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Poderi Greco, scommessa ‘in purezza’ tra il massiccio del Pollino e il mar Ionio

di Elena Morganti | 26 Gennaio 2022

Assaggi delle tre etichette della piccola realtà calabrese, tra vitigni autoctoni e un rosé a base cabernet sauvignon.

Un’avventura cominciata da poco, appena dopo il 2010, quando Giuseppe Porco e la moglie, Emilia Lauria, provenienti da una famiglia di viticoltori, decidono di inseguire un sogno e investono nei terreni di proprietà in Contrada Stragolia Piccola di Spezzano Albanese (Cosenza), impiantando vigneti per produrre i propri vini.

TRA AUTOCTONI E CABERNET SAUVIGNON
La superficie vitata di Poderi Greco copre oggi 3 ettari, che rientrano nei terreni della Dop Terre di Esaro. I vigneti sono impiantati su terreni esposti a sud-ovest, a circa 150 metri sul livello del mare, con una piena insolazione e influenzati dal vicino Massiccio del Pollino e dalla valle dell’Esaro, che attraversa la vicina piana di Sibari per sfociare nel mar Ionio. Lo si scorge verso est.

Sono tre i vitigni su cui si è scelto di puntare e tutti e tre vinificati in purezza, a partire dal rosso magliocco e dal bianco montonico, autoctoni del territorio, fino al cabernet sauvignon, utilizzato per produrre il rosé. E l’idea per le varietà indigene è proprio quella di valorizzarle senza tagli con varietà alloctone, “La scelta dei vitigni è frutto della volontà di affermare le produzioni locali mediante la lavorazione di due autoctoni fortemente radicati – dice Giuseppe Porco -, ma anche dalla voglia di sperimentare puntando su un prestigioso vitigno internazionale notoriamente molto rappresentato nelle regioni del centro-nord ma adattabile a climi diversi”.

La conduzione dei vigneti è a regime biologico certificato e l’impostazione sostenibile si rifletterà anche sulla nuova cantina, al momento ancora in fase di progettazione. Per la vinificazione e l’imbottigliamento, l’azienda si affida al momento a un produttore di fiducia della zona.

ENOTURISMO A SISTEMA CON IL TERRITORIO
Poco lontano si trova il Parco Archeologico Torre del Mordillo, un’importante sito con ritrovamenti che attraversano un lunghissimo arco di tempo, dalla necropoli dell’Età del Ferro (I millennio a.C.) ai resti dell’Età Ellenistica, fino alla torre medievale. Un’opportunità anche per le visite in azienda, che – pur non potendo ancora proporre tour della cantina – mette a sistema i vigneti con l’offerta culturale della zona. “La nostra piccola azienda si conosce con il passaparola – dice Emilia Lauria – abbiamo già la possibilità di ospitare i visitatori in vigna con passeggiate, tour in bicicletta e piccole escursioni fino a Torre Mordillo”. E aggiunge, “siamo in procinto di avviare una collaborazione con aziende del luogo, ricettive e della ristorazione, per offrire visite guidate ai vigneti nell’ambito di un più ampio progetto di enoturismo finalizzato alla valorizzazione delle specificità regionali”.

NOTE DI DEGUSTAZIONE
Andromaca, Calabria Igp Bianco 2019
Uvaggio: 100% montonico bianco
Vinificazione: macerazione a freddo per circa 24 ore, fermentazione a basse temperature
Affinamento: riposo in acciaio per 6 mesi e 2 mesi in bottiglia

Giallo paglierino tenue e lucente. Naso mielato e di polline, pesca gialla matura, fiori di campo sotto il sole e santoreggia. Palato fresco e morbido, dai ritorni di fiori e con una salinità che esplode a metà sorso per riempire la bocca e lasciare in chiusura sensazioni amarognole e di sassi caldi e bagnati. Una bella espressione di questo vitigno.

Donnada, Calabria Igp Rosato 2019
Uvaggio: 100% cabernet sauvignon
Vinificazione: macerazione a freddo per circa 24 ore, fermentazione a basse temperature
Affinamento: riposo in acciaio per 6 mesi e 2 mesi in bottiglia

Aranciato, con bei riflessi ramati. Il naso parla di dolcezze, rabarbaro, gelée al lampone e sfumature lievi di glicine. Il sorso è caldo e voluminoso e vive di una salinità diffusa che si apre subito sul palato per poi sfumare lasciando ricordi liquorosi.

Hector, Calabria Igp Rosso 2019
Uvaggio: 100% magliocco
Vinificazione: macerazione a freddo per circa 36 ore, fermentazione a una temperatura tra i 24 e i 30° C.
Affinamento: riposo in acciaio con micro ossigenazione e poi 2 mesi in bottiglia

Rosso purpureo scuro e profondo. All’olfatto chiama ricordi di piccoli frutti, mora, lampone, ribes, amarena e sfumature di sottobosco e humus. Il sorso è morbido e riscalda portando con sé sensazioni fruttate e un tannino setoso e voluminoso. Chiude lasciando ricordi di erbe appena raccolte.

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