
In un locale scavato a 2.000 metri di altezza Unimont monitora l’impatto del freddo sulle caratteristiche di 200 bottiglie di vino.
Un accordo tra Consorzio Pontedilegno-Tonale, Consorzio Vini Valcamonica, Cantina Bignotti e Unimont ha portato alla realizzazione di una cantina di ghiaccio a 2.000 metri di quota. Qui 200 bottiglie completeranno il loro invecchiamento, con l’obiettivo di comprendere come cambiano le qualità organolettiche del vino e individuare tecniche di viticoltura sostenibile. La supervisione scientifica è stato affidata a 'Unimont: Università della Montagna' polo dell’Università degli Studi di Milano che ha sede a Edolo, nel comprensorio Pontedilegno-Tonale.
"Verranno effettuate una serie di analisi chimico-fisiche e organolettiche sia sui vini collocati nell’igloo che su quelli lasciati nelle cantine delle aziende in fondo Valle, che consentiranno una prima comparazione necessaria a verificare l’effetto delle condizioni di quota e a meglio orientare la ricerca nei prossimi anni. Il coinvolgimento dei ricercatori e degli studenti del polo Unimont in questa esperienza è in piena coerenza con la 'mission' della sede decentrata della Statale di Milano, ovvero trasformare le specificità dei territori montani in punti di forza anziché elementi di debolezza grazie ad approcci innovativi e collaborazioni strategiche con le forze territoriali, dalle imprese agli Enti locali, alla popolazione residente e ai turisti", spiega Anna Giorgi, responsabile di 'Unimont-Università della Montagna' sede di Edolo dell’Università degli Studi di Milano.
"Questo studio si affianca ad altri, attualmente in essere, tutti volti a valorizzare i prodotti enologici della Valcamonica e questo anche attraverso l'utilizzo delle elevate specificità di questa Valle. Questa innovativa modalità di affinamento dei vini, se ben utilizzata, potrebbe consentire la realizzazione di vini dalle qualità uniche grazie allo strettissimo legame con il proprio 'terroir' e innovando il millenario 'savoir-faire' dei viticoltori camuni", aggiunge Lucio Brancadoro, docente di Viticoltura dell'Università degli Studi di Milano.
Durante la prossima stagione estiva i risultati saranno aperti anche agli ospiti che trascorreranno le proprie vacanze nel territorio camuno e avranno l’opportunità di scoprire le peculiarità e le caratteristiche della viticoltura locale. "Il turismo può essere una straordinaria fonte di conoscenza di un territorio e dei suoi prodotti. L’ambito agricolo a sua volta può essere un valido alleato delle strategie turistiche - spiega Michele Bertolini, direttore del Consorzio Pontedilegno-Tonale - Riteniamo quindi che unire questi due comparti possa rappresentare un’ottima occasione di sviluppo economico rispettoso però delle peculiarità locali e del nostro ecosistema".
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