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Valentino Butussi, il volto ‘aristocratico’ dei vini friulani

di Eugenia Torelli | 9 Marzo 2022

Degustazione delle etichette di riferimento della storica azienda di Corno di Rosazzo, che giocano di equilibrio e sobrietà.

di Eugenia Torelli e Antonio Tosi 

A Corno di Rosazzo, un piccolo borgo in provincia di Udine incastonato nei colli orientali friulani, la vita è scandita dai ritmi delle stagioni e della vendemmia; una tradizione millenaria portata avanti con orgoglio e tenacia, che fa della viticoltura l’attività economica principale di questi luoghi. Qui tutto ruota attorno al vino, basti pensare che le vie del paese sono state intitolate ai principali vitigni del mondo.

È in questa atmosfera che nel 1910 nasce l’azienda Valentino Butussi, un marchio destinato a fare storia.

UNA TRADIZIONE LUNGA UN SECOLO
L’azienda prende il nome dal suo fondatore, il primo ad avere l’intuizione di convertire i terreni agricoli in vigneti, assecondando la vera vocazione dell’area pedecollinare. Oggi questa zona è il cuore della Doc Friuli Colli Orientali.

A partire dagli anni ‘70, con l’ingresso di Angelo Butussi, figlio di Valentino, l’azienda assume una dimensione nazionale, soprattutto grazie all’acquisizione, nel 1990, della vallata Pra’ di Corte, dove nascono tre delle riserve dell’etichetta storica e dove si trova oggi la sede aziendale. Questa vallata occupa un’ottima posizione geografica per la viticoltura, con alle spalle le Alpi Giulie a riparare la vite dalle correnti del nord e il mare Adriatico di fronte, con una benefica e costante ventilazione.

L’ingresso a fine anni ‘90 dei quattro figli di Angelo imprime una decisa virata verso l’innovazione e la ricerca di massima qualità del prodotto, che ha reso l’azienda uno dei brand più richiesti anche in Europa, Cina e Usa, dove viene esportato il 35% della produzione.

LA SVOLTA BIO
Un vino che esprima il terroir, senza ingerenze umane che alterino l’equilibrio naturale. Da questa consapevolezza nasce un progetto di conversione all’agricoltura biologica, che parte da un piccolo vigneto di tremila metri nel 2002, per arrivare alla completa conversione nel 2008 e alla certificazione biologica nel 2013. Una mission senza compromessi da cui nel 2014 è nata la linea Butussi Etichetta Storica, che unisce una profonda conoscenza del territorio e della vigna alle tecniche della coltivazione biologica. Per questo la vendemmia è rigorosamente manuale.

Oggi l’azienda Valentino Butussi si estende su una superficie di quasi 30 ettari ed è sinonimo di tradizione che si rinnova di generazione in generazione.

CEMENTO E BOTTE GRANDE
Le numerose vendemmie si traducono in una produzione annua di oltre 110mila bottiglie. Oltre a impianti recenti la proprietà comprende vigneti che risalgono agli anni ’60. In cantina, invece, la scelta è stata quella di un ritorno all’uso del cemento e alle botti di legno grandi non tostate.

Tra le uve coltivate, quelle a bacca bianca, come friulano, sauvignon, pinot grigio, ribolla gialla, chardonnay, verduzzo friulano, picolit; e a bacca rossa, quali merlot, cabernet franc, cabernet sauvignon, refosco dal peduncolo rosso e pignolo.

Bollicine, bianchi, rossi e anche un pinot grigio in versione ramata. Le etichette sono in tutto 21, di cui 6 raccolte in una linea di selezioni speciali.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Vini calibrati e mai eccessivi, negli aromi quanto al palato, che non giocano sulle potenze ma su equilibrio e sobrietà. Una raccolta di assaggi che vanno dalle bollicine di ribolla gialla allo strutturato Friuli Colli Orientali Riserva rosso Godje, passando per i bianchi fermi giovani a base di ribolla ferma e friulano, il pinot grigio ramato e il sauvignon blanc Genesis, dalla linea selezioni.

Ribolla Gialla Spumante Brut
Uvaggio: 100% ribolla gialla
Vinificazione e spumantizzazione: in bianco con pressatura soffice delle uve e senza macerazioni. Rifermentazione a 14° C e permanenza in autoclave per 3 mesi a contatto con i lieviti. Affinamento: 2-3 mesi in bottiglia
Un calice giallo paglierino tenue, illuminato da un perlage fine e continuo. Naso di dolcezze, crema all’arancia, zabaione, zuppa inglese. Bell’attacco e persistenza della bolla, che guida un sorso fresco e polposo, chiudendo tra toni morbidi di vaniglia e arancia candita.

