
Diminuiscono i quantitativi raccolti nella Docg alle pendici del Monte Amiata, segnata da un forte calo della piovosità.
Con la raccolta del Sangiovese nelle aree più alte della Denominazione è terminata la vendemmia nel Montecucco, con una produzione spinta al ribasso dalle difficili condizioni climatiche ma una qualità che il Consorzio di tutela definisce eccellente.
La raccolta appena conclusa giunge al termine di un’annata difficile, apertasi i primi di aprile con una forte gelata cui è seguito un maggio particolarmente freddo e un’estate segnata da fenomeni di stress idrico. Proprio la siccità è l’elemento caratterizzante la vendemmia 2021, con la piovosità annua pari a 204 mm di pioggia a fronte di una media ventennale di 450 mm.
“Andiamo sicuramente verso Sangiovesi da lungo invecchiamento - dichiara il presidente del Consorzio Montecucco Giovan Battista Basile - Siamo più che soddisfatti dell’ottimo stato fitosanitario dell’uva portata in cantina, nessuna traccia di peronospora né di oidio, a parte qualche lievissimo accenno a inizio luglio ma subito rientrato grazie alle temperature estive molto calde. A favorire questi risultati è soprattutto il lavoro ‘pulito’ in vigna che è proprio del DNA della nostra Denominazione, di cui l’85% delle aziende è certificato Bio, e che aiuta senz’altro a rendere le nostre viti particolarmente resistenti. L’impegno dei nostri produttori parte infatti dalle buone pratiche agronomiche, come la lotta biologica e l’utilizzo di prodotti naturali, fino ad arrivare a studi volti al miglioramento e all’innovazione in collaborazione con importanti centri di ricerca”.
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