Vinonews24
Degustazione delle referenze (più spesso campioni di botte o in affinamento) della Docg di Montefalco che mostrano il volto sfaccettato della denominazione.

Sagrantino, un’Anteprima nel segno dell’evoluzione

di Lucia Immacolata Migliaccio | 21 Giugno 2021

Degustazione delle referenze (più spesso campioni di botte o in affinamento) della Docg di Montefalco che mostrano il volto sfaccettato della denominazione.

Tre, due, uno… finalmente si riparte! Con la Kermesse “Anteprima Sagrantino 2017”, un viaggio liquido condotto dall’autoctono di Montefalco.

Le filosofie dei 72 produttori mostrano un panorama enologico piuttosto variegato: chi si spinge in un’espressione enologica destinata ai mercati internazionali, chi resta affezionato allo stile crudamente vigneron; alcuni si affidano alla magia delle barrique, anche nuove, per ingentilire le asperità tanniche, altri usano vasche di cemento per far esaltare fruttato e freschezza, altri ancora sono diventati ortodossi per l’anti SO2, e non manca chi mira ad essere più bio che si può.

Le nuove generazioni di giovani vignaioli, poi, diventano sempre più protagoniste.

Le vigne, incastonate sui colli da cui tutto parte per la realizzazione dei potenti vini della zona, rendono il paesaggio assolutamente unico e fanno da cornice a borghi storici di struggente bellezza. Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Castel Ritaldi e Giano dell’Umbria, i 5 comuni della Docg Sagrantino di Montefalco, sembrano la sintesi perfetta tra uomo e natura, capaci di fondersi e confondersi con l’ambiente che le accoglie.

Il vitigno è caratterizzato da ingente patrimonio ricco di zuccheri e polifenoli, che consegna vini virili, dal tannino imponente, croce e delizia di ogni viticoltore. Quel che emerge dal calice è però l’espressione della vigna, di una storia che inizia nella terra e arriva alla tavola: accanto al grado alcolico e al tannino complesso di questo scuro, quasi oscuro vino, si devono menzionare gli aromi ricchissimi – frutto dei numerosi metaboliti sintetizzati nella buccia spessa irradiata dal sole – e degli zuccheri importanti, nonché delle sostanze che si sviluppano nei mesi di maturazione. Il sagrantino, infatti, deve riposare per 33 mesi, di cui almeno 12 in legno per ammorbidire i tannini e integrare gli aromi tipici del vitigno.

Il vino è espressione suprema del savoir faire umano, è interpretazione di una annata (delle sue piogge o della sua siccità). La 2017 è stata valutata 3 stelle, anche se alcuni produttori hanno dimostrato di riuscire a tirare fuori dei vini con grandi ambizioni e potenziale. E un po’ di cauto, ma sano ottimismo non guasta mai.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

L’assaggio dei Sagrantino emoziona per le sue potenzialità e impressiona per la sua identità. Opulenza ed eleganza spesso si mescolano e confondono, quasi a farsi beffe dei capricci delle annate. È il sagrantino a dettare le regole del gioco. E nel vino trovano una sintesi i suoli di matrice argilloso-calcarea, il clima con caratteri mediterranei che accompagna la lenta maturazione e tanti agricoltori che sanno leggere i segni di questa terra forse ancor prima di saper camminare. In una parola, il sagrantino è terroir, puro, semplice ed unico. Non c’è uno stile né una moda nei molti vini assaggiati, talvolta assai diversi tra loro. C’è semplicemente amore, terra, lavoro e fortuna per questi grappoli di sagrantino.

ADANTI

Montefalco Sagrantino Arquata (campione di botte)

Nelle zone collinari di Arquata e Colcimino, Daniela e Donatella Adanti, conducono l’azienda in continuità con l’eredità paterna.

Pochino scomposto in partenza, l’effetto tannico imprime uno strappo tattile, energizzata da una sensazione fruttata di prugnolo selvatico; per il corroborante flusso carico dell’alcol, il palato non perde lubrificazione e riesce ad allungarsi con leggiadra persistenza.

ANTONELLI

Montefalco Sagrantino (in affinamento)

Nella sottozona di San Marco, ad un’altitudine media di 350 metri sul livello del mare e su suoli ricchi di calcare e argilla, gli impianti di sagrantino arrivano a toccare anche i trent’anni d’età.