Friuli Colli Orientali Doc Ribolla Gialla 2020
Uvaggio: 100% ribolla gialla
Vinificazione: diraspa-pigiatura e raffreddamento immediato a 12°C, contatto con le bucce di 12–16 ore, poi fermentazione senza chiarifiche a
temperatura controllata per circa 14 giorni
Affinamento: 8 mesi botti di cemento e 2-4 mesi in bottiglia
Giallo paglierino tenue. Naso di cedro, timo lemonino e melissa, note tisanoreiche di erbe essiccate e sfumature che ricordano le mineralità di certi riesling più delicati della Mosella. Sorso dal profilo tattile lieve, dotato di freschezza ma anche di una carica sapida che a partire dai lati della lingua si diffonde in tutto il palato, per poi sfumare in uno sbuffo di polvere. Non potenza, ma grazia.

Friuli Colli Orientali Doc Friulano 2020
Uvaggio: 100% friulano
Vinificazione: diraspa-pigiatura, raffreddamento
immediato a 12°C e contatto con le bucce per 12–16 ore. Separazione dalle bucce, decantazione a freddo, travaso e fermentazione a temperatura controllata per 12-14 giorni
Affinamento: 6-8 mesi in botti d’acciaio, 2-4 mesi in bottiglia
Giallo paglierino tenue nel calice, con un bouquet dolce di frutto esotico, litchie, una costata di pere e ricotta, scorza di limone. Al palato è freschezza, assieme a una salinità che emerge subito e si diffonde assieme a toni fruttati, scaldando sul finale.

Genesis, Friuli Colli Orientali Doc Sauvignon Blanc 2019
Uvaggio: 100% sauvignon blanc, vendemmiato all’alba per mantenere bassa la temperatura
Vinificazione: gli acini vengono
separati dal raspo e raffreddati a una temperatura di 8°C. Macerazione a freddo di 24 ore, spremitura delicata e raccolta del primo mosto fiore. Stabulazione di tre giorni con decantazione e chiarifica statica, travaso e fermentazione a temperatura controllata per il 15% in botti di rovere
Affinamento: la parte fermentata in rovere viene reintegrata a fine affinamento, l’imbottigliamento avviene nella settimana
successiva alla Pasqua, secondo il calendario lunare. Seguono 12 mesi in bottiglia.
Tutto ciò che dev’essere un sauvignon blanc, senza esplosività aromatiche, ma bilanciato tra frutto e i toni varietali tipicamente ‘felini’, che si aprono all’ananas e alla carambola. Palato di equilibrio tra freschezza, salinità e una rotondità dal passo felpato, che tiene a bada il calore.

Friuli Colli Orientali Doc Pinot Grigio Ramato 2020
Uvaggio: 100% pinot grigio
Vinificazione: il 25% delle uve viene vinificato in bianco e il 40% segue pigiatura, macerazione a freddo di 36 ore. Spremitura soffice di entrambe le masse e fermentazione indigena aiutata a metà processo dall’aggiunta di una piccola quantità di lievito selezionato. La parte restante delle uve viene pigiata, raffreddata a 7 gradi e lasciata a macerare fino all’inizio della fermentazione indigena. Il macerato viene posto in torchio e spremuto a pressione minima, il mosto così ottenuto continua la sua fermentazione in botti di rovere non tostato di 2° e 3° passaggio
Affinamento: 8 mesi in botti d’acciaio e una parte in botti di rovere, poi assemblaggio, imbottigliamento e 2 mesi di riposo in vetro
Rosa antico tenue, dal bouquet delicato, tra tocchi di rosa canina, tè woo long e una sensazione vegetale, come di fragoline di bosco ancora verdi. Al palato è una mano di fata, entra in punta di piedi, per poi dilatarsi verso le sensazioni di calore e chiudere con un’appena percettibile carezza tannica, lasciando una traccia iodata.

Godje, Friuli Colli Orientali Doc Riserva 2016
Uvaggio: 100% refosco dal peduncolo rosso
Vinificazione: diraspata-pigiatura, macerazione con le bucce fino alla spontanea partenza
della fermentazione con lieviti indigeni. Follature manuali giornaliere fino alla conclusione naturale della fermentazione. Spremitura con torchio tradizionale modificato per lavorare a bassa pressione e decantazione statica di 24 ore
Affinamento: in botti di rovere da 300 l per 24 mesi, poi 6 mesi in botti di cemento. Imbottigliamento durante l’ultimo quarto di luna successiva alla Pasqua e riposo in vetro per 12 mesi
Rosso rubino verso il purpureo, intenso e quasi impenetrabile. Al naso si concede lentamente, rivelando aromi di frutti di bosco, note di inchiostro e di china, poi sfumature tostate di cacao amaro, tè nero. Al palato è vellutato ma non grasso, fresco e salino, con un tannino che per fare il suo gioco attende il momento esatto in cui la lingua tocca il palato. Allora chiude, asciuga e lascia una sensazione simile a quella che rimane dopo aver morso una radice di liquirizia.

 

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