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Vini identitari delle Marche, sulle tracce de ‘lu kont’

di Stefania Fava | 19 Maggio 2023

I vini de Il Conte Villa Prandone nelle Marche danno voce all’identità peculiare di un territorio vocato, scelto da Amilcare De Angelis – detto lu kont – per iniziare l’attività vitivinicola.

A due passi dal confine con l’Abruzzo, l’azienda vitivinicola Il Conte Villa Prandone in Contrada Collenavicchio è incastonata tra il Mar Adriatico e i monti Sibillini.

È una realtà familiare delle Marche che racconta la storia di un forte attaccamento alla terra, nella quale l’attuale terza generazione gestisce e fa crescere quello che inizialmente era un piccolo possedimento di terra del nonno Amilcare, che al ritorno dalla guerra ripartì dalla mezzadria con soli 7 ettari di terreno. “Lu Kont” – il conte in dialetto ascolano – era il suo soprannome, in quanto leggenda vuole che provenisse da una nobile famiglia di proprietari terrieri caduta in povertà alla fine dell’Ottocento, ovvero dal Cavalier Prandone fedele a Carlo Magno.

marche lu kont barircaia affresco
la barricaia di Il Conte Villa Prandone

Il figlio Marino ha proseguito il lavoro del padre e nel 1988 ha registrato il nome attuale della tenuta, in onore appunto del padre “Kont”, mentre ora Marina, Emmanuel (enologo), Walter e Samuel (responsabile della vigna) rappresentano la terza generazione, aiutati anche dalla moglie di Emmanuel, Mara Bastiani De Angelis, ricoprendo ciascuno un preciso ruolo nella gestione dell’attività comunque familiare.

L’approccio è gentilmente naturale e confidenziale, ma costantemente professionale, dove il filo conduttore è la genuinità delle persone che rispecchia quella del territorio dei loro luoghi.

affresco lu kont marche
l’affresco in barricaia

VIGNE VECCHIE E GIOVANISSIME
Le Marche sono l’Italia in pochi chilometri, si dice, tra colline dolci verdeggianti, mare, montagne e arte, espressione di una vitivinicultura dalle grandi potenzialità ma ancora non esplorata al suo massimo. Questa azienda però rappresenta già da un po’ un’importante evoluzione verso la consapevolezza.

I vigneti sorgono a Monteprandone, con una sottostante presenza del mare a soli 7 km e la montagna a 30 chilometri a fare da cornice.

marche lu kont vigne
le vigne de Il Conte Villa Prandone (dedicate a lu kont)

Terreni per la maggior parte composti da argilla e calcare danno vita a vigneti ben esposti che godono appunto di un microclima perfetto, con escursioni termiche interessanti che contribuiscono alla sana crescita delle uve e che oggi costituiscono i 60 ettari vitati coltivati con una filosofia di tutela dell’ecosistema evitando l’utilizzo di rame e pesticidi dannosi, entrando così a far parte del SQNPI. Le vigne vanno dai 50 ai 3 anni, con il costante alternarsi di equilibri di coltivazione che oscillano tra assecondare e domare il terreno.

Declinazione di vitigni autoctoni, principalmente il montepulciano d’Abruzzo, il sangiovese, la passerina e il pecorino, ma anche sauvignon, merlot, lacrima di Morro d’Alba, trebbiano, malvasia e chardonnay, sapientemente coniugati in prodotti di innegabile livello ad esprimere la storia, il territorio e lo stile della cantina.

degustazione lu kont marche
degustazione dei vini Il Conte Villa Prandone

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Emmanuel Maria, Brut Passerina Spumante VQPRD
Uvaggio: Passerina 100%
Vinificazione: metodo Charmat

Vino importante per la famiglia, porta infatti il nome del primogenito di Emmanuel, che rappresenterà la quarta generazione del Conte Villa Prandone, proiettato però al momento verso un percorso formativo in economia e commercio. Giallo cristallino e luminoso con riflessi verdolini, colpisce all’esame visivo un perlage lungo e fine, mentre al naso sprigiona piacevoli note di pesca bianca matura e floreale fresco, chiudendo al sorso delicato e piuttosto persistente.

emanuel maria

Cavaceppo 2022, Offida Passerina Docg
Uvaggio: Passerina 100%
Vinificazione: breve macerazione, fermentazione in acciaio a temperatura controllata

Colore giallo paglierino cristallino con leggeri riflessi verdolini, intenso al naso con rimandi di fiori bianchi e pesca bianca mentre in bocca entra fresco ed aromatico con un finale minerale. Fresco e lineare, di pronta godibiltà.