I gradi di alcolicità sono perfettamente sostenuti dalla tannicità e dalla struttura virile. Veste un rosso rubino intenso, vivo ed impenetrabile, grazie alla lunga fermentazione sulle bucce. Al naso sorprende con note di prugna, ciliegie sotto spirito, fragole macerate e confettura di mirtillo. La frutta è avvolgente, ma non troppo dolce e si unisce a cenni balsamici e verdi di liquirizia.

ARNALDO CAPRAI

Montefalco Sagrantino Valdimaggio + Collepiano

Tradizione, innovazione e territorio sono gli elementi che definiscono l’identità dell’azienda, e che trovano una sintesi nell’attività di ricerca agronomica ed enologica

Valdimaggio è intenso e corposo e svela un profilo olfattivo ricco dalla base di frutta rossa, in confettura a cui si affiancano tocchi di grafite. In bocca, il sorso è possente e continuo, dal grip tannico importante, che regala una beva avvolgente e compatta.

Collepiano ha un impatto gustativo piacevole ed equilibrato, il tannino è potente, smussato dal legno e rimandi fruttati e speziati incisivi.

AGRICOLA MEVANTE

Montefalco Sagrantino (in affinamento)

Antonella e Paolo Presciutti si sono avvicinati al vino da appassionati e in breve tempo hanno trasformato la passione in lavoro e oggi fare vino è il loro mestiere. I vigneti sono impiantati a Bevagna, circa 250 metri slm.

La versione in degustazione presenta un bell’equilibrio, piacevole, pieno. L’abbondante dotazione calorica è compensata da una solida struttura.

BENEDETTI & GRIGI

Montefalco Sagrantino (campione di botte)

Sulle argillose colline di Montefalco, nasce la cantina condotta da Umberto e Daniele, amici con un amore incondizionato per il territorio umbro.

Robusto, muscoloso e battagliero. Ma anche civilizzato dalla sua tessitura e dal suo bouquet.

BOCALE

Montefalco Sagrantino (campione in affinamento)

Bocale è il termine dialettale che sta ad indicare il boccale da due litri di vino o olio, ma, soprattutto, l’appellativo con cui viene identificata da sempre questa famiglia di Montefalco.

Il ricco ventaglio olfattivo che propone in maniera composta aromi intensi di frutti a bacca nera, impreziositi da soffi balsamici, passa il testimone a un assaggio vigoroso e rotondo, con la generosa dotazione alcolica perfettamente integrata ed una batteria di tannini risoluti, della prerogativa di longevità. Identitario e sincero.

COLLE CIOCCO

Montefalco Sagrantino (campione di botte)

Il nome è il toponimo del colle, alle porte di Montefalco, su cui sorge l’Agricola Spacchetti: gli ettari dedicati al sagrantino sono 8.

Rubino denso e vivace, introduce la giovanile e composta dotazione olfattiva con lampone in evidenza. Avvolgente, con tannino presente, lascia un persistente ricordo fruttato.

COLPETRONE, TENUTE DEL CERRO

Montefalco Sagrantino Memoria

Composta da 5 tenute tra Umbria e Toscana, Colpetrone fu fondata nel 1995 a Gualdo Cattaneo. Il sagrantino in degustazione è orgogliosamente intenso, il sorso che non mostra alcuna timidezza nel distinguersi per corpo, ritmo e un tannino tutto da assaporare per apprezzare appieno il ritorno fruttato.

DI FILIPPO

Montefalco Sagrantino Etnico + Montefalco Sagrantino Di Filippo (campioni di botte)

La filosofia dell’azienda biodinamica Di Filippo è molto semplice: rispettare le caratteristiche di ogni singola vigna e mantenere la personalità del vitigno nel calice. Nessuna manipolazione.

Rosso rubino intenso, dispensa intensi profumi fruttati e speziati. Nella fase gustativa di mostra energico e tenace, con la tipica irruenza della tannicità ben presente.

Il secondo campione è rubino con riverberi porpora. Intenso, articolato e goloso al naso con dei toni di lamponi, mirtilli, amarene. Decisa in bocca la vena tannica, un po’ caldo nell’insieme ma capace di riproporre gli aromi del naso in corrispondenza.

FATTORIA COLLEALLODOLE

Montefalco Sagrantino + Montefalco Sagrantino Colleallodole (campioni in affinamento)

La storia della cantina, iniziata alla fine degli anni 60, una delle realtà più radicate della storia del sagrantino.
Stile ruvido e tradizionale per il primo campione.

Nel secondo, l’essenza olfattiva è così concentrata che è preferibile far respirare il vino nel bicchiere: si scopre un sottobosco di humus, menta piperita. Tannino gagliardo, quasi ferreo, con molta densità ed un contorno finale dai profumi retronasali di frutta scura.

FATTORIA COLSANTO

Montefalco Sagrantino (campione di botte)

È la cantina umbra dell’azienda Livon: tecniche e sapori provenienti dal Friuli, si uniscono al territorio del sagrantino, da circa un ventennio.

Rubino con tratti violacei, evoca percezioni di confetture di more e prugne. Piglio caldo e buona dose di tannicità.

FATTORIE LE MURA SARACENE – GORETTI

Montefalco Sagrantino (campione in affinamento)

I vigneti Goretti sono situati nel cuore dell’Umbria, appena fuori la città di Perugia, nelle terre di Pila.

Del campione in affinamento, al naso gli aromi si presentano con educazione tendendo la mano. Al gusto è “sulle sue”, tutto è raccolto a centro bocca a congegnare un’inflessibile durezza, mentre il tannino vigoroso impone una certa baldanza in ingresso.

ILARIA COCCO

Montefalco Sagrantino Phonsano

Dopo studi ed esperienze lavorative all’estero, Ilaria non ha resistito al richiamo della terra natia e, nel 2008 prende vita l’azienda, adagiata sul pendio del colle di Montefalco. Tre ettari di vigneto dotano al calice ambizione e precisione: le premesse ci sono fin dalla annata che assaggiamo in questo contesto, decisamente giovane ma con grande potenziale.

Avvolgente, con tannino presente, lascia un persistente ricordo fruttato.

LA VENERANDA

Montefalco Sagrantino

“Veneranda” era soprannominata Maria Aloisa, proprietaria dell’azienda all’inizio del 1800, donna di grande cultura e saggezza. Ancora oggi azienda è condotta da donne, impegnate nella valorizzazione dei vini del territorio.

Rubino con riflessi porpora. Olfatto deciso con toni di amarene, corbezzolo e humus. Vivace e dinamico all’assaggio, ricco di ritorni fruttati, è caratterizzato da tannino importante.

LE CIMATE

Montefalco Sagrantino (campione di botte)

Da 10 anni, Paolo Bartoloni si dedica alla viticultura, scegliendo di denominare il suo progetto “Le Cimate”, ispirandosi al nome della zona collinare in cui si trova la cantina.

Presenta una veste rubino e l’impatto olfattivo stordisce quasi con la sua opulenza, incardinata su frutto e spezie. L’assaggio in bocca è potente ed avvolgente, con sensazioni piene, alternate ad un tannino imponente e vibrante.

LUCA DI TOMASO

Montefalco Sagrantino (campione di botte)

Concretizzare un sogno e rendere la grande passione per l’agricoltura sostenibile e per i vini, un lavoro”. Così nasce l’azienda biologica, sulle colline di Montefalco, piccola ma con grandi obiettivi, diretta da Luca, giovane vignaiolo.

Il colore è invitante, luminoso rubino con lampi porpora. Soggioga l’olfatto per complessità ed eleganza da fuoriclasse. Sa di mora, prugna, cardamomo e fruscii minerali. Bocca apparentemente austera, tannica e sapida capace di volgere in un lampo verso delicatezza ed armonia.

LUNGAROTTI

Montefalco Sagrantino

Se da una parte, il nome ha un aulico prestigioso, dall’altra mantenere prestigioso il nome non è facile perché ha sempre tutti gli occhi puntati. Ed invece l’azienda, fondata da Giorgio Lungarotti, pioniere della moderna enologia italiana, oggi prosegue il suo cammino incentrato su una produzione di qualità, nel segno della sostenibilità, grazie all’impegno, la passione e la competenza delle figlie e nipoti.

Palato ricco di succo, dal tannino intransigente. Manifesta la vocazione aziendale all’equilibrio ed alle sfumature: il tannino contrasta le densità, il soffio alcolico è ben integrato, il finale si nutre di un crescendo di spezie.

MONTIONI

Montefalco Sagrantino

L’azienda, fondata nel 1972 e oggi alla quarta generazione, comprende 12 ettari tra vigneti, uliveti e culture cerealicole.
Color rubino, il sagrantino in degustazione mostra ritorni imprecisi.

Al sorso è morbido in attacco, ancora aggressivo nel tannino, in lieve debito di acidità.

MORETTI OMERO

Montefalco Sagrantino + Montefalco Sagrantino Vignalunga (campione di botte)

I vigneti sono tra i più alti della denominazione Montefalco e hanno esposizione a nord-est. La produzione della famiglia Moretti conserva uno stile radicato nella tradizione contadina, esprimendosi con vini genuini e profondamente legati alla terra.

Rosso rubino con lampi porpora, nel primo campione il calore si dilata al sorso mettendo in evidenza un tannino vigoroso e una fugace freschezza. Al naso, sfilano una serie di profumi che vanno dalla mora al mirtillo al tabacco. Il finale riprende il tono olfattivo caldo, caratterizzando la persistenza.

Il Vignalunga rosso, rubino tenebroso, è avvolgente al palato con ricchezza del fruttato. Il grip tannico è potente ma non danneggia la salivazione, un tratteggio balsamico e speziato da lunghezza al finale.

PERTICAIA

Montefalco Sagrantino (campione di botte)

Situata nel cuore pulsante di Montefalco, l’azienda Perticaia coniuga un radicale legame al territorio e alle tradizioni (il nome perticaia è l’arcaico di aratro) ad un impianto e delle pratiche enologiche moderne ed efficienti. Tecniche agronomiche biologiche, volte alla salvaguardia del terroir, restituiscono vini che procedono ad affinamenti lenti e misti capaci di esaltare le doti indomite ma anche sagge del sagrantino.

Il rosso profondo conserva note di frutti disidratati e foglie aromatiche mentre il lungo aroma che accompagna il sorso restituisce l’immagine romantica della preparazione di confetture.

PARDI

Montefalco Sagrantino (campione in affinamento)

I fratelli Pardi sono i protagonisti di una storia iniziata nel 1919, dai bisnonni. La Cantina, infatti, racconta la storia di legami familiari sul territorio. Pervasa dall’essenza della terra che abita, radicata con il cuore e con la testa, con l’istinto, ma anche con conoscenza e consapevolezza.

Un sagrantino concentrato, molto classico nei profumi, senza sprizzare ampiezza, accattivante ma lineare, così anche al palato, dove il tirannino affonda senza energizzarsi, la sponda retroattiva si carica di un ventaglio fruttato, speziato e tostato e si allunga in persistenza.

PLANI ARCHE

Montefalco Sagrantino + Montefalco Sagrantino Apoca (campioni in affinamento)

Sui Colli Martani, i vignaioli Roberto ed Elena conducono la propria azienda biodinamica: la lavorazione del vino segue le tradizioni ma in una struttura moderna.

Apoca, ha tinta rubino scuro, effetto odoroso di piccoli frutti a bacca scura e viola mammola. ll calore si dilata al sorso mettendo in evidenza un tannino vigoroso, una fugace freschezza e delicata sapidità. Il finale riprende il tono olfattivo caldo, caratterizzando la persistenza.

Il secondo campione, pur in un contesto austero, c’è una certa varietà nelle sfumature. All’assaggio ha sviluppo esitante, ruvido per dovizia di estratti e rigido nel tannino, sfuma sciorinando un’energetica persistenza sapida dando tuttavia l’idea di un mezzo pesante che pigramente vada a regime.

ROMANELLI

Montefalco Sagrantino Terra Cupa (campione di botte)

Fondata nel 1978, questa realtà produttiva familiare debutta nel mondo del vino solo in tempi recenti con il giovane Devis Romanelli: la sua energia è fondamentale.

L’esplosione fruttata del sagrantino è immediata e ricca di piccoli frutti a bacca scura, mora di rovo e gelso, ribes; un tocco di oliva verde può impreziosire la parte mentolata. I tannini creano un effetto astringente e il sorso sembra increspato, tanto che inizialmente può stordire le papille gustative per il nerbo delle durezze. Inizia poi ad essere meno scontroso, aprendosi.

