
Degustazione delle etichette più rappresentative della storica cantina di Spigno Monferrato, che guarda oltre i confini nazionali valorizzando il legame con la tradizione e il suo terroir.
Per conoscere ciò che è oggi la realtà strutturata di Cascina Bertolotto, con sede a Spigno Monferrato, occorre fare un salto indietro nel tempo, nel primo Ottocento, quando l’attuale cantina era rappresentata da un “cascinotto” abbracciato da un importante appezzamento di terreno, allora struttura di supporto per il rifornimento domestico di un’altra cascina di Serole, di proprietà della famiglia Traversa.
Tra i diversi componenti della famiglia, a dare un primo impulso all’attività della cantina fu il parroco di Spigno Monferrato, Don Francesco Traverso, che caldeggiò con il nipote Giuseppe la definitiva presa a dimora in “Bertolotto” e la conseguente trasformazione dell’abitato in una vera e propria azienda agricola. Fu allora che Giuseppe, colto l’invito del parente prelato, creò i primi contatti per la fornitura del suo vino con realtà influenti dell’epoca, dalla Casa Reale dei Savoia alla famiglia del Generale Paolo Spingardi, Ministro della Guerra durante il primo conflitto mondiale, oltre che con alcune gerarchie ecclesiastiche che già avevano modo di conoscere il loro vino passito di uva moscato, particolarmente apprezzato come vino da messa. Seguendo questa tradizione, alla fine del Novecento iniziarono alcune forniture di vino a Sua Santità Giovanni Paolo II e all’allora Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini.

IL NUOVO CORSO DELLA CANTINA
Passata da Giuseppe al figlio Virginio, quindi a suo figlio Giuseppe con il nipote Fabio, fino agli anni duemila la cantina è stata condotta nel rispetto delle tradizioni famigliari, pur sfruttando le moderne tecniche di vinificazione. Oggi al timone c’è Gianfranco Galantini, cui va il merito di aver voluto alzare l’asticella di questa realtà attualmente mossa dall’ambizione di far conoscere le proprie etichette nelle più interessanti realtà della ristorazione e dell’hôtellerie, italiana ed internazionale. Ad affiancarlo un team di professionisti in campo agronomico ed enologico che firmano vini raffinati e di carattere, realizzati nel rispetto della tradizione secolare dell’azienda.
Ma oltre all’uomo, a giocare un ruolo da protagonista è anche il terroir di grande vocazione vinicola. Siamo infatti tra la Langa Astigiana, la Langa Cuneese e il Monferrato, non lontano dalla prima propaggine dell’Appennino Ligure i cui sedimenti arenari arricchiscono il suolo do elementi nutrizionali che concorrono a rendere ben distinguibili le caratteristiche dei vini. Ad influenzare l’ambiente sono poi le brezze marine che favoriscono la piena maturazione dei grappoli, offrendo l’opportunità di giocare con le vendemmie tardive. Il posizionamento dei vigneti a est, sud-ovest, il posizionamento ad anfiteatro su digradanti pendii collinari e l’ambiente ricco di boschi alternati a prati, colture di nocciole e mandorli, distese di erbe selvatiche e piante aromatiche, inoltre, regalano un ecosistema favorevole alla convivenza con la vite.
IL PROGETTO VITE IN AFFIDO
Per valorizzare il legame dei piccoli viticoltori con il territorio, nel 2020 Cascina Bertolotto ha presentato al pubblico il progetto “Vite in affido”, non una semplice adozione di un vigneto, ma una vera e propria esperienza immersiva nella realtà della cantina, con l’obiettivo di far vivere ai consumatori in prima persona l’esperienza di coltivare, far crescere e produrre vino. A chi adotta una vite, dunque, la possibilità, di entrare in vigna, partecipare alla vendemmia e seguire passo dopo passo i processi di vinificazione e affinamento, ricevendo a casa il vino prodotto dal proprio vitigno.
NOTE DI DEGUSTAZIONE
Metodo Classico Dosaggio Zero “Bolle di Nebbia” 2009
Uvaggio: 70% pinot nero, 30% chardonnay
Vinificazione: permanenza sui lieviti di 12 anni. Affinamento in bottiglia dopo la sboccatura fino al momento del consumo.
Giallo paglierino intenso tendente al dorato, al calice è brillante, con perlage finissimo e persistente. Ha naso ricco, con note di gelsomino e zagara che lasciano spazio a toni fragranti di lieviti e crosta di pane, ma anche a rimandi officinali di erbe aromatiche e frutti a polpa bianca. Il sorso è fine ed elegante, secco e ampio, con una freschezza che attraversa il palato alternandosi ad aromi fruttati e piacevoli sensazioni tostate.

Metodo Classico Cuvée Brut “Bertolotto” 2009
Uvaggio: 70% pinot nero, 30% chardonnay
Vinificazione: permanenza sui lieviti di 12 anni. Affinamento in bottiglia dopo la sboccatura fino al momento del consumo.
Giallo paglierino brillante, ha perlage fine, brioso ed elegante. Al naso rivela note di fiori bianchi e tipiche sensazioni di lieviti e crosta di pane, che si ritrovano in bocca in un sorso morbido e rotondo, con una spinta acida che abbraccia frutti (pera) erbe officinali e mediterranee. Chiusura lunga.

Monferrato Bianco “Il Barigi” 2019
Uvaggio: favorita e cortese
Vinificazione: dopo un’attenta cernita delle uve, la vinificazione avviene alla più bassa temperatura possibile. Durante la lavorazione viene lasciato a contatto con le bucce tra le 8 e le 12 ore, dopodiché affina per 6 mesi in botti di acciaio inox.
Giallo paglierino intenso, al naso colpisce con un bouquet fine e aromatico, con note di erbe di campo, gelsomino e frutti a polpa bianca. In bocca è ampio, secco, con una bella acidità che ritrova la frutta per risolversi in un finale piacevolmente sapido e persistente.

Dolcetto d’Acqui “La Muiette”
Uvaggio: 100% dolcetto
Vinificazione: affinato per un anno in botti di acciaio inox e un anno in bottiglia
Nel calice risalta un bel rosso rubino intenso. Il naso è vinoso, con note di viole e marasche a corredo che anticipano un ingresso in bocca fresco e delicatamente tannico, di media struttura, con un’alcolicità moderata che abbraccia il palato chiudendosi in un finale leggermente ammandorlato.

Monferrato Rosso “I Confini”
Uvaggio: 70% nebbiolo, 30% albarossa
Vinificazione: la raccolta delle uve viene procrastinata fino alla fine di ottobre per favorirne la maturazione e dopo un leggero appassimento viene affinato un anno in botti di rovere da 5 hl.
Rosso rubino intenso, ha naso intenso e alcolico, con piacevoli note fruttate alternate a sensazioni speziate di pepe e chiodi di garofano. L’ingresso in bocca pieno e il tannino leggero fanno il paio con una spiccata aromaticità accompagnando il sorso verso un finale lungo e persistente.
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Piemonte Brachetto Secco “La Tia”
Uvaggio: 100% brachetto
Vinificazione: affinamento di un anno in botti di acciaio inox e riposo di un anno in bottiglia prima della commercializzazione.
Una produzione limitata di sole 2.000 bottiglie, al calice si presenta di colore rosso rubino scarico, mentre al naso apre con note di incenso e prosegue con sentori di frutti rossi a e tiglio (il nome del vino “La “Tia”, non a caso deriva da “Il Tiglio”). Il sorso è ampio, secco, con un tannino dolce e un’alcolicità esuberante alleggerita dal ritorno del frutto rosso, una fragola, e di speziatura dolce e gradevole al palato.

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