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Tenuta Vallocaia, luogo di vino e di arte

di Valentina Pozza | 16 Dicembre 2022

Degustazione di tre differenti espressioni di sangiovese dall’azienda toscana di Rudi Bindella, che porta in cantina la bellezza, tra arte cucina e vino.

Toscana, più precisamente Montepulciano. Adagiata su un poggio si incontra Tenuta Vallocaia, un ‘blend’ di vino, arte e sostenibilità.

La storia di Tenuta Vallocaia inizia negli anni ‘80 con l’imprenditore svizzero Rudi Bindella che importa e distribuisce eccellenze italiane nel mercato elvetico. Durante i suoi studi in Italia, scopre Montepulciano ed è nel 1983 che acquista una piccola proprietà nel cuore della zona vitivinicola. Un rudere e due ettari di vigneti, ecco cosa comprendeva Vallocaia.

Oggi la Tenuta si estende per 175 ettari di cui 54 sono coltivati a vite e 16 dedicati agli oliveti con una produzione che conta 180mila bottiglie l’anno. A fine anni ‘90 entra in azienda Giovanni Capuano, attuale direttore, che condividendo la filosofia e la visioni produttiva con la proprietà, guida la tenuta verso il continuo successo.

Qui si respirano passione, amore per l’arte e per la terra, rispetto per il territorio e sostenibilità. La cantina rinnovata e inaugurata nell’estate del 2021 è stata pensata per essere la sintesi tra bellezza ed efficienza. Un luogo che racconta di vino e ti fa viaggiare tra i pezzi d’arte dell’appassionato proprietario, Rudi Bindella. Un ponte tra tradizione e futuro, una destinazione in cui passare, anche per le nuove generazioni che si avvicinano al mondo del vino.
Il team di lavoro è giovane, appassionato e capace. Proprio quest’anno, il premio Gambelli per il miglior enologo d’Italia 2022 under 40 è stato assegnato ad Andrea Scaccini, 28enne enologo di Tenuta Vallocaia.

CINQUE ZONE, TRE PERCORSI ENOLOGICI
I vigneti della tenuta sono situati in località Vallocaia, Camparone, Santa Maria, Fossolupaio e Casalte, che si trovano rispettivamente nelle cinque zone di produzione del Vino Nobile di Montepulciano di Argiano, Cervognano, Sanguineto, Paterno e Casalte. Ognuna di esse ha le proprie caratteristiche in termini di origine e natura del terreno, altitudine ed esposizione e conferisce ai vini carattere differente. Proprio con l’obiettivo di evidenziarle e valorizzarle, sono stati ideati tre differenti percorsi enologici, che riguardano il sangiovese in particolare, ma anche altri vitigni.
Così nelle grandi botti da 50 hl vengono lasciati a maturare i sangiovese delle sabbie di Vallocaia e Camparone per il Vino Nobile di Montepulciano “Bindella”, i cui tannini hanno bisogno di un lungo periodo di maturazione per trovare il giusto equilibrio. I sangiovese provenienti delle argille calcaree di Sanguineto – destinati al Vino Nobile di Montepulciano “I Quadri” – e quelli delle terre rosse di Vallocaia – per il Vino Nobile di Montepulciano “Vallocaia” Riserva – più potenti e strutturati, traggono vantaggio dalla maturazione in legni più piccoli.

TRA CUCINA E ARTE
Disposte in un percorso sospeso sulle botti, trovano spazio le tele del pittore Christopher Lehmpfuhl e le sculture in bronzo di Flora Steiger-Crawford e Rolf Brem che popolano anche gli spazi esterni alla Cantina. Non solo, nella cantina si possono ammirare anche collezioni di reperti del passato, come quelle di frammenti di capitelli e fregi romani e di orci in terracotta del XVIII e XIX secolo, oltre a una raccolta di campane bronzee di varie forme e dimensioni, che decora la sala di degustazione.

La bellezza per gli occhi chiama quella per il palato, così all’interno della cantina è stato aperto un ristorante dedicato alla cucina toscana. Nella Cucina di Vallocaia – in questo periodo chiusa fino a marzo – si trovano piatti autentici e rigorosamente stagionali, valorizzati dalle materie prime provenienti dall’orto della tenuta, da aziende agricole e allevamenti locali, accompagnati dai vini e dall’Olio Extra Vergine di Oliva dalle ulivete di proprietà.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Un viaggio attraverso i calici delle tre differenti espressioni di sangiovese, mettendo a confronto le annate più recenti con quelle passate.

Bindella, Vino Nobile Di Montepulciano Docg 2019, a confronto con 2018 e 2015
Uvaggio: 85% sangiovese, 15% canaiolo, colorino, mammolo
Vinificazione: in vasche di acciaio a temperatura controllata tra 25 e 28°C con macerazione sulle bucce per 15/20 giorni
Affinamento: 20-22 mesi in botti grandi di rovere e almeno 6 mesi in bottiglia

L’annata 2019, presto in commercio, parla di un Nobile giovane con aromi di frutti rossi come ciliegia e fragola accompagnati da una nota floreale. Al palato spiccano acidità e tannini dati dalla giovane età del vino.

Il 2018 porta ancora con sé una buona struttura acida e tannica ma al naso le note floreali e fruttate abbracciano il pepe nero, la liquirizia e qualche punta balsamica data dal riposo in bottiglia.

Con un salto arriviamo all’annata 2015, perfetta. Qui il calice regala intensità nei profumi di frutta più matura, un bouquet di rose e viole che si amalgamano ad eleganti note vanigliate donate dal legno. Strutturato ed equilibrato, il tannino accarezza delicatamente il palato con un finale persistente ed estremamente piacevole.

I Quadri, Vino Nobile Di Montepulciano Docg 2019, a confronto con 2018 e 2015
Uvaggio: 100% sangiovese
Vinificazione: in vasche di acciaio a temperatura controllata tra 25 e 28°C con macerazione sulle bucce per 20 giorni circa
Affinamento: 18-20 mesi in tonneaux di rovere francese e 12 mesi in bottiglia

Il 2019, sebbene giovane, apre le porte ad aromi intensi di frutti rossi e neri che percorrono il cammino olfattivo assieme a note speziate e a un incredibile sentore agrumato di buccia d’arancia. Al palato un tannino denso, una buona struttura con un finale che porta con sé i ricordi di ciliegia, prugna e qualche nota affumicata data dai tonneaux.

L’annata 2018 è pronta da bere. Rosso rubino intenso, al naso rimane quel delicato agrume che si lega perfettamente all’amarena e alla prugna ma anche alla mora e al mirtillo. Arrivano i fiori con viole e peonie e anche il legno lascia il suo segno regalando al vino note di cioccolato e tabacco. Degustando l’attacco è tannico ma ben equilibrato dal livello alcolico. Un corpo pieno con un finale che persiste e avvolge il palato con lunghi ricordi di amarena, prugna e lampone.

Scopriamo il 2015, un vino dal bouquet intenso, con sentori di mora, lampone e rosa appassita al sole. Piacevoli sfumature di spezie, tabacco e cuoio. Al palato si presenta molto fresco pur rivelando una struttura ricca e voluminosa con note leggermente verdi di salvia che si legano alla ciliegia essiccata e ai chiodi di garofano. I tannini lasciano un finale discretamente asciutto che denota un buon potenziale di invecchiamento.

Vallocaia, Vino Nobile Di Montepulciano Docg Riserva 2019, a confronto con 2018 e 2015
Uvaggio: 95% sangiovese, 5% colorino del Valdarno
Vinificazione: in vasche di acciaio a temperatura controllata tra 25 e 28°C con macerazione sulle bucce per 20 giorni circa
Affinamento: 2 anni tra tonneaux e botti grandi, sempre di rovere francese, un anno in bottiglia

L’annata 2019 – in uscita nel 2023 – si apre al naso con un mazzo di rose, viole e lavanda ed un cesto di frutta che contiene mirtilli, ciliegie e prugne. Il rovere francese lascia la sua firma con delicate note vanigliate. Al palato la ciliegia continua il suo percorso tendendo la mano a delicati sentori affumicati. Buoni tannini e acidità accompagnano un finale che persiste.

Il 2018 è un vino luminoso e intenso: il naso è inebriato da frutti di bosco, pepe e qualche nota balsamica. L’affinamento in bottiglia offre al vino sentori di cuoio. In bocca i tannini sono robusti ma finemente levigati, le ciliegie selvatiche e le spezie donano calore lasciando un finale generoso.

Con un balzo di tre anni atterriamo nel 2015. Olfatto preciso su note di rosa canina e frutta matura e di sottobosco autunnale con cenni di corteccia, terra. L’affinamento in botte porta il naso a scoprire caffè, cioccolato e caramello. La beva è ben equilibrata, l’assaggio è lungo e avvolgente con una freschezza educata ed una tannicità estremamente fine. La magica espressione del sangiovese di Vallocaia.

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