SCACCIADIAVOLI

Montefalco Sagrantino

Nell’azienda, storie di diverse famiglie, si sono intrecciate nel tempo, dando oggi alla quarta generazione della famiglia Pambuffetti la voglia di continuare a crescere in questa meravigliosa avventura. I terreni si trovano a 400 metri di quota, prevalentemente argillosi-lacustri.

Rubino denso e vivace. L’ampio bouquet con bacche di mirto, su sottofondo leggermente balsamico, si incarna in una dinamica gustativa elegante, con un finale lungo. I tannini ancora vigorosi e una buona freschezza lasciano intravedere un buon potenziale evolutivo.

TABARRINI

Montefalco Sagrantino Colle Grimaldesco + Montefalco Sagrantino Colle alle Macchie + Montefalco Sagrantino Campo alla Cerqua (campioni in affinamento)

Giampaolo Tabarrini è un’anima vulcanica con l’agricoltura che gli scorre nelle vene. Le vigne sono dislocate in vari appezzamenti e presentano terreni dalle composizioni molto diverse tra loro, così come nelle altitudini che ritroviamo nei diversi cru di Sagrantino che, testimoniano la volontà di porre la denominazione sullo stesso piano dei grandi terroir mondiali. Un unico luogo viticolo raccontato in tutte le sue sfumature da un singolo vitigno.

Colle Grimaldesco, è il sigillo stilistico aziendale: forza e carattere si combinano efficacemente.

Colle alle Macchie, palato succoso, aspro, molto delineato, mordente e senza fronzoli, con un tannino severo e grintoso. Il palato è strutturato e riesce ad allungarsi, chiudendo con una scia di terra e tartufo nero.

Campo alla Cerqua, orgogliosamente intenso è il sorso che non mostra alcuna timidezza nel distinguersi per corpo, ritmo e un tannino tutto da assaporare per apprezzare appieno il ritorno fruttato.

TENUTA ALZATURA

Montefalco Sagrantino (campione di botte)

La storia della famiglia Cecchi risale a tempi molto lontani, precisamente a fine 800 quando venne fondata l’azienda a Castellina in Chianti. È nel 98’ che si concretizza il progetto di acquisire una proprietà a Montefalco e di cimentarsi nella produzione di sagrantino, dedicandoci grande impegno e dedizione.

Viola melanzana, profumi di frutta rossa e nera, matura e carnosa. Al palato l’anima tannica del vitigno si distende in tutta la sua potenza, magistrale il sostegno dell’estratto e dell’alcol. Un evergreen.

TENUTA BELLAFONTE

Montefalco Sagrantino Collenottolo

È il sogno di Peter Heilbron che si realizza: la tenuta si trova a due passi dal piccolo, quanto delizioso borgo di Torre del Colle, in un panorama di grande fascino e vigne dimorano tra i 260 e i 320 metri s.l.m., su terreni argillosi con presenza di formazioni marnose e arenacee. L’approccio è indirizzato alla massima qualità possibile cercando di impattare il meno possibile sull’ambiente durante il processo produttivo.

Al gusto la struttura rilevante si propone con discrezione, disegnando un percorso gustativo coinvolgente, con tannino di considerevole trama, una sapidità a trazione integrale, un lungo finale che sfuma lento su toni di territorialità.

TENUTA CASTELBUONO LUNELLI

Montefalco Sagrantino Carapace (campione di botte)

La tenuta/scultura è stata realizzata per la famiglia Lunelli dall’amico Arnaldo Pomodoro, uno dei maggiori artisti contemporanei: è la prima scultura al mondo nella quale si vive e si lavora, un’opera unica in cui arte e natura, pietra e vino dialogano sottolineando l’eccezionalità sia del contenente sia del contenuto.

Un luminoso rubino introduce un impatto olfattivo di eleganti note di melograno, susine rosse e arancia sanguinella. Pepe e radice di liquirizia.

Silhouette semplice in cui si innestano una buona dose di dolcezza e contributo tannico da non sottovalutare.

TENUTA COLFALCO

Montefalco Sagrantino (campione in affinamento)

Con una estensione di 5,5 ettari, la cantina sorge a Montefalco in località Belvedere, sopra uno dei più suggestivi colli del comprensorio. L’azienda è condotta guardando alla qualità ma anche alla salvaguardia dell’ambiente.

