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Il “guado” della Maremma su due ruote

di Andrea Guolo | 5 Maggio 2021

Tra torrenti e strade di fango, Andrea Guolo e Giambattista Marchetto hanno raggiunto la Maremma e completato le salite sotto la pioggia.

La sesta giornata di Bike&Wine Press – l’ultima impegnativa prima della discesa al mare – si apre sotto i buoni auspici di un sole quasi estivo. E nonostante il Primo Maggio abbia riportato sulle strade della Toscana i motociclisti che per una settimana si erano soltanto intravisti, lasciamo di prima mattina la cantina Salustri in Montecucco pedalando in direzione Scansano.

Nel corso del viaggio, non sono mancati gli imprevisti. La Maremma è un territorio selvaggio e le sue strade non sono da meno! Dopo un primo torrente da oltrepassare con le biciclette, su un guado che possiamo dire di aver superato brillantemente come reporter d’assalto del vino, l’ingresso in una strada provinciale viene salutato con sollievo… che si trasforma in perplessità alla vista di un torrente che scorre letteralmente sopra la superficie stradale. L’esclamazione è automatica: “Maremma inondata!”.

 

Una volta giunti a Scansano, nella cittadina del Morellino ci accoglie Gaia Cerrito, energica fautrice di una hospitality accurata dedicata a ciclo-enoturisti. Sì, perché nel b&b La Morelliana – spinoff della casa vinicola Tenuta Pietramora – rivolge attenzioni specifiche alla dieta equilibrata per chi va in bici e alle esigenze di deposito e ricarica (si sta preparando uno spazio apposito).

Raggiunti dal presidente Bernardo Guicciardini, ci rechiamo alla sede del Consorzio del Morellino di Scansano, dove il saluto ufficiale è seguito da una degustazione dei vini del territorio, con una progressiva valorizzazione del Sangiovese, talvolta spinