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Oltre centomila ettari di vigneto in Italia sono coltivati secondo il metodo biologico, per una quota che sfiora il 20% della superficie totale.

Vigneto Italia, le Denominazioni reggono le incertezze del 2022 e puntano sul 2023

di redazione | 13 Gennaio 2023

Overview di Vinonews24 tra i Consorzi italiani per “tastare il polso” del segmento vitivinicolo. Il 2022 sembra aver tenuto il recupero sul pre-covid realizzato nel 2019, ma il nuovo anno si è aperto nel segno dei rincari su energia e materie prime. Non manca comunque l’ottimismo.

L’uscita dalla pandemia, l’inizio delle tensioni geopolitiche legate alla guerra in Ucraina, i rincari (paradossali) di energia e materie prime, la scarsità crescente di bottiglie e materiali di cantina – dal gas per l’imbottigliamento alle etichette fino gli imballaggi). Il 2022 non è stato un anno semplice, ma il vigneto Italia ha retto l’urto e tutto sommato il bilancio dei Consorzi nazionali sembra positivo.

La consueta overview curata da Vinonews24 tra le Denominazioni della penisola mostra un comparto vitivinicolo in salute, che non nasconde però le preoccupazioni per un 2023 che inizia in salita. La sfida, ora, sembra la ripartenza della promozione globale (Asia inclusa) e un lavoro sulla qualificazione sempre maggiore dell’offerta. E la tendenza di presidenti e direttori è a vedere il bicchiere mezzo pieno.

Consorzio tutela Vini d’Abruzzo
Gli ultimi dati – dall’Osservatorio Permanente che ha analizzato i primi nove mesi del 2022 – dicono che in tempi difficili vince la qualità. Il presidente Alessandro Nicodemi parte dai numeri per raccontare il 2022 dei vini d’Abruzzo.

L’export va verso un nuovo record – dice – con un +10% in valore rispetto al 2021, cresce il prezzo medio (+7,8%) quindi diciamo che ci riteniamo soddisfatti anche se proprio in questi giorni ci stiamo muovendo per andare ad evitare quegli squilibri di mercato che ancora, nella nostra zona di produzione, si fanno sentire: abbiamo inviato alla Regione una proposta di interventi straordinari (come sistemi di regolamentazione della raccolta dell’uva e dello stoccaggio dei vini) per intervenire al più presto affinché il rapporto tra domanda e offerta sia più equilibrato”.
Le aspettative per il 2023? “Si beve di meno, ma si beve meglio e l’Abruzzo è in linea con questo trend. Lavoriamo fiduciosi portando avanti le le attività di valorizzazione delle nostre Denominazioni, l’entrata in vigore con la vendemmia 2023 del nuovo Disciplinare (il Modello Abruzzo) darà ulteriore spinta verso l’obiettivo. Il Consorzio è impegnato in molti Paesi – in Asia, Stati Uniti, Canada e ovviamente in Italia e in Europa – per innalzare la percezione e la conoscenza dei vini abruzzesi negli operatori di settore e nel consumatore finale”.

Consorzio tutela Vini Bolgheri e Bolgheri Sassicaia Doc
Il 2022 è stato un anno senz’altro positivo sotto molti aspetti – riferisce il direttore Riccardo BindaDal punto di vista del valore si è confermata una crescita costante, che prosegue ormai da diversi anni. I prezzi all’origine sono aumentati in media tra il 5% e il 10% attestandosi intorno ai 21 € a bottiglia di media (14 € circa per il Bolgheri Rosso e 55 € per il Bolgheri Superiore). Anche sulle transazioni di vino sfuso tra i produttori la media è cresciuta fino agli 850 € a ettolitri per il Bolgheri Rosso, con picchi oltre i 1.000 euro, mentre il Bolgheri Superiore non è praticamente scambiato. Bolgheri si conferma quindi come realtà leader a livello nazionale per il valore dei vini. Anche dal punto di vista quantitativo l’imbottigliato 2022 si è chiuso con un +3% arrivando a 7,6 milioni di bottiglie”.

Rispetto alle aspettative per il 2023, “ci sono certamente diversi elementi di incertezza – aggiunge Binda – dalla situazione geopolitica internazionale all’inflazione e anche l’aumento dei costi delle materie prime. Nonostante tutto questo è possibile ipotizzare che i vini di fascia alta, ben posizionati e apprezzati sul mercato, riusciranno in ogni caso a superare come è stato in passato un possibile momento di crisi, che potrebbe invece essere più incisivo per vini dal costo più basso, dove inevitabilmente i fattori sopra elencati avranno una incisività per forza di cose maggiore”.

Consorzio tutela del vino Brunello di Montalcino
In attesa dell’elaborazione consuntiva dei dati della denominazione, il presidente del Consorzio Fabrizio Bindocci esprime soddisfazione per la performance positiva del Brunello nei primi novi mesi del 2022, con quasi 7 milioni di bottiglie di Brunello vendute in tutto il mondo. “Particolarmente incoraggiante – dice – la crescita tendenziale a settembre rilevata dal nostro Osservatorio Prezzi: +21,5 in valore e + 6% in volume e un balzo del prezzo medio alla bottiglia, franco cantina, del 14%. Il 2023 si apre all’insegna di una doverosa cautela. La difficile fase congiunturale, infatti, preannuncia scenari in chiaroscuro ai quali reagiremo con un potenziamento della promozione, soprattutto sui mercati internazionali anche attraverso l’ampliamento del Brunello Day in contemporanea al nostro evento di punta di novembre, il Benvenuto Brunello”.

Consorzio tutela Vino Chianti Classico
Il Consorzio Vino Chianti Classico inizia il 2023 in un momento molto positivo per la denominazione. Le vendite del 2022 sono infatti state in linea con quelle del 2021, un anno che si era chiuso con un bilancio migliore delle aspettative, con un + 21% rispetto al 2020 e +11% rispetto al 2019. In particolare, il 2022 ha mostrato un’ulteriore affermazione sul mercato della tipologia premium della denominazione, la Gran Selezione.

Guardando ai mercati del Chianti Classico, gli USA si confermano ancora una volta al primo posto, una posizione che ormai detengono da oltre 15 anni: una bottiglia su tre di Chianti Classico trova infatti sbocco in questo Paese; stabile al secondo posto il mercato interno dove oggi viene venduto circa il 20% del totale dei vini Chianti Classico. Segue il Canada al terzo posto, un mercato che negli ultimi anni ci ha dato grandi soddisfazioni. Inoltre nel 2022 la denominazione è stata al centro della critica enologica internazionale, con numerose recensioni sulle principali testate di settore, guadagnandosi addirittura la copertina della prestigiosa Wine Spectator, che nell’edizione del 31 ottobre riporta, sotto un grande Gallo Nero, il titolo “Chianti Classico: wide selection, impressive quality, great values”.

Partendo da queste premesse, e con il nuovo progetto delle Unità Geografiche Aggiuntive che a breve diventerà operativo, le prospettive per il Chianti Classico sono per un altro anno di grande lavoro e di grandi successi, pieno di soddisfazioni e anche di grandi sfide.

Consorzio tutela Vino Chianti Docg
Un vino buono e sano”. È quello della vendemmia 2022 per il Consorzio Vino Chianti. La quantità è stata superiore al 2021 del 5-10%, la qualità ottima, la resa appena inferiore al 70%. Inoltre sono sempre di più le coltivazioni biologiche.
Le bottiglie annuali prodotte dalle 2800 aziende raggiungono i 100 milioni, le vendite che nel 2021 erano cresciute del 5% sul 2020, hanno subito un assestamento per le difficoltà della grande distribuzione. Bene l’export.

