
Con la decisione di immettere sul mercato le ultime giacenze accantonate lo scorso anno, sembra chiudersi definitivamente per la Denominazione gardesana la fase pandemica.
In corrispondenza del periodo di maggiore consumo del bianco gardesano, il Consorzio Lugana ha deciso di rendere disponibile anche il restante 50% delle riserve della scorsa vendemmia, circa 8.900 hl di vino, completando così la prima manovra di sblocco decisa lo scorso maggio. Alla base di questa decisione i grandi risultati commerciali ottenuti nel corso dell’anno dal Lugana Doc, testimoniati dalla crescita, su base annua, di quasi il 20% degli imbottigliamenti nel corso dei primi sei mesi dell’anno e del prezzo medio del vino sfuso, a sua volta aumentato del 93% e oggi pari € 2,60-3,00.
“A fronte di questi dati, il cda ha ritenuto opportuno liberare tutto il vino posto a stoccaggio, anche per alleviare l’attuale pressione sulle giacenze e permettere alle aziende una più agevole programmazione delle vendite - spiega il presidente Ettore Nicoletto - E’ una decisione a cui siamo giunti con grande naturalezza, quasi inevitabile a fronte dell’inversione di tendenza dopo il difficile 2020, e che va nell’ottica di rispondere alla crescente domanda di vino da parte dei consumatori, dando allo stesso tempo valore e il giusto riconoscimento al Lugana Doc e all’intera filiera, dal prezzo dell'uva, del vino, fino alla bottiglia”.
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