi di tutto il paese, con una media rispettivamente di 31,73 e 49,79 dollari.

Risultano in calo anche le esperienze di degustazione nelle cantine, con in walk-in tasting diminuiti del 27% per lasciare il posto alle degustazioni "su appuntamento”. In particolare, le cantine dell'Oregon registrano il numero più basso di visitatori (536 al mese) contro i 1914 ospiti mensili della Virginia.
Le cantine possono però fare affidamento sull’e-marketing, che risulta efficace soprattutto per le realtà più piccole dedite a vini premium con una produzione annua inferiore alle 100mila bottiglie e un costo di oltre 20 dollari l’una.
A livello social, Instagram batte Facebook quando si tratta di marketing del marchio, con il 79% dei partecipanti che utilizza la piattaforma come vetrina per i propri vini e per costruire relazioni con i consumatori, superando il 68% del campione che invece utilizza Facebook.
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