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Etichette di fascia medio alta e spumanti incrementano le vendite durante il lockdown. Conferme anche dal biologico, che continua la sua crescita a doppia cifra.

Vino italiano in flessione nella GDO internazionale

di Daniele Becchi | 6 Febbraio 2023

Secondo l’Osservatorio del Vino UIV-Vinitaly, il definitivo superamento della pandemia sposta i consumi dal retail alle vendite fuori casa.

Il 2022 si chiude negativamente per il vino italiano nel circuito retail e GDO in Usa, UK e Germania dove, secondo i dati dell’Osservatorio del Vino UIV-Vinitaly, sono stati venduti 4,9 milioni di ettolitri di vino per un controvalore di circa 4,7 miliardi di euro, che corrispondono a un calo rispetto all’anno precedente di 63 milioni di bottiglie (-9%) e 253 milioni di euro (-5%). Le peggiori performance si registrano in UK (-11% volume; -8% valore), seguita da Germania (-10%; – 7%) e USA (-5%; -2%).

Dati questi che secondo l’Osservatorio stesso si collocano nella normalità della transizione post-Covid, cui corrisponde la riapertura del fuori casa, con un mercato della ristorazione dato in crescita consistente. In sintesi, un ritorno alle normalità, confermato dal fatto che per diverse denominazioni si riscontra infatti un ritorno più o meno soft ai livelli del 2019. “Queste contrazioni ci riportano ai numeri pre-Covid del comparto retail; in un certo senso stiamo tornando a una condizione di normalità, a patto che la domanda del fuori casa regga di fronte a una congiuntura difficile – dichiara il presidente di Unione italiana vini, Lamberto FrescobaldiCiò che non è normale è invece il surplus di costi – a partire da energia e materie prime secche – che il settore sta scontando e che pesa ancora di più in un contesto di riduzione della domanda in un canale importante come quello della grande distribuzione”.

Riguardo alle singole denominazioni, si rilevano forti erosioni dei volumi venduti negli Usa per Chianti (-9%), Lambrusco (-13%), Montepulciano d’Abruzzo (-12%), e Rossi piemontesi (escluso Barolo, -10%), mentre prosegue la corsa del Prosecco, a +4% (+41% sul 2019) e del Brunello di Montalcino (+5%). In Germania, situazione complicata per il Primitivo (-8%) e contrazioni volumiche in doppia cifra per Pinot Grigio e Nero d’Avola, oltre a Lambrusco e Prosecco (-14,5%) anche nella sua versione frizzante (-26%). Prosecco giù anche nella storica piazza britannica (-15%), assieme a gran parte dei vini fermi (-10%), con l’eccezione dei Rosati, che aumentano le vendite del 40%.

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