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Pertinace gioca la carta delle menzioni geografiche

di Elena Morganti | 27 Gennaio 2022

Degustazione di due etichette frutto dei vigneti coltivati dai conferitori nelle aree Nervo e Marcarini, dai quali emerge la specificità di terreni molto differenti.

Dal 1973 la cooperativa Pertinace è custode della tradizione vinicola piemontese più pura”. È questa la premessa con cui Pertinace si presenta al pubblico.

Situata a Treiso – uno dei 4 comuni del Barbaresco Docg – con i suoi 110 ettari e 20 soci rappresenta una realtà importante nei numeri, ma manifesta anche una vocazione alla valorizzazione delle MGA più caratteristiche: Nervo e Marcarini. Sebbene i vigneti risultino poco distanti geograficamente e vengano seguiti processi di vinificazione analoghi, queste menzioni geografiche aggiuntive si traducono in vini con personalità differenti, simbolo della grande eterogeneità del territorio Piemontese.

L’annata 2018 è stata vissuta come ideale in termini di sanità delle uve per la produzione di vini equilibrati e con una predisposizione all’invecchiamento.

Barbaresco Nervo 2018
Questa etichetta nasce da un piccolo appezzamento di 3,30 ettari ubicato all’interno di una delle MGA storiche del comune di Treiso. La particolarità e il pregio di questi vigneti, che si sviluppano orizzontalmente lungo il crinale della collina, risiedono nella combinazione di forti pendenze, esposizione a pieno sud, altitudine e terreni marnoso calcarei che contribuiscono alla complessità e alla struttura del vino.

La tecnica di vinificazione punta mettere in evidenza le caratteristiche distintive. La fermentazione a contatto delle bucce si prolunga per 12-15 giorni, con frequenti rimontaggi ed energiche follature. Dopo 40 giorni di cappello sommerso viene effettuata la fermentazione malolattica, che precede i 18 mesi di affinamento in botti grandi di rovere di Slavonia.

Il risultato è un vino rosso rubino scuro, ma di bella trasparenza, con un bouquet che parla di piccoli frutti a bacca scura, ribes nero, mirtillo, lampone, more, tra sbuffi di pepe, venature lievemente ematiche, accenni di cuoio e liquirizia. In bocca richiama il frutto con un sorso succoso, increspato da una trama tannica compatta e levigata, che sfuma con grazia verso un finale speziato.

Barbaresco Marcarini 2018
Dai vigneti di Marcarini, i conferitori di Pertinace curano un piccolo appezzamento di 3,6 ettari dove si ritrovano le pendenze, ma il terreno vede un’alternanza di marne a strati sabbiosi che le viti sfruttano per andare in profondità con le radici. I Barbaresco che ne derivano sono profumati ed eleganti. Anche per questa etichetta la vinificazione prevede una macerazione di oltre 40 giorni a cappello sommerso in acciaio e affinamento di 18 mesi in botti grandi di rovere di Slavonia.

Il Marcarini presenta nel calice un rosso rubino scuro e lucente. Al naso dominano note ematiche e balsamicità. Aromi di piccoli frutti rossi, susine e lampone, note di grafite. Il palato è austero, fresco e verticale, dalla bella sapidità e dai toni di tè nero e spezia scura, pepe nero e sandalo, con ritorni di sentori ematici avvertiti all’olfatto. Bella la sensazione tattile del tannino, che seppur ancora giovane, conduce il sorso con grazia fino a un finale che scalda e permane a lungo con ricordi balsamici di alloro.

 

 

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