Consorzio tutela Chiaretto e del Bardolino
La frenata della grande distribuzione tedesca, che sta pagando duramente le conseguenze della crisi internazionale, non ha impedito al Chiaretto di Bardolino di chiudere un altro anno con il segno positivo. “La crescita è del 5% circa – riferisce il presidente Franco Cristoforetti – con la ristorazione italiana che segna addirittura il +10%. Il Bardolino, come molti vini rossi, ha avuto un rallentamento, ma negli ultimi mesi sono arrivati eccellenti riscontri dalle prime uscite dei ‘cru’ Montebaldo, La Rocca e Sommacampagna, da poco introdotti nel disciplinare, che stanno aprendo nuovi mercati, sinora inaccessibili, come quello cinese. Per vini dai prezzi tuttora accessibili, come quelli della nostra denominazione, le preoccupazioni non sono legate tanto alla salita dei listini, quanto alle difficoltà di reperimento delle materie prime: scarseggia il vetro, in particolare quello bianco, essenziale per i rosé”.

Consorzio tutela Vini Colli Berici e Vicenza
Il 2022 si è concluso in maniera più serena, dopo le preoccupazioni legate all’andamento climatico che avevano caratterizzato il periodo estivo – riferisce il presidente Giovanni PonchiaMolti riconoscimenti importanti ai vini dei soci hanno poi portato ulteriore entusiasmo tra i produttori, che sono comunque alle prese con aumenti generalizzati dei costi di produzione”.

Rispetto al 2023 “le aspettative sono di rafforzare la presenza sui mercati esteri, in primis il Nord Europa. Per quanto riguarda la gdo del mercato interno l’auspicio è che venga superato la ritrosia da parte dei grandi gruppi ad accettare aumenti dei listini dei fornitori di vino, fermi da quasi un anno, situazione che sta erodendo marginalità soprattutto per le aziende più grandi”.

Consorzio vini Colli Bolognesi
Il 2022 è stato un anno di chiari e scuri per i Colli Bolognesi. “Da un lato è emerso un forte apprezzamento per alcuni dei nostri vini più rappresentativi – dice il direttore Giacomo Savorinicome il Colli Bolognesi Pignoletto DOCG (di cui vengono prodotte poco più di un milione di bottiglie all’anno) e la Barbera Colli Bolognesi Doc. Dall’altro, i rincari delle materie prime e dell’energia hanno impattato pesantemente sulle aziende del territorio, tutti piccoli e medi produttori”.
Nel 2023 il focus sarà il territorio di Bologna e dintorni “su cui abbiamo appena avviato un’intensa campagna promozionale, resa possibile dal contributo del Ministero dell’Agricoltura, Sovranità Alimentare e Foreste”.

Consorzio tutela Vino Colli di Conegliano Docg
Il Consorzio vanta una cerchia di 33 soci, una realtà piccola ma che ha tutte le premesse per crescere”. Parte da questa premessa il presidente Sante Toffoli nell’indicare come certezza per l’avvenire gli ultimi numeri delle bottiglie prodotte: 13mila di Colli Bianco, 74mila di Colli Rosso, 11mila di Torchiato di Fregona e 17mila di Refrontolo Passito. “Numeri che si traducono in un buon auspicio per i progetti futuri: primo tra tutti la volontà di inserire i quattro Incroci Manzoni (Bianco, Rosso, Rosa e Moscato) nella Docg, che nel 2021 ha festeggiato il suo decimo anniversario.

Evoluzione” è uno degli obiettivi per il 2023, “che non implica però uno sfruttamento delle risorse, soprattutto umane, ma valorizza le persone che vivono nei colli e per i colli. Nello specifico, lo sviluppo di un luogo permette a chi ci lavora di trasmettere all’ospite altrettanta passione e gioia di vivere il territorio. La parola d’ordine in questi territori del trevigiano sarà quindi accoglienza”.

Consorzio tutela Vini Colline Teramane
Il 2022 è stato un anno molto positivo per le Colline Teramane con un aumento di oltre il 45% delle bottiglie prodotte. “Siamo passati da circa 450mila bottiglie l’anno a oltre 600mila – riferisce il presidente Enrico Cerulli IrelliSono dati che confermano una maggiore consapevolezza da parte dei produttori del valore della Docg Montepulciano d’Abruzzo e nello stesso tempo attestano una maggiore domanda, e quindi l’apprezzamento da parte dei consumatori”.

