
Federvini rileva un generalizzato miglioramento delle performance di mercato dei vini italiani.
Secondo i dati dell’Osservatorio Federvini, in collaborazione con Nomisma e TradeLab, il 2021 è stato un anno di forte ripresa per il settore vini e spiriti mentre il comparto aceti, meno colpito dall’impatto della pandemia, ha avuto un andamento contrastato. Con un valore di circa 2,8 miliardi di euro, le vendite di vini nella gdo hanno segnato una crescita del 3,7% sull’anno precedente, trainate principalmente dagli spumanti, in crescita del 18,4%, mentre rimangono stabili i ricavi generati da vini fermi e frizzanti. Le vendite di spiriti sono cresciute del 6,5% (1,2 miliardi euro), registrando progressi in tutte le categorie. I best performer sono gli aperitivi alcolici (+17,3%), seguiti da amari (+7,1%), liquori dolci (+3,3%) e distillati e acquaviti (+3%). Segno meno invece per il comparto degli aceti che ha registrato vendite per 133 milioni di euro, con l’eccezione positiva del balsamico, le cui vendite sono cresciute del 3,5% in valore.
Se il mercato interno ha confermato la sua crescita, il 2021 ha visto un nuovo record per le bevande alcoliche nazionali fuori dai nostri confini. Le esportazioni di vino italiano hanno superato i 7 miliardi di euro, in crescita del 13% sul 2020. Anche in questo caso la maggiore crescita è stata segnata dalle bollicine, grazie alle eccellenti performance del Prosecco (+31,5% su base annua). Seguono i rossi fermi Dop toscani (+15%) e piemontesi (+17,4%), e i vini veneti Dop, sia bianchi (+12,9%) sia rossi (+8,9%). Ancora più rilevante la crescita dell’export di spiriti che ha superato gli 1,3 miliardi di euro nel 2021, +23% rispetto al precedente anno, con l’Italia che si conferma il secondo paese esportatore di liquori dopo la Germania ma ben prima di Irlanda, Francia e Regno Unito.
Le vendite di cibi e bevande nel mercato italiano fuori casa nel 2021 sono state ancora fortemente penalizzate dalla pandemia. All’interno del canale, le consumazioni di vini e spiriti hanno registrato trend migliori rispetto al mercato e all’intero comparto delle bevande, chiudendo il 2021 a circa il -6% rispetto al 2019, grazie anche a un aumento dei valori medi. In Italia nel 2021 le consumazioni di vino, bollicine, spiriti e amari/liquori dolci sono state quasi 1,2 miliardi.
Vino e bollicine hanno generato oltre 650 milioni di consumazioni e sono state le prime categorie a ripartire dopo la fine del lockdown, seguite dai cocktail alcolici con quasi 300 milioni di consumazioni, metà delle quali concentrate nel trimestre estivo. Le consumazioni di amari e liquori dolci sono state poco meno di 200 milioni, in prevalenza nel Sud Italia (circa 60%). La categoria che ha registrato meno consumazioni, sfavorita anche dalla chiusura delle discoteche, è quella dei liquori e distillati, che ha registrato appena 61 milioni di consumazioni.
Negli ultimi mesi del 2021 sono arrivati i primi segnali di tensione sul fronte dei prezzi e delle materie prime, fino ad arrivare agli allarmi di queste settimane. Il prezzo del cartone è quasi raddoppiato, il costo dei tappi è aumentato del 40% e il vetro di un buon 25% con molti fornitori che hanno scritto alle cantine e alle distillerie anticipando nuovi aumenti e addirittura possibili sospensioni delle forniture nelle prossime settimane. Il trasporto su gomma ha avuto aumenti di oltre il 25%, mentre il record si è avuto sui noli marittimi: +400% rispetto al 2020.
“Tutti ci auguriamo che la tragedia in Ucraina abbia presto fine - dichiara la presidente di Federvini Micaela Pallini - prima di tutto per alleviare le sofferenze indicibili che quel popolo sta subendo ingiustamente. Parallelamente agli sforzi diplomatici, l’Unione Europea e il nostro Paese devono trovare le modalità per gestire l’impatto che il quadro geopolitico sta determinando su lavoratori, consumatori ed imprese. Sono necessarie forme di compensazione e aiuti alla promozione, misure di mercato che consentano di superare il momento difficile e gettare le basi per una futura ripresa. Intanto mi auguro che i recenti interventi del Governo sul caro energia possano convincere i fornitori a venire incontro alle nostre imprese, sospendendo gli aumenti già previsti per aprile”.
“Il 2022 è stato pensato come l’anno della definitiva ripartenza post pandemia, ma l’entusiasmo è stato presto smorzato da nuove incertezze che non aiutano lo sviluppo del comparto e rendono la gestione assai difficile - spiega Beniamino Garofalo, ad Santa Margherita Gruppo Vinicolo - ora ci troviamo ad affrontare impreviste criticità di filiera: forti incrementi di valore e scarsa reperibilità interessano le componenti chiave per la commercializzazione dei vini, incidendo notevolmente sulla programmazione della produzione da un lato e sulla distinta base dall’altro.”
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