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UIV export vino primo trimestre 2023 vede le buone prestazioni dei vini generici e alcuni segni di debolezza dei vini DO e spumanti

UIV-Ismea, export vino in stallo nel primo trimestre 2023

di redazione | 17 Giugno 2023

Secondo i dati dell’Osservatorio UIV-Ismea tiene nel 2023 l’export di vino generico, che sostengono un sistema dove vini DO e spumanti mostrano segni di debolezza.

Secondo i dati Istat sul commercio estero rielaborati dall’Osservatorio UIV-Ismea, nel primo trimestre 2023 il vino italiano ha mantenuto pressoché invariati i volumi esportati (+0,1%) a fronte di un leggero incremento nei valori (+3,8%), attestatisi a quota 1,8 miliardi di euro. A sostenere le performance sono soprattutto le vendite di vino sfuso (+13,4%) e del vino comune (+12,8% a volumi). Calano invece i quantitativi esportati di vini fermi Dop (-5,3%), e Igp (-2,5%). Confermato inoltre l’avvio difficile degli spumanti (-3,2%), a causa soprattutto della contrazione dei volumi esportati di Prosecco (-5,5%). Si conferma in crescita l’Asti Spumante (+9,1%) e degli sparkling comuni (+4,4%).

In questo primo trimestre – ha detto il segretario generale di Unione Italiana Vini, Paolo Castellettila coperta troppo corta è sempre più evidente: la crescita in valore è infatti insufficiente per far fronte al surplus di costi dettato da materie prime ed energetici, che influisce per circa il 12% su un prezzo medio aumentato di appena il 3,7%. Permangono le notevoli difficoltà dei rossi, in particolare quelli Dop e Igp, a cui si aggiunge la battuta d’arresto dello spumante. Più in generale, l’attuale congiuntura impone alla domanda scelte low cost, e per questo in termini volumici fanno meglio prodotti base che hanno ritoccato poco i listini. Ma a che prezzo?”.

export vino 2023 uiv ismea
analisi sull’export vino nel primo trimestre 2023 a cura dell’Osservatorio UIV-Ismea

Il mercato mondiale del vino sta mandando segnali di cambiamento che sembrano favorire al momento i vini di fascia più bassa – ha commentato Fabio Del Bravo di IsmeaGuardando alle dinamiche dell’export dei nostri principali competitor, la Francia appare particolarmente penalizzata dall’attuale orientamento del mercato, e registra una riduzione dei flussi in quantità del 7,5% (+3,4% gli incassi). I vini spagnoli, al contrario, sono favoriti da un prezzo più competitivo e spuntano delle progressioni sia in volume (+3,8%) che in valore (+11,4%). Per quanto riguarda il nostro export, siamo lontani dai tassi di crescita a cui settore ci aveva abituati negli ultimi anni. A complicare il quadro anche l’evidente rallentamento delle vendite alla distribuzione sul mercato interno e i quasi 53 milioni di ettolitri di vino stoccati negli stabilimenti che, sebbene in riduzione sui valori record dei mesi scorsi, fanno registrare una crescita di oltre il 4% sullo scorso anno”.

Sul fronte dei mercati di destinazone dell’export vino italiano, cresce il mercato Ue (+7,3%) e si contrae quella extra-Ue (-7,7%). Sempre solido il mercato statunitense (+0,4%) e quello tedesco (+6,2%), accompagnati da una crescita sostanziosa delle esportazioni verso la Russia (+33,0%). In territorio negativo il Regno Unito (-13,5%), Canada (-24% a volumi), Svizzera (-8,4%), Giappone (-22,9%) e soprattutto Cina, che lascia sul campo ben il 43,7%.

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