Con riferimento alle aspettative per il 2023, “stiamo lavorando per differenziarci e per costruire un’identità sempre più forte della denominazione, come territorio e come prodotto. Festeggeremo il ventesimo anniversario del Consorzio Colline Teramane puntando sulla promozione della nostra denominazione soprattutto in Italia, con incontri con ristoratori, sommelier, wine lovers e stampa specializzata perché siamo convinti che ci sia ancora un ampio margine di crescita”.

Consorzio tutela Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg
L’anno 2022 per la denominazione Conegliano Valdobbiadene Prosecco – riferiscono dal Consorzio – iniziava con una disponibilità di prodotto superiore a quella dell’anno precedente (750mila ettolitri), grazie al fatto che la vendemmia 2021 si è svolta senza limitazioni di resa rispetto a quanto previsto dal disciplinare.

Il livello della domanda a inizio 2022 consentiva di avviare l’anno con un mercato in tensione, con un giusto equilibrio tra domanda e offerta e quindi con prezzi che si collocavano intorno a 2,5 euro/litro nel mercato all’origine. I mesi immediatamente successivi sono poi stati caratterizzati da un andamento molto positivo ma poi segnato dalla crisi internazionale determinata dall’attacco della Russia all’Ucraina e dai suoi effetti macroeconomici.

Il risultato complessivo dell’anno potrebbe essere, in termini di valore, in linea con le aspettative di crescita (moderata) espresse dalle case spumantistiche della Denominazione a inizio 2022, soprattutto per i mercati esteri. L’inflazione ha giocato un ruolo importante così come l’aumento dei costi delle materie prime.

Rispetto al 2023 la parola chiave è “sostenibilità”, con due i nuovi progetti presentatati in occasione del 60. anniversario del Consorzio. La Green Academy, un incubatore di ricerche, studi, contenuti e nuove idee per lavorare in modo sempre più strutturato, aggregato e concreto sul versante della sostenibilità del territorio. La Green Academy studierà i contenuti più urgenti che l’agenda ambientale globale deve affrontare per poi declinarli sul territorio. Il primo argomento di cui si occuperà è il cambiamento climatico. Sul fronte della siccità si sta focalizzando l’attenzione sul recupero, conservazione e riuso delle acque piovane e di sorgente. Altro tema importante in ambito di sostenibilità è l’uso del suolo, che sarà affrontato da Green Academy attraverso la strutturazione di un osservatorio permanente.

Il secondo progetto volge lo sguardo verso le generazioni future e il loro coinvolgimento nella denominazione. Da qui nasce l’idea di Wine Tourism Lab il cui duplice scopo è quello di fungere da collante tra le diverse figure professionali del territorio e di creare nel contempo una maggior consapevolezza nei giovani delle più ampie opportunità che questo territorio offrirà nei prossimi anni. Non più solo vino, ma accanto ad esso anche paesaggio, bellezza, salubrità, food, tempo libero, natura, tutte voci che si fondono in una sola: enoturismo.

L’anticipazione della chiusura dell’anno offre l’immagine di una Denominazione che ha continuato a lavorare sull’esperienza del 2020, confermando il valore del prodotto.

Per quanto riguarda l’attività di promozione internazionale, il Consorzio ha pianificato la partecipazione alle principali fiere internazionali – Vinexpo Parigi e Prowein. I mercati su cui si concentrerà l’attività del Consorzio nel 2023 saranno il Regno Unito, gli Stati Uniti e l’Australia, due mercati strategici ed un Paese emergente per l’export della nostra Denominazione.

Un ulteriore obiettivo per il 2023 è quello di rafforzare la comunicazione digitale e social nei principali mercati chiave, per intercettare i consumatori più in linea con il target di riferimento del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG. È in programma una nuova campagna ADV focalizzata sulla bellezza del nostro territorio e sulla viticoltura eroica, che andrà online in primavera sui canali principali in Italia e all’estero.

Consorzio tutela Vino Custoza Doc
La denominazione Custoza chiude il 2022 positivamente con un imbottigliato in aumento rispetto al biennio precedente e con una giacenza in diminuzione.

