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Andrea Moser balla da solo con i suoi “vini temporanei”

di redazione | 13 Agosto 2023

Mettendo a frutto l’esperienza con Franz Haas e da kellermeister a Cantina di Caldaro, Andrea Moser prosegue nella sperimentazione con i “vini temporanei” firmati AMProject. L’assaggio in affinamento di Flow 2022.

Andrea Moser gioca da solista e punta sui “temporary wine”, che avranno una natura simile ai temporary restaurant degli chef. Spesso cambieranno la regione, il vitigno, e anche la vinificazione. E naturalmente i vini saranno unici, quasi sempre irripetibili, in edizione limitata e sarà possibile acquistarli solo in pre-ordine.

Dopo aver lasciato Cantina di Caldaro, infatti, l’enologo – inserito da Fortune nella lista dei 40 under 40 che stanno segnando la rinascita del vino in Italia – torna con un progetto personale che mette insieme l’enologia e la comunicazione.

AMProject è il mio nuovo progetto, a cui lavorerò insieme a mio fratello Luca, anche lui enologo – spiega – Oggi sono un consulente in diverse aziende vitivinicole ma avevo da tempo in mente qualcosa che spezzasse il classico e canonico processo con cui si fa vino. Lavoreremo di volta in volta nei luoghi che sceglieremo o che per elezione ci hanno scelti, per produrre ogni anno dei vini unici, completamente non convenzionali ma fortemente territoriali. La vinificazione avverrà in Alto Adige, ma non solo, con le attrezzature migliori per l’obiettivo che ci siamo prefissati. Saranno vini senza rete di sicurezza, del cuore: ogni anno cambieranno e racconteranno luoghi, territori, persone, vitigni e idee”.

Andrea Moser gioca da solista (con il fratello Luca) vini temporanei
Andrea Moser gioca da solista (con il fratello Luca)

VINI DA LISTA IN LIMITED EDITION
L’idea produttiva è dunque molto chiara. I nuovi vini da solista verranno spediti solo nei mesi freddi per preservarne al meglio le caratteristiche. Alcuni dei vini saranno ogni anno un’evoluzione dell’annata precedente, sulle stesse vigne selezionate dall’enologo per la sua produzione, in modo da dare continuità alla ricerca e al lavoro svolto.

Un progetto che è molto vino, ma ha anche al suo interno tanto di progettazione, design e comunicazione, destinati a un target di appassionati e – in parte – riservati a ristoranti che li avranno in abbinamento a menu e piatti signature.

Una strategia comunicativa su cui l’enologo – che per il quotidiano Linkiesta Gastronomika firma una newsletter sul vino – presta la massima attenzione.

LA PRIMA ANNATA “TEMPORARY” È FLOW 2022
La sorpresa legata all’annuncio è che non sarà necessario aspettare troppo. Il primo vino temporaneo, che si chiamerà FLOW, sarà disponibile in preordine già a ottobre.

Il primo dei vini temporanei di Moser viene dalla Toscana, da vigne di 80 anni di un vigneto abbandonato per circa 40 anni nei pressi di Anghiari. “Abbiamo recuperato e sottratto al bosco questa vigna con un grande lavoro, volto a preservare e dare nuova vita a una parte di territorio che per noi ha grande potenzialità”, rimarca Moser.

andrea moser vigna anghiari
la vigna recuperata in Anghiari, nell’Aretino

Nell’Aretino, a circa 450 metri sul livello del mare, su terreni di argilla rossa praticamente inesplorati nascono uve bianche in una zona che il cambiamento climatico ha reso ideale per la viticoltura. Le uve sono trebbiano, vermentino, malvasia bianca, canaiolo bianco e un 5% di altre varietà non ancora identificate. “Il bello di lavorare su una vigna così antica è anche questo”, chiosa l’enologo.

La vinificazione, vista la piccola quantità prodotta, è avvenuta in clayver da 2 ettolitri, con una macerazione prefermentativa 5 giorni. La fermentazione è avvenuta nuovamente in clayver e in due caratelli per il vin santo, uno nuovo e uno usato. Lunghissimo l’affinamento sui lieviti, sono stati effettuati due soli travasi: uno dopo la macerazione e uno il 22 luglio 2023, quando il vino è stato assemblato prima dell’imbottigliamento, avvenuto il 25 luglio.

Sono stati fatti pochissimi interventi sul vino – specifica Moser – vogliamo che rispetti il territorio e sia autentica espressione di questa vigna recuperata e salvata dal bosco. C’è stata un’oculata gestione, e gli interventi in cantina sono stati dettati solo dalla necessità, evitando ogni pratica non indispensabile”.

La produzione dell’annata 2022 è di 726 bottiglie da 0,75.

Il visual del progetto è stato affidato all’artista toscana Serena Barbieri, cresciuta tra le colline a due passi da Firenze e oggi basata in Portogallo.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
La redazione di VinoNews24 ha avuto l’opportunità di assaggiare un’anteprima, ancora in fase di affinamento, di Flow 2022. Alla prova del calice il vino presenta un sorso già dinamico e goloso. Al naso porta sentori di macchia mediterranea e pesca bianca e al palato si rivela fruttato e vibrante nell’acidità. Il gioco su una macerazione appena protratta porta al finale un tocco di rusticità che asciuga piacevolmente il palato e che probabilmente è una delle cifre distintive dell’enologo. Una bella promessa.

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