cavaceppo

Navicchio 2022, Offida Pecorino Docg
Uvaggio: Pecorino 100%
Vinificazione: in bianco in cemento e anfora

Bel giallo paglierino con riflessi verso il dorato, intenso al naso con sentori di agrumi, salvia canditi e nota finale minerale.

navicchio

Belva di Terra 2022 Igp
Vinificazione: 85% sauvignon e 15% pecorino
Vinificazione: fermentazione lenta e affinamento sui lieviti per 6 mesi una metà in tonneaux e la rimanenza tra cemento e anfora

Nuovo nato nella famiglia è stato infatti presentato al Vinitaly del 2023, raccontato con giusto orgoglio in quanto vino di grande spessore che viene prodotto solo nelle migliori annate ed in quantità limitate. Il suo nome ha origine da una fiaba tramandata da generazione nella famiglia De Angelis che il nonno Amilcare raccontava ai figli ed ai nipoti. Giallo paglierino intenso e luminoso, con accentuate sfumature dorate, attacco al naso importante e complesso, incontra l’olfatto intensamente con note di mela verde, pesca, frutto della passione e menta. Al gusto il frutto ritorna potente, bella freschezza con lungo finale minerale per un giudizio complessivo elegante ed armonico.

belva di terra

Marinus 2021, Rosso Piceno Superiore Dop
Vinificazione: 70% montepulciano d’Abruzzo e 30% sangiovese
Vinificazione: fermentazione in acciaio, invecchia in botti di rovere di secondo passaggio per 12 mesi

Primo vino delle Marche ad entrare nella classifica di Wine Spectator. Colore rosso rubino intenso e vivace con alcune sfumature porpora. Al naso piacevolmente potente, rosa rossa e frutta rossa fresca, ribes, amarena e lamponi. Tannino lieve e ben distribuito, bella sapidità lunga al sorso.

marinus

Zipolo 2020, Marche Rosso Igp
Uvaggio: montepulciano, sangiovese e merlot
Vinificazione: fermentazione in acciaio, invecchia in barrique nuove di rovere per 16/ 24 mesi e affina in bottiglia per altri 12 mesi

Il nome viene dallo zippo, che in passato serviva per assaggiare il vino dalle botti, rimanda ad antiche abitudini contadine marchigiane. Rosso rubino intenso, carico di riflessi violacei, alla vista impenetrabile, ribes, prugna, ciliegia marasca, speziatura di vaniglia, liquirizia e cioccolato. Gusto potente ed aromatico, morbido e vellutato il suo ingresso in bocca.

zipolo

Lu Kont 2020, Marche Rosso Igp
Uvaggio: montepulciano 100%
Vinificazione: macerazione in acciaio con follatura manuale, affinato in barriques di rovere per circa 15 mesi, poi trascorre 12 mesi in vasca di cemento, riposa almeno 6 mesi in bottiglia

Produzione media annua di 3000 bottiglie, solo nelle migliori annate, da un vigneto singolo di 53 anni. Alla vista rosso rubino decisamente impenetrabile, limpido e intenso. Naso di viola, liquirizia e frutti di bosco, con chiusura di cioccolato e pepe leggero. Al palato maestoso, trama tannica di rielevo ma ben fatta, lungo e di corpo, per un prodotto di livello la cui maturazione in bottiglia può protrarsi fino a 30 anni. Questo vino racchiude la storia e la progettualità della famiglia: Lu Kont era il capostipite Amilcare, che muore nel 2010 all’età di 99 anni pochi mesi prima del rilascio sul mercato di questo prodotto, come a voler passare il testimone alle future generazioni.

lu kont

IX Prandone 2020, Marche Rosso Igp
Uvaggio: merlot in purezza
Vinificazione: fermentazione in cemento, invecchia in botti di rovere, vasche di cemento e anfora per 30 mesi, affinando poi in bottiglia

Imponente e impenetrabile già dalla bottiglia, satinata e scura, con una etichetta della linea premium oro e blu scuro che ne preannuncia la potenza. Colore rosso rubino molto intenso e carico, avvolge potente il naso di frutta fresca come amarena, frutti di bosco, ciliegia marasca e mora, completato da note di cioccolato e vaniglia leggera. In bocca entra pieno e sicuro, arancia sanguinella e ancora frutta scura i rimandi principali, rimane molto in lunghezza con un tannino vellutato, raggiunge il suo picco qualitativo dopo 20/25 anni in bottiglia.

IL PRANDONE

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