Nel corso del 2022 il Consorzio ha spinto su azioni promozionali su nuovi mercati e nuove fasce di consumatori. “Le aziende storiche della denominazione – dice la presidente Roberta Bricoloproseguono con costanti e determinanti miglioramenti di performance sui mercati internazionali, affermando la qualità dei nostri vini; l’impegno in termini di transizione ecologica di altre grandi realtà produttive fa da traino ad un territorio che vuole preservare l’ambiente con una viticoltura rispettosa e green”.

L’impegno dei produttori nella promozione si allinea al Consorzio. A ciò si aggiunge la conclusione dell’iter di modifica del disciplinare per il riconoscimento del nome ‘Custoza’, dopo anni di convivenza con il generico ‘Bianco di’. “La denominazione vede rafforzarsi la propria immagine, per la comunicazione nei confronti del mercato e per crescere nel segno dell’enoturismo che richiama sempre più visitatori nelle nostre terre, a pochi km dal lago di Garda”.

Per il 2023, il Consorzio programma la partecipazione a fiere internazionali; seminari e walk around tasting nei mercati più significativi, con focus su Germania e Danimarca, investimenti per la formazione degli operatori dell’horeca e scuole alberghiere e costante formazione interna, anche in tema di accoglienza e social. “Profondamente convinti che l’unione faccia sempre la forza, Custoza si affaccia nel 2023 con tutte le carte in regola e con le risorse utili a cogliere i nuovi trend e sensibilità che emergeranno nello scenario vitinicolo italiano”.

Consorzio tutela Vini Etna Doc
Anche nel 2022 abbiamo registrato un interesse crescente verso i vini a marchio Doc Etna – riferisce il direttore Maurizio Lunettacon i numeri dell’imbottigliato che attestano l’ottimo stato di salute della denominazione e la crescita qualitativa dei vini. Contiamo di continuare in questo trend anche nel 2023”.

Gli aumenti diffusi dei costi di produzione sono stati affrontati con leggeri aumenti del prezzo di listino, che spesso non sono stati sufficienti a coprire i maggiori costi di produzione e che comunque non sono andati ad incidere sulla crescita della domanda.

Consorzio tutela del Franciacorta
L’anno 2022 – riferiscono dal Consorzio – si è aperto con un trend di vendite particolarmente positivo nel primo quadrimestre, se confrontato con il periodo corrispondente del 2021 (affetto dai lockdown). L’anno è proseguito con i mesi compresi tra maggio e settembre in cui il trend di vendita ha invertito la tendenza, segnando valori negativi nella crescita dei volumi compresi tra il -3,8% di maggio e il -20,4% di agosto rispetto ai medesimi mesi del 2021. Va tuttavia considerato che questi mesi si confrontano con un periodo che, nel 2021, era stato particolarmente performante, riportando percentuali di crescita estremamente elevate rispetto all’anno precedente.

Osservati da una prospettiva temporale più ampia, infatti, i volumi di vendita del periodo maggio-settembre 2022 risultano essere in crescita se paragonati, come è ovvio, all’anno 2020 e, più significativamente, anche al 2019 (+22,7%).

L’Osservatorio che vigila sul metodo classico bresciano segnala una decisa ripresa nella produzione, che nel primo semestre dell’anno supera i livelli registrati nel 2019.

Nell’insieme, i primi undici mesi del 2022 riportano una crescita in volumi stimati sul totale delle aziende pari al 2,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2021, con un volume di vendita stimato sul totale delle aziende pari a 17,7 milioni di bottiglie equivalenti. Tutti questi Paesi export presentano tassi di crescita positivi rispetto ai primi 11 mesi del 2021.

I progetti per i l 2023 sono molti, dal consolidamento di collaborazioni come Michelin alle partnership con le fashion week milanesi, la 1000Miglia e Versilia Gourmet. Appuntamento importante per il territorio sarà BgBs23 città della cultura, essendo la Franciacorta il territorio in mezzo alle due città. Non mancheranno anche i Festival Itineranti Franciacorta e poi l’atteso Festival in Cantina di settembre.

Un ruolo molto importante sarà ricoperto dalla ricerca e la sperimentazione, temi da sempre molto cari a Franciacorta insieme alla sostenibilità. Per l’estero le attività continueranno negli Stati Uniti e nei paesi UE, con il Giappone in ripresa.

