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Marchio bio italiano e piano d’azione nazionale tra le principali innovazioni del testo licenziato da Palazzo Madama.

Il Senato approva la Legge sul Biologico

di Carlo Spagnolo | 5 Marzo 2022

Marchio bio italiano e piano d’azione nazionale tra le principali innovazioni del testo licenziato da Palazzo Madama.

Dopo un lungo iter che ha superato i confini delle aule parlamentari per coinvolgere anche autorevoli esponenti del mondo scientifico e istituzionale, la legge sull’agricoltura biologica è stata approvata dal Senato della Repubblica. Con 195 voti a favore, 4 astensioni e nessun contrario Palazzo Madama licenzia finalmente un testo atteso dagli operatori italiani, portando interessanti novità in un settore che tra consumi interni e export vale secondo Coldiretti 7,5 miliardi di euro.

Il testo approvato nelle scorse ore si preoccupa di definire la produzione biologica quale attività di interesse nazionale, riconoscendole così una funzione sociale e ambientale. Foriera di interessanti sviluppi legati al concetto di Made in Italy invece l’approvazione di un marchio biologico italiano, destinato ai prodotti ottenuti da materia prima nazionale. La legge vieta anche l'uso di organismi geneticamente modificati nella produzione biologica, e non consente l’uso dei termini "biologico " o "bio" per i prodotti anche accidentalmente contaminati da organismi geneticamente modificati.

Previsto inoltre un doppio Piano d'azione nazionale, rispettivamente per la produzione biologica e i prodotti biologici e per le sementi biologiche. Tra gli interventi associati al primo di essi troviamo: l'agevolazione della conversione al biologico, con particolare riferimento alle piccole imprese agricole, il sostegno alla costituzione di forme associative e contrattuali per rafforzare la filiera del biologico, l’incentivazione del biologico attraverso iniziative di informazione ed educazione al consumo; il monitoraggio dell'andamento del settore, il sostegno all'insediamento di nuove aziende biologiche nelle aree rurali montane, il miglioramento del sistema di controllo e di certificazione, il consumo di prodotti biologici nelle mense pubbliche e in quelle private in regime di convenzione; lo sviluppo della ricerca.

La legge istituisce anche il Fondo per lo sviluppo della produzione biologica, alimentato dal contributo annuale, nella misura del 2 per cento del fatturato dell'anno precedente, dalle imprese titolari dell'autorizzazione all'immissione in commercio di determinati prodotti fitosanitari considerati nocivi per l'ambiente. A tal proposito il testo amplia il novero dei prodotti soggetti al contributo, includendovi quelli il cui codice indica un pericolo di inquinamento per l'ambiente acquatico. Previste sanzioni in caso di mancato pagamento del contributo.

Il testo istituisce il Tavolo tecnico per la produzione biologica, al quale viene affidato il compito di delineare indirizzi e definire le priorità per il Piano d'azione nazionale per l'agricoltura biologica; esprimere pareri sui provvedimenti di carattere nazionale ed europeo; proporre attività di promozione; nonché individuare strategie per favorire l'ingresso e la conversione delle aziende convenzionali al biologico. L'Autorità nazionale in materia è Mipaaf, chiamato a svolgere attività di indirizzo e di coordinamento a livello nazionale per l'attuazione della normativa europea, mentre le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano sono individuate come autorità locali, chiamate a svolgere le attività tecnico-scientifiche ed amministrative di settore.
“Una giornata storica - l’ha definita il sottosegretario al ministero dell’Agricoltura Francesco Battistoni - Con l’approvazione della legge saremo in grado di dare un ulteriore impulso al comparto grazie alle novità introdotte, come il marchio biologico, la definizione giuridica dei distretti bio e la legge delega al Governo per la revisione della normativa in materia di armonizzazione e razionalizzazione sui controlli. L’Italia è seconda a livello mondiale, dietro soltanto agli Stati Uniti, per prodotti biologici esportati”.

Soddisfazione condivisa da FederBio, AIAB, AssoBio, Associazione Biodinamica e AssocertBio. Secondo le quali l’impegno unitario mostrato “ha consentito di ottenere un grande risultato che, nonostante gli innumerevoli attacchi strumentali e gli argomenti utilizzati per screditare la biodinamica e cercare d’indebolire tutto il settore del biologico, ha permesso di approvare il testo di legge. Questa norma – continuano le associazioni del Bio - attesa da oltre 15 anni, è essenziale per sostenere la conversione agroecologica, consentendo anche all’Italia di avvalersi del sostegno economico dedicato a questa agricoltura sostenibile certificata per far crescere il settore sia in termini di produzione che di consumi. Grazie a questa legge il biologico può diventare il motore di rilancio dell’intero comparto agroalimentare. L’Italia ha una forte vocazione al biologico, che va incrementata e valorizzata con investimenti in ricerca, innovazione, formazione e comunicazione per continuare ad essere leader tra i Paesi europei che stanno investendo fortemente in questa forma di agricoltura che tutela l’uomo e l’ambiente, oltre a creare concrete opportunità di occupazione per i giovani e le donne”.

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