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UIV-Ismea: export in discesa per il vino italiano. E nella gdo si scivola sul low cost

di redazione | 19 Luglio 2023

L’analisi dell’Osservatorio UIV-Ismea su dati Istat, relativa a export di vino nel primo quadrimestre e vendite in grande distribuzione (gdo) Italia nel primo semestre, restituiscono un quadro preoccupante.

Export sempre più su un piano inclinato, mercato interno in lieve (ma insufficiente) miglioramento. È la sintesi dell’analisi dell’Osservatorio UIV-Ismea elaborata su dati Istat sulle esportazioni di vino nel primo quadrimestre e le vendite in grande distribuzione in Italia nel primo semestre.

Nel primo quadrimestre, le performance del vino italiano nel mondo segnano un calo tendenziale dello 0,7% nei volumi e un +2% nei valori (export attestato a 2,36 miliardi di euro).

Il semestre nella Gdo italiana si chiude invece con una contrazione del 3,9% sul fronte dei volumi accompagnato da un +3,5% nei valori (a 1,38 miliardi di euro).

Inoltre, l’Osservatorio rileva una tendenza al ribasso – specchio della congiuntura – dei prodotti commercializzati, sia sul mercato estero che su quello italiano. Al netto delle vendite di vino sfuso – venduto comunque a prezzi bassi –, il responso sui volumi commercializzati oltreconfine sarebbe infatti ben più negativo (-3,5%), con i vini imbottigliati a -4,2% e le Dop, in particolare, a -6,9%.

Entrambe le performance – rilevano ISMEA e Unione Italiana Vinievidenziano le difficoltà di un 2023 in cui il surplus dei costi di produzione influisce in media per il 10% sul prodotto finito a fronte di incrementi dei prezzi di vendita molto più bassi, sia nelle piazze estere che interne”.

TENSIONE IN GDO, SOPRATTUTTO PER LE BOLLE
Tra gli scaffali della grande distribuzione italiana, seppur con segni di miglioramento, come il parziale recupero delle Dop che però non permette di invertire il segno negativo, la tendenza al ribasso si conferma per esempio nei trend delle bollicine, dove prosegue la corsa degli spumanti low cost (+8,6% volume) che fissano il prezzo a 4,6 euro/litro, quasi il 40% in meno della media del Prosecco.

Per lo spumante del Nord-Est più venduto al mondo, che ha alzato i propri listini in coerenza con la crescita dei costi delle materie prime, il semestre si chiude con un -5,8% in volumi in particolare per effetto del brusco stop della Docg.

isema uiv export gdo vino

Il segno meno si estende a tutte le principali tipologie di vino Dop e Igp vendute in Gdo, con eccezioni come il Vermentino di Sardegna in terreno ampiamente positivo (+4% volume), accompagnato da un +1% dell’Igt Puglia. Luce rossa – sebbene in parziale recupero – per Chianti (-3% rispetto a -9% di marzo), Montepulciano d’Abruzzo (da -14% a -9%) e Nero d’Avola, che chiude a -12% da -18% di marzo. Giù anche il Cannonau sardo, a -4%, e la Barbera piemontese, che si ferma a -8%. Lambrusco Emilia in peggioramento di 1 punto circa, attorno a -10% volume.

Continua a essere critica la situazione per il Verdicchio di Jesi (-20%) e la Bonarda oltrepadana (-16%), mentre positivi sono Soave e Valpolicella, che ha recuperato il -5% di inizio anno. Tra gli sparkling, bene l’Asti Spumante (+5,9%) oltre a quelli Charmat, male tutti gli altri. Peggio della media il vino bio (-5% volume) e ancora in caduta rilevante, nonostante la dinamica deflattiva, risulta l’e-commerce (volumi a -11,7%).

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EXPORT, USA IN NEGATIVO E LA GERMANIA RALLENTA
Sul fronte dell’export, il mese di aprile peggiora i conti per il vino italiano in alcune piazze strategiche.

In particolare, rispetto allo stesso mese del 2022, calano bruscamente i volumi richiesti dal top buyer statunitense e dalla Svizzera (entrambi a -14,8%), si ferma la Germania (-0,3%) mentre recupera parte del gap il Regno Unito (+9,2). Ne consegue – secondo l’Osservatorio Uiv-Ismea – che il risultato tendenziale del quadrimestre veda i volumi in calo dello 0,7% con i valori (2,36 miliardi di euro) a +2% (nel trimestre segnava +3,8%). In generale, si dimezza la crescita del prezzo medio (+2%) mentre rimane alta quella degli spumanti (+9%), che cedono il 3% e con il Prosecco a -5,9% ma a +5,1% in valore.

Tra i segmenti in maggior sofferenza si segnalano i Dop fermi imbottigliati che chiudono il quadrimestre in negativo sia sul fronte dei volumi (-6,6% con i Rossi a -8,7%) che dei valori (-0,5%). In crescita in doppia cifra gli sfusi (grazie anche a vendite “sottocosto”, -9% il prezzo medio), con buoni incrementi anche per vini comuni e varietali. Giù i Bianchi e i Rossi veneti, quelli toscani e siciliani.

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Gli Stati Uniti scendono quest’anno in terreno negativo nei volumi (-3,8%), con i valori ancora in luce verde ma che passano dal +10,8% del trimestre al +4% nel quadrimestre. Rallenta anche il secondo buyer di vino italiano, la Germania (+4,6% i volumi, +2,7% i valori), mentre chiude il podio il Regno Unito che limita i danni di un avvio d’anno problematico, complice la forte contrazione del Prosecco (-20%), fissando i volumi a -8,4% e i valori a -2,6%.

In controtendenza, rispetto a Svizzera a -9,9% e Canada -26,8%, ancora una volta la Francia, che incrementa i quantitativi di vino tricolore del 20%. Nell’area orientale, la Russia – che risale del 57,4% – la Lettonia e la Polonia compensano i cali di Giappone, Cina e Corea del Sud tra il 20% e il 40%.

 

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