Consorzio del Freisa di Chieri e dei vini della Collina torinese
L’annata 2022 si è conclusa con una vendemmia di ottima qualità, ma con una restrizione del raccolto di circa il 30%, dovuta alla scarsa piovosità e alle alte temperature – dice la presidente Marina ZopegniI cambiamenti climatici in corso saranno la grande incognita del prossimo futuro, poiché influenzano in modo importante tutti i processi vitali del vitigno e di conseguenza la resa del prodotto. Da parte dei produttori e naturalmente del Consorzio, continua il lavoro di produzione e promozione di un prodotto di qualità, sempre più attento alle esigenze dei consumatori, nel rispetto dell’ambiente e con l’attenzione dovuta al mutare delle condizioni climatiche“.

Marina Zopegni (Consorzio Freisa di Chieri) vede nel rapporto con Torino e nel contributo delle nuove generazioni la chiave di volta su cui costruire il domani.

Consorzio tutela del Gavi
I dati dell’imbottigliamento superano ancora una volta i 14 milioni di bottiglie e la vendemmia 2022 segna una produzione totale di quasi 100 mila ettolitri di vino. “Dati positivi – rimarca il presidente Maurizio Montobbioche confermano una denominazione in salute e l’apprezzamento del Gavi Docg a livello nazionale e sul mercato internazionale”.

Guardando al 2023, “continueremo a promuovere il Gavi in quei paesi dove siamo già presenti consolidando il valore del marchio, per rafforzare il nostro posizionamento. Per quanto riguarda lo scenario interno la sfida più urgente è quella del cambiamento climatico: il Cortese, autoctono di millenario stanziamento in zona, ha dimostrato una forte resistenza anche con le anomalie meteo di quest’anno, ma bisognerà investire a livello agrotecnico per migliorare la gestione del vigneto”.

Istituto Marchigiano di Tutela vini
Il 2022 è stato un anno di alti e bassi, secondo il direttore Alberto Mazzoni, “ma in linea generale ci possiamo accontentare perché siamo riusciti a mantenere l’incremento realizzato nel 2021, che era tornato su livelli paragonabili al 2019. Dunque abbiamo superato senza enormi difficoltà i movimenti tellurici prima della pandemia e poi di guerra e caro energia”.

Le prospettive per il 2023 sono leggermente più difficili. “Saremmo felici di mantenere quello che abbiamo fatto nel 2022, ma c’è una oggettiva difficoltà nel reperire materiali, con una volatilità di prezzi difficile da controllare e dunque con impatti inevitabili sul listino prezzi (in linea con i costi di produzione e le quantità di vino in giacenza). Il vino di una fascia medio-alta che lavora con l’horeca non risentirà troppo di questo andamento, chi avrà maggiore difficoltà è chi lavora con la gdo, ma confidiamo in un anno uguale o migliore rispetto al 2022 grazie alla spinta del turismo e dell’enoturismo, che nelle Marche sta crescendo bene”.

Mazzoni: sviluppo Bio a rischio senza banca dati

Consorzio tutela Vini della Maremma Toscana
Possiamo dire che il 2022 vede consolidarsi il mercato della Doc Maremma Toscana – afferma il presidente Francesco MazzeiLa Denominazione, con quasi 7 milioni di bottiglie, si mantiene in linea con il 2021 e si conferma una delle più performanti di tutte le DOP toscane”. Mantenere i livelli del 2021, quando l’imbottigliato della Doc era aumentato del 16%, è certamente un dato positivo, perché significa che la crescita è solida, “alla luce anche delle difficoltà di approvvigionamento dei materiali per l’imbottigliamento nella seconda metà dell’anno”.

Per il 2023 “bisogna essere ottimisti, la denominazione è in crescita, abbiamo grandi spazi di incremento dei volumi. Sta trovando una sua identità ben definita con il Vermentino che performa bene così come altre tipologie, cito per esempio il Ciliegiolo, Rosso, Ansonica e Rosato. C’è base produttiva che ci fa pensare ad un incremento dei volumi e mi aspetto di raggiungere a breve i dieci milioni di bottiglie che rappresenterebbe un livello di visibilità sicuramente interessante. Dovremo catalizzare le energie nelle attività a sostegno della denominazione per mantenere la crescita. Vi sono anche ampi spazi per l’internazionalizzazione e ad oggi segnalo un 40% in export”.

