
Secondo i dati della Regione, torna in positivo il controvalore esportato (1,8 miliardi di euro) dalla più grande area vitivinicola italiana.
Dopo il lungo periodo di stallo causato dalla pandemia, il mercato del vino veneto mostra torna a crescere spinto da delle esportazioni che nel terzo trimestre del 2021 mostrano un +8,6% rispetto al pari periodo del 2019, per complessivi 1,8 miliardi di euro di controvalore e un peso complessivo del 34,8% sul totale export nazionale. Il Veneto si conferma così la regione italiana che esporta più vino davanti a Piemonte (884 milioni) e Toscana (815 milioni).
Un dato fornito dalla Regione Veneto che, se confermato, negli ultimi tre mesi dell’anno comporterebbe un superamento del controvalore 2020, fermatosi a 2,245 miliardi di euro, al cui raggiungimento hanno concorso il vino in bottiglia (56,9% del totale dell'export di vino regionale), seguito da spumante (37,7%), vino sfuso (3,7%) e bag-in-box (1,8%). Le restrizioni sanitarie dovute al Covid-19, con lo stop forzato agli eventi e le chiusure del canale horeca hanno fermato nel 2020 vendita dei vini spumanti veneti all'estero, con un calo sia di volumi (-1,6% nel 2020 rispetto al 2019), sia di valore (-7,6%). Di contro il lockdown ha fatto crescere il commercio di bag-in-box (+25,6%). A livello di mercati nel 2020 è diminuito il valore delle esportazioni verso Stati Uniti (-8,2%) e Regno Unito (-12,1%) mentre sono cresciute quelle verso la Germania (+3,3%).
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