
Alla sua prima intervista da presidente del Consorzio di tutela vini colli Euganei, Gianluca Carraro anticipa a VinoNews24 le linee fondamentali del suo mandato. Grande attenzione al mercato Italia e soluzione condivisa sulla querelle Serprino/Prosecco.
Attenzione cruciale alla sostenibilità in vigna e alla qualità in cantina, per portare nel calice vini capaci di eccellere sui mercati internazionale. E però attenzione alta sul contesto domestico, dato che l’Italia rappresenta la destinazione principe per i vini dei Colli Euganei.
Alla sua prima intervista da presidente del Consorzio di tutela vini Colli Euganei, Gianluca Carraro anticipa a VinoNews24 le linee fondamentali del suo mandato. E mentre osserva con attenzione i progetti orientati alla valorizzazione dei vini dei colli a ridosso di Padova, auspica una soluzione condivisa (e vantaggiosa per tutti, o almeno per molti) sulla querelle Serprino/Prosecco che a fine 2022 ha portato a una spaccatura in seno al Consorzio.

Carraro è presidente da pochi giorni, eppure sembra avere le idee molto chiare sulle priorità da affrontare per il nuovo Consiglio.
Presidente, innanzitutto buon lavoro. Quali sono le tre priorità che indicherebbe per i Colli Euganei del vino?
"Con il nuovo Consiglio stiamo mettendo a punto un programma triennale, ma le tre priorità che di primo acchito mi vengono in mente sono un aumento della rinomanza delle nostre denominazioni (Colli Euganei DOC e Colli Euganei Fior d’Arancio DOCG) a livello nazionale e internazionale, la prosecuzione del progetto ‘Vini Super/ultra Premium in Veneto’ che stiamo realizzando in collaborazione con l’università di Padova e il contributo della Regione Veneto, l’approfondimento dell’analisi dell’andamento termico in microareali a cui si deve accompagnare una carta dei suoli, i cui effetti possono essere anche maggiori sulla qualità di uve e vini".
Quando si parla di qualità, quali strade si devono intraprendere per la valorizzazione della denominazione?
"È un insieme di azioni. Da agronomo parto dalla vigna: serve un’importante attività di assistenza tecnica, anche supportata dall’attività del nostro laboratorio accreditato Accredia; va concentrata l’attenzione sui cambiamenti climatici, soprattutto in relazione alla flavescenza e alla disponibilità di acqua, migliorabile con il progetto laghetti, oltre a controllare la stabilità dei versanti con la riduzione di microfrane. Il Consorzio deve inoltre essere promotore di certificazioni SQNPI (in vigna) e Residuo Zero (nei vini). In cantina il Consorzio già mette a disposizione la consulenza di un enologo. Sul mercato è importante una efficace attività promozionale, indirizzata soprattutto agli opinion leader del settore; in questo contesto confidiamo anche nelle risorse disponibili con i finanziamenti del PSR".

La differenziazione dei suoli e di ambiti climatici porta in evidenza vini sfaccettati. È più complesso promuovere molti vini rispetto a pochi vini molto identificabili?
"Noi abbiamo la fortuna di avere un territorio bellissimo, molto variegato. Partendo dalla carta dei suoli (molto sfaccettata) e l’effetto dei versanti, più o meno caldi, possiamo ottenere dei vini estremamente eleganti e complessi che consentono di valorizzare al massimo l’espressione del territorio. Come sempre, quando si ha la fortuna di avere molte frecce al proprio arco non sempre è facile trovare gli argomenti su cui puntare. Sarà una bella sfida e col Consiglio dovremo mettere a punto le priorità per il prossimo triennio".
A proposito di relazioni col mondo Prosecco, in tempi recenti si sono verificate tensioni all’interno del consorzio. Prevedete di arrivare ad una soluzione?
"La volontà è di approfondire le potenzialità del Progetto Serprino/Prosecco ma la sfida sta nel farlo trovando un filo rosso che unisca gli interessi del maggior numero di aziende (auspicabilmente tutte). Il Consorzio da statuto deve rappresentare gli interessi dei soci e in questo come amministratori dobbiamo guardare al bilanciamento degli interessi (mi permetto di dire tangibili e concreti) in gioco e decidere per la loro massimizzazione. La via comunque deve essere la più condivisa possibile".
Vini euganei e mercati internazionali, quali priorità e quali prospettive?
"Molte sono le aziende che esportano all’estero, un po' in tutto il mondo. Attualmente però la maggior parte del vino viene consumato in Italia ed è questo mercato che dobbiamo sviluppare e consolidare. Dovremo però cercare di aumentare il mercato estero, ma sarà un progetto a medio/lungo termine. In ogni caso il “brand” Colli Euganei, anche per il turismo termale, è molto noto in tutta Europa ad una platea non solo di winelovers. Su questo c’è molto da lavorare di pari passo alla promozione territoriale".
Con un territorio vocato al turismo, quali progettualità avete per l’enoturismo?
"Mi viene spontaneo ricordare che partecipiamo all’OGD (Organizzazione per la gestione della destinazione dell’offerta turistica Terme e Colli Euganei) e che cerchiamo da sempre di collaborare con le Terme perché pensiamo sia importante fare sinergia tra i vari operatori economici. Abbiamo supportato l’Ente Parco per il riconoscimento del MAB Unesco. Con altre entità c’è la ferma volontà di riallacciare rapporti e sinergie comuni".

CONSIGLIATI
ULTIME
è DISPONIBILE L'APP DI VINONEWS24.
SCARICALA ORA PER ACCEDERE AI NOSTRI CONTENUTI DAL TUO SMARTPHONE!
Puoi scegliere di impedire a questo sito web di aggregare e analizzare le azioni che intraprendi qui. Ciò proteggerà la tua privacy, ma impedirà al proprietario di imparare dalle tue azioni e di creare un'esperienza migliore per te e per gli altri utenti.