Crescita del valore della filiera e cooperazione con gli altri soggetti territoriali le linee guida del prossimo mandato.

Consorzio tutela Morellino di Scansano
Il 2022 è stato un anno molto importante per il consolidamento e il posizionamento del Morellino come denominazione premium”, riferisce il presidente Bernardo Guicciardini Calamai. Dai dati dell’osservatorio emerge una crescente presenza nell’horeca. “Constatiamo che i nostri vini sono sempre più presenti nelle carte di ristoranti ed enoteche dove sono premiati dalle scelte dei consumatori i vini dotati di caratteristiche peculiari di uno specifico territorio”.

Per il 2023 “ci aspettiamo di consolidare questo trend e farci percepire sempre di più come il sangiovese affacciato sul mare della Toscana, anche alla luce degli sforzi e degli investimenti fatti negli anni scorsi per rendere il territorio della denominazione una ricercata meta enoturistica. Siamo convinti che per rafforzare la reputazione della denominazione occorre valorizzare sempre di più la connessione del Morellino di Scansano con le altre eccellenze del territorio dal punto di vista gastronomico e territoriale per favorirne al meglio la fruizione”.

Consorzio tutela Vini Oltrepò Pavese
Il 2022 stato un anno importante, finalmente – dichiara il direttore Carlo VeroneseNon ci siamo fermati un attimo e abbiamo focalizzato la nostra attività sugli eventi, in Italia e all’estero. È partita di fatto la promozione per le denominazioni, che crescono con una qualità internazionalmente riconosciuta e si aprono a nuovi mercati”.

Il Consorzio è concentrato sui prodotti di punta: pinot nero in tutte le sue sfumature con il Metodo Classico “che sta volando in scia ad un trend generale molto positivo per la spumantistica italiana”, ma anche il blend identitario Bonarda, il Buttafuoco e il Sangue di Giuda, che hanno in comune fra altre uve autoctone la croatina, “che rappresenta la tradizione del territorio e la sua storicità rispetto alla viticoltura”. E poi c’è il riesling “che ci sta dando grandissime soddisfazioni ed è un pensiero stupendo anche per il 2023”.

Consorzio tutela Primitivo di Manduria
L’anno 2022 si è chiuso secondo le aspettative. Guerra e pandemia hanno portato scompensi come in altri settori. “Vi sono delle aziende che hanno riscontrato difficoltà maggiori rispetto al 2021 – riferisce la presidente Novella Pastorellima la situazione attualmente sta rientrando e si auspicano netti miglioramenti per i prossimi anni”.

Il 2023 sarà invece “un anno rivolto all’intensificazione della tutela e della vigilanza. Dal primo gennaio i vini Primitivo di Manduria doc e Primitivo di Manduria riserva doc per essere immessi sul mercato, dovranno avere la fascetta di Stato. In programma anche attività di incoming e di promozione all’estero oltre la lunga pianificazione di corsi gratuiti rivolti alle nostre aziende. Il Consorzio continua a difendere la qualità dei prodotti e delle aziende che hanno tante storie da raccontare. A noi il dovere di rendere omaggio a loro e alla cultura enologica pugliese”.

Consorzio tutela del Roero
Nel 2022 la commercializzazione ha avuto aumenti a doppia cifra rispetto al 2019, riferisce il Consorzio. Numeri estremamente positivi sia per il Roero docg Bianco – a base di uve Arneis – con oltre 7 milioni di bottiglie, che per il Roero Docg Rosso – a base di Nebbiolo – con oltre 700.000 bottiglie e che trovano conferma anche nell’esportazione, che si attesta sul 60%.

Per il 2023, “confidiamo continui ad essere un anno di crescita -dice il presidente Francesco Monchieroe che la riapertura dei mercati orientali contribuisca a consolidare ulteriormente la posizione della denominazione, che non si è comunque fermata durante la pandemia, aumentando il valore dell’export. Quest’anno festeggeremo inoltre i 10 anni dalla fondazione del Consorzio che celebreremo a Roma il 22 maggio in occasione dei Roero Days”.

Consorzio Roma Doc
Il 2022 è stato un anno certamente positivo per il Consorzio, con una crescita del 22%, con oltre 300 ettari dedicati alla denominazione rispetto ai 175 di pochi anni fa. “Il trend è incoraggiante – riferiscono dalla capitale – anche se risentiamo di alcune criticità come la carenza di vetro, tappi e altri prodotti che ha rallentato il nostro percorso. Il che non ci ha impedito di arrivare a una produzione di circa 1,88 milioni di bottiglie”.

Cauto ottimismo per il 2023, viste le criticità di cui sopra. “È però incoraggiante vedere come sempre più mercati rivolgano la loro attenzione al nostro brand. In particolare quello capitolino che sta diventando per noi uno sbocco naturale”.

Consorzio tutela Vini Trasimeno
Nel 2022 il trend generale è stato positivo. “Nella seconda parte dell’anno abbiamo registrato una crescita importante – dice il presidente Emanuele Bizziche, come numeri, ci ha riportati ai livelli pre-pandemia ma con un passo diverso tra percezione del prodotto ed esperienze legate al vino. Il dato che trovo particolarmente interessante è quello delle visite e degli acquisti in cantina. Le aziende del Trasimeno, da luglio in poi, hanno registrato un numero crescente di degustazioni. Si è trattato di momenti di promozione che si sono conclusi poi con l’acquisto di diverse etichette in loco, a conferma dell’esperienza vissuta e della qualità dei prodotti”.

Nel 2023 “vogliamo consolidare il percorso nel nome del Trasimeno Gamay: dopo i successi ottenuti al Grenache du Monde e all’Anteprima Trasimeno 2022 stiamo lavorando a nuovi eventi da condividere nei prossimi mesi. Questo per noi dev’essere l’anno delle conferme ma anche dell’apertura verso nuovi mercati, visto che proprio grazie al Trasimeno Gamay c’è un’attenzione crescente sia in Europa sia nei paesi extra-UE”.

Consorzio Vini del Trentino
Il comparto vino tiene e i dati fotografano una situazione che ad oggi presenta più luci che ombre – evidenzia il direttore Graziano MolonLe esportazioni confermano complessivamente un trend positivo, seppur differenziato tra i paesi di destinazione; i consumi tengono e registrano anzi performance buone, in particolare per il metodo classico trentino, ma non solo. Il quadro risulta quindi ad oggi positivo; si tratta ora di capire come si svilupperà l’inverno 2023 e come l’economia italiana (e trentina) reagirà, poiché molte sono le incognite”.

Due i progetti qualificanti per il Consorzio: l’accordo di partnership con l’Istituto Tutela Grappa del Trentino e il Bilancio di sostenibilità, il primo realizzato da un Consorzio di tutela nel settore vitivinicolo.

Consorzio tutela Vini Valpolicella
Chiudiamo un anno, anzi, un triennio positivo per l’intera denominazione – spiega il presidente Christian MarchesiniIl sistema Valpolicella ha retto la battuta d’arresto globale della pandemia e ha riportato buoni risultati su tutti i fronti, Amarone in primis. I dati sono incoraggianti anche per il Valpolicella Ripasso e per il Valpolicella doc, che guarda al futuro con ambizione, dopo l’importante lavoro di riposizionamento che il Consorzio ha impostato proprio tre anni fa con il Valpolicella Superiore doc, sfruttando il trend in forte crescita dei cosiddetti light reds. Abbiamo finalmente ricominciato a viaggiare, presenziando a fiere ed eventi in ormai tutte le parti del mondo”.
Il 2023 parte nel segno di Amarone Opera Prima (4-5 febbraio) e prosegue con le tappe nazionali ed estere di promozione, da Roma e Venezia, Uk e nord Europa, fino agli USA, Giappone e Vietnam. “Possiamo dunque ritenerci più che soddisfatti e guardare al nuovo anno con grande fiducia”.

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