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Vigne Abruzzo villamagna doc

Doc Villamagna, la denominazione che “crea giorno dopo giorno”

di Lucia Immacolata Migliaccio | 4 Luglio 2023

Piccola è piccola e non rivendica una lunga storia, ma la Doc Villamagna si ripropone di crearla giorno dopo giorno.

La Doc Villamagna vanta un superbo antenato, il montepulciano, vitigno di riferimento della Doc Montepulciano d’Abruzzo. La sua storia millenaria, celebrata già negli scritti dello storico greco Polibio, tra il secondo e il terzo secolo aC, racconta di come, durante le guerre puniche, il generale cartaginese Annibale ne offrisse coppe ai soldati per rinvigorirli e guarirne le ferite. A quell’epoca il vitigno era collocato nell’attuale provincia teramana, ma il poeta latino Ovidio, un secolo dopo, fa invece riferimento a questo vino, rivendicando la “Valle Peligna” come culla del montepulciano e ne celebra la bellezza delle vigne.

Oggi, i vigneti sembrano una sorta di onda verde che dalle cime del massiccio del Gran Sasso e della Maiella, si dirigono verso la costa adriatica la cui brezza dona profumi gradevolmente salati e una caratteristica sapidità all’assaggio. Il clima di prossimità delle montagne, poi, con le profonde escursioni termiche, garantisce una riserva di freschezza di beva che consente al vino di mantenere a lungo le sue promesse di sapore e qualità con prolungati invecchiamenti.

Vigne Abruzzo villamagna doc
calici di Villamagna Doc in degustazione

SUOLI E ALLEVAMENTO SECONDO TRADIZIONE
Non meno importante, poi, è la tipologia del suolo sul quale crescono le viti e la sua composizione fisico-chimica che, con la prevalente presenza di argilla e sedimenti sul versante marino e di ghiaia ed arenaria su quello collinare e pedemontano, nutre in maniera variegata le piante che vi insistono.

In quest’un’area di circa 50km, il montepulciano è coltivato con il tradizionale metodo di allevamento a pergola abruzzese – localmente chiamato “capanna”, affiancato dal più moderno filare basso a spalliera.

Tanti quindi gli elementi in gioco che non consentono di focalizzarne lo spettro di tanta generosità in una singola analisi: sono molteplici le forme che può assumere la materia così densa che ne deriva.

DAL RICONOSCIMENTO AL MERCATO
Così, pur raccogliendo l’eredità del suo predecessore, la Doc Villamagna si candida decisamente come rappresentante di un nuovo corso. In un’area di 85 ettari, con esposizione a sud-est o sud-ovest e ad altitudini comprese fra 30 e 180 metri comprendente il comune di Villamagna e parte dei comuni di Bucchianico e Vacri, in particolare la collina denominata “La Torretta”, in provincia di Chieti, il vitigno montepulciano è protagonista della piccola Doc.

Dopo il riconoscimento (con Decreto del 2011) l’intenzione dei produttori villamagnesi è quella di allinearsi alle necessità di un mercato, soprattutto internazionale, in continua evoluzione che richiede sempre più vini monovarietali di un certo spessore, preferibilmente di piccole produzioni provenienti da territori ben identificabili.

etichette di Villamagna Doc
etichette di Villamagna Doc

Grazie all’ambizione, al lavoro e alla volontà dei sette pionieri di questa missione che ne hanno aperto la strada, la Doc Villamagna sta conoscendo una rapida crescita. Creare un vino è una questione di conoscenza, sensibilità ed ispirazione ma anche questione di fiuto, di percezione del rischio e di brio: la squadra dei villamagnesi mostra una bella unità di intenti, i cui valori sono audacia, ottimismo, autenticità e desiderio di eccellenza. Una nuova generazione quindi che non ha alcuna intenzione di cancellare la memoria dei padri ma il cui intento è rivolto alla valorizzazione del un patrimonio dalla profonde radici.

CALICI LEGATI ALLA TERRA D’ORIGINE
Cosa si beve quando si porta il calice della Doc Villamagna alle labbra?

Un trapasso evolutivo, l’estratto di una regione, dove subentrano varie immagini associate al terroir e allo sforzo intellettuale e degustativo che è stato fatto dai produttori.

Del passato mantiene il carattere e la forza, ribelle ma maestoso, pieno e spigoloso, un intreccio che ricorda il sottobosco ma che poi scala vette fruttate di visciola. Serve tempo affinché si apra per poi invecchiare superbamente. Una Doc indissolubilmente legati alla terra forte dalla quale nasce: mantiene l’austerità del padre-padrone affiancata dalla saggezza del buon padre di famiglia, tende la mano al neofita non per il desiderio di piacere, ma per la voglia di fargli comprendere che dietro una scorza dura può esserci un animo nobile e generoso.

i vini Villamagna Doc in assaggio
i vini Villamagna Doc in assaggio

APPUNTI DI DEGUSTAZIONE
La Doc Villamagna si esprime in un vino rosso ottenuto dal vitigno montepulciano almeno per il 95%, in due tipologie: Base e Riserva. La prima deve avere un affinamento minimo di dieci mesi a partire dal 1° novembre dell’anno della raccolta e un grado alcolico minimo del 13%. La tipologia Riserva deve avere invece una maturazione minima di 24 mesi e una percentuale alcolica minima del 13,5%.

Pian Di Mare – Villamagna Doc 2019
Uvaggio: 100% montepulciano
Affinamento: 12 mesi in botti di rovere e 6 mesi in bottiglia

Rubino intenso, l’approccio olfattivo è di ciliegia, frutti di bosco e spezie. Note terziarie in fieri. In bocca coniuga una struttura di tutto rispetto e beva piacevole, grazie ad una buona freschezza che ne bilancia la componente alcolica, col supporto di tannini copiosi ma fini.

Torre Zambra – Villamagna Riserva Doc 2019
Uvaggio: 100% montepulciano
Affinamento: in cemento vetrificato per 6 mesi, in tonneau di rovere di primo passaggio per 20 mesi, in bottiglia per 6 mesi

Rubino denso, articolato e complesso nel bouquet di frutti di bosco, ciliegie mature, marasca, che in seconda battuta lasciano il campo a percezioni spezie e cacao. Pieno e strutturato, l’animo è ancora austero, in evoluzione: suggestioni fresche si fondono con un tannino ancora un po’asciugante.

Cantina Villamagna – Villamagna Doc 2018
Uvaggio: 100% montepulciano
Maturazione per 24 mesi in vasche di cemento (70%) e tonneaux di rovere (30%) prima dell’imbottigliamento. Affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi.

Impenetrabile rubino, esordisce potente all’olfatto con frutti scuri corredati da spezie fini per virare verso una confettura di more. Sorso discretamente fresco ma pulito e netto, ha volume di bocca, solido e generoso.

Cascina del Colle – Villamagna Riserva Doc 2018
Uvaggio: 100% montepulciano
Affinamento 6/8 mesi in barrique (secondo passaggio)

Rubino profondo e compatto, rivela uno spettro olfattivo intenso di frutti scuri e spezie dolci. Vigoroso, deciso e potente, all’assaggio è rotondo di lunga persistenza.

Valle Martello – Villamagna Riserva Doc 2017
Uvaggio: 100% montepulciano
Affinamento in botte d’acciaio per 12 mesi. Viene affinato in barrique per ulteriori 8 mesi, poi imbottigliato e lasciato riposare due anni prima della commercializzazione.

Rubino impenetrabile, rivela un profilo olfattivo ricco e sfaccettato, dominato da frutti neri, liquirizia caffè e tabacco. Al palato la trama tannica offre appoggio alla ricca struttura e mitiga l’avvolgenza calorica. Si sviluppa grazie al nerbo sapido e si allunga in una bella persistenza speziata.

Palazzo Battaglini – Villamagna Riserva Doc 2016
Uvaggio: 100% montepulciano
Affinamento: 12 mesi in vasche di cemento e 18 mesi in barriques.

Impenetrabile rubino che volge al granato nell’orlo. All’olfatto una ventata di petali di geraneo, tostatura del caffè, pinoli spezie dolci. Bocca ricca di materia, grande carattere e buon corpo, con tannino presente che trova bilanciamento in morbidezza e calore, sorprendente rispetto la tipologia.

 

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