
Al ricercatore del CREA-VE il compito di traghettare nel futuro la denominazione a base prosecco coltivata sulle colline patrimonio Unesco.
Sarà Diego Tomasi il nuovo direttore del Consorzio Conegliano Valdobbiadene. A stabilirlo il Cda dell’ente veneto, che sin dalle prime ore dell’elezione della nuova Presidente Elvira Bortolomiol, lavorava a questo obiettivo. “Siamo estremamente soddisfatti di questa nuova nomina. Il Consiglio ha dedicato i primi mesi del mandato alla ricerca di una figura che potesse ricoprire questo importante incarico - annuncia la presidente Elvira Bortolomiol - Molte sono le sfide che dobbiamo affrontare da qui a breve, il profilo autorevole del dott. Diego Tomasi e la sua conoscenza della denominazione, uniti alla sua competenza scientifica, saranno i punti di forza su cui basare il lavoro che ci aspetta”.
Ricercatore del CREA-VE, da oltre venti anni impegnato nello studio del terroir della Denominazione, Tomasi è stato recentemente insignito della menzione speciale da parte in ambito OIV - Organisation Internationale de la Vigne et du Vin per l’ultima opera pubblicata sull’origine della qualità del vino Conegliano Valdobbiadene. “Sono pronto ad impegnarmi accanto alla Presidente e a tutto il Consiglio di Amministrazione motivato soprattutto dalla competenza dei miei nuovi colleghi, da una precisa visione futura della denominazione e dal prestigio del ruolo che vado a ricoprire".
“Clima, suoli, qualità delle nostre uve, tradizione, impegno umano, paesaggio, sono alcuni degli elementi che andranno sempre più studiati e valorizzati - spiega il nuovo direttore - per portare su un piano ancora più alto il consenso internazionale del nostro vino. Mi appassiona molto l’idea di poter mettere a disposizione del Consorzio, quindi della Denominazione, la mia esperienza scientifica in particolare per affrontare le tematiche derivanti dal cambiamento climatico, dalla necessità di raccogliere nel miglior modo possibile le sfide green imposte dalla comunità europea, dal saper divulgare gli elementi di unicità delle nostre colline in primis le splendide Rive. Il paesaggio infine - conclude - un tema che è sempre stato oggetto dei miei studi, si coniugherà con il riconoscimento Unesco per elaborare insieme all’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, strategie di monitoraggio, accoglienza e di valorizzazione nel rispetto delle indicazioni per la sua gestione”.
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