
Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del VCR421 si corona un lavoro ultratrentennale sui vitigni storici firmato Antonio Mastroberardino.
Recentemente un aglianico di origine prefillosserica denominato “VCR421 Antonio Mastroberardino” è stato inserito nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite. Si corona così un percorso di recupero dei vitigni storici iniziato negli anni ’80 da Antonio Mastroberardino, che indusse Hugh Johnson a definire il produttore campano The Grape Archeologist.
“E’ per noi motivo di estrema soddisfazione – dichiara Piero Mastroberardino – il coronamento del lungo lavoro di mio padre Antonio che per anni portò avanti un progetto ambizioso con il primario obiettivo di recuperare le caratteristiche originarie dei vitigni storici della Campania Felix, che per opera dell’uomo, in seguito alle scelte produttive di replicazione del materiale genetico, nel corso dei decenni andavano lentamente mutando. Un vero e proprio viaggio nel tempo che ha visto in questo riconoscimento ufficiale non la tappa finale ma semplicemente un fondamentale punto di svolta. “Redimore”, Irpinia Aglianico Doc, è infatti il primo frutto, in vino, della vinificazione in purezza di questo antico clone rimesso in campo, una traccia importante per proseguire il nostro lavoro di ricerca e sperimentazione sulle radici della nostra viticoltura. Sul piano affettivo - conclude Mastroberardino - affiora la soddisfazione e l’orgoglio di aver condotto a compimento un progetto che riporta nel calice quei caratteri che mio padre aveva conosciuto e amato e che per lui, come per tutta la mia famiglia, rappresentano l’essenza stessa dell’Aglianico”.
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