Orgogliosamente intenso è il sorso, che non mostra alcuna timidezza nel distinguersi per corpo, ritmo e i famigerati tannini sono lì sull’attenti, ma sembrano quasi (quasi) domati.

TENUTA DI SARAGANO

Montefalco Sagrantino Saragano (campione in affinamento)

Da una passione comune di due amici, Riccardo Pongelli e Ivan Vincareti, nasce l’azienda, a circa 500 metri slm, a Montefalco. Biologica e tradizionale.

Rosso rubino concentrato, al palato è avvolgente con una purezza tannica eccezionale e zigrinata al punto giusto. Il retrolfatto e i sapori scivolano lunghi sul palato, sorprendendo per la persistenza e dinamicità.

TENUTE BALDO

Montefalco Sagrantino (campione di botte)

I vigneti di sagrantino sono distesi a triclinio in 20 ettari vitati, a Montefalco. L’équipe è giovane, con una passione innata per l’agricoltura e il territorio, mirando all’agricoltura ecosostenibile, con uso di energia pulita e rinnovabile.

L’assaggio in bocca è potente ed avvolgente, con sensazioni piene, alternate ad un tannino imponente. Frutta rossa anche in composta, il pepe nero e i fiori carnosi.

TERRE DE LA CUSTODIA

Montefalco Sagrantino (campione di botte)

A Gualdo Cattaneo, la famiglia Farchioni coltiva vigneti e ulivi da diverse generazioni.

Rubino compatto e vivace, bagaglio aromatico incardinato su frutto e spezie, che si ripropone certamente all’assaggio, dove la generosa dotazione alcolica trova un valido contrappunto in una decisa componente tannica.

TERRE DE’ TRINCI

Montefalco Sagrantino (campione in affinamento)

Terre de Trinci è il nome che la Cantina si è data nel 1992 per sottolineare il suo legame con Foligno e la Signoria dei Trinci, illustre famiglia che condusse queste terre durante un periodo di grande ricchezza.

Un sagrantino concentrato, molto classico nei profumi senza sprizzare ampiezza, accattivante ma lineare, così anche al palato, dove il tannino affonda senza energizzarsi, la sponda retroattiva si carica di un ventaglio fruttato, speziato e tostato e si allunga in persistenza.

TERRE DI SAN FELICE

Montefalco Sagrantino + Montefalco Sagrantino Vinum Dei

3,5 ha, una rimessa nel Comune di Castel Ritaldi, pochi attrezzi e giusto qualche accorgimento per la gestione dei processi. Questi elementi sono più che sufficienti per la costruzione di una vera e propria chicca: passione e divertimento. I vini talmente arcaici da trovarsi catapultati tra le prime linee della modernità: insieme ai produttori che per fare vino usano l’anfora o vecchi torchi o ancora più remote tecniche micenee.

Il primo campione è inafferrabile e non può che nascondersi anche alla strappatura, quando con una leggera riduzione, fa di tutto per non mostrare il suo vero volto, per sembrare un liquido scontroso e poco edonistico. Si deve scardinare pazientemente la resistenza. Le virtù emergeranno con chiarezza, ed il vino inizierà finalmente a parlare. Con grande e pacata eloquenza.

Vinum Dei è un vino golosamente saporito. La firma del vigneron in tonneau e poi in anfora sa di prugna con appendice speziata, tè affumicato e un po’ di oliva nera essiccata e resina di pino. Potente e sciolto al palato, dal tannino al contempo vellutato ed incisivo.

TUDERNUM

Montefalco Sagrantino Fidenzio

Situata alle pendici del Colle di Todi, il sagrantino della storica realtà cooperativa, in bocca sprigiona un sorso tondo e concentrato, di semplice approccio. La zigrinatura tannica è arrotondata dal volume alcolico.

VALDANGIUS

Montefalco Sagrantino Fortunato

Azienda a conduzione familiare da quattro generazioni, nella quale tutti fanno quasi tutto. A Montefalco, in località San Marco, si sviluppano i filari vitati.

Il sorso è morbido, quotidiano, privo di rusticità o asperità che cattura per la sua personalità derivante dalle fermentazioni spontanee.

@2024 - The News 24 Associazione Culturale - Località Le Stiacce 1 - 58044 Cinigiano (GR) - Italia - P. IVA IT01712420536
info@vinonews24.it
magnifiercrosschevron-down linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram