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Metti una sera a cena guelfi e ghibellini

di Daniele Becchi | 22 Marzo 2022

In un immaginario viaggio tra la Firenze rinascimentale e il più moderno turismo esperienziale si sono aperte all’insegna dell’unità le Anteprime Toscane 2022.

Tante e incentrate sui concetti di unità e ripartenza le parole spese dalle istituzioni durante la conferenza stampa di apertura della Anteprime Toscane, appuntamento utile a fissare le coordinate future della filiera vitivinicola regionale, che i dati Ismea ci dicono aver sopportato il peso del biennio pandemico. A erigersi a novella Latino Malembraca l’assessore all’Agricoltura Stefania Saccardi, portavoce di una Regione decisa a tradurre l’investimento finanziario e politico compiuto in uno spirito di cooperazione che vada oltre il momento per diventare politica di sistema. Un obiettivo dichiaratamente ambizioso, e non solo per la conclamata litigiosità toscana ma anche per il differente sviluppo delle quasi sessanta IG regionali, che seppur unite da un comune senso di qualità percepita differiscono molto in quanto a volumi e capacità remunerativa. Poiché la forma è anche sostanza, non si può però non apprezzare però la contemporanea salita sul palco di tutti i rappresentanti consortili presenti alla successiva cena di gala nel salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, cornice dell’atteso ritorno della stampa estera, segno di una prudenza pandemica accantonata a favore della crisi ucraina, ricordata dai presenti con un assordante minuto di silenzio. Saranno altre le sedi dove affrontare le questioni ancora aperte sul tavolo, alla cui risoluzione si spera contribuiranno gli ingenti fondi stanziati dalla Regione a favore della promozione e dello sviluppo aziendale, quantificati dall’assessore in circa 45 milioni di euro.

Sulla scorta dei positivi dati in materia di certificazione biologica, con il vigneto regionale che già oggi conta una percentuale di superficie certificata (32%, pari a circa 19mila ha) superiore a quello auspicato dal Green Deal Europeo entro il 2030, la Saccardi ha ricordato l’ineluttabilità di questo fenomeno, indispensabile affinché “il rapporto tra uomo, agricoltura e ambiente rimanga virtuoso”. Non sono poi mancati riferimenti alla più stringente attualità politica, con l’assessore che ha stigmatizzato le posizioni proibizionistiche emerse a livello europeo durante le discussioni sul nutriscore e il cancer plan, affermando che “la salute è una materia seria e complessa, che non può essere affrontata per semplificazione. Un conto è avvisare sui rischi legati all’abuso dell’alcol, un altro è demonizzare un prodotto figlio della storia e della fatica – ammonisce la Saccardi - Dobbiamo rifuggire dall’idea di un’Europa vestita dei panni di una vecchia maestra pronta a bacchettare, per sposarne una più moderna, che la veda sostenere i suoi cittadini nell’esercizio delle loro libertà. L’Unione Europea si fonda sulle diversità, che devono trovare nelle istituzioni comunitarie il loro primo garante”.

Al presidente della Regione, Eugenio Giani, il compito di introdurre la parte evocativa dell’incontro, dove a emergere è stata la profondità della storia vitivinicola regionale, con i doverosi accenni alle coltivazioni etrusche, e il legame simbolico che la ‘Culla del Rinascimento’ offre all’edizione 2022 delle Anteprime, che, dopo due anni di pandemia globale, vogliono segnare il momento zero della ripartenza. A corroborare questo auspicio i dati Ismea, che parlano di un 2021 da record per l’export vitivinicolo, con l’Italia per la prima volta sopra quota 7 miliardi di controvalore, e di un progressivo recupero del canale Horeca, sbocco naturale di una filiera in cui le cinquantotto IG toscane coprono il 96,4% dei vigneti presenti.

Nella convinzione che dopo un lungo processo di affermazione qualitativa il vino debba ritrovare oggi una dimensione pop coerente con le richieste dei consumatori globali, che alla consolidata richiesta di sostenibilità e riconoscibilità reclamano oggi quella convivialità sottratta dal Covid, non si può che apprezzare la presenza sul palco di Gianna Nannini, voce assieme a Bennato delle indimenticabili Notti Magiche. In un intervento dove non è mancato l’elogio a sua santità il Sangiovese (che copre il 60% della superficie vitata regionale), la rocker ha voluto ricordare il suo legame con il vino, nato nella tenuta di famiglia alle porte di Siena “dove sono cresciuta con i mezzadri, partecipando a quel rito collettivo rappresentato dalla vendemmia”.

Un evidente richiamo a quelle tradizioni trasposte nella metafora delle radici profonde quali premessa per il cammino futuro, cui il vino regionale guarda con intonsa fiducia, sulla scorta non solo di dati e qualità manifesta dei suoi vini ma anche del potere evocativo tipico del brand Toscana. Ai Consorzi dunque il compito di concretizzare questo enorme potenziale in politiche di sviluppo di lungo periodo, che non possono prescindere da un’intensificazione del reciproco dialogo e dall’apertura ai nuovi trend, all’interno dei quali spicca il fenomeno del turismo esperienziale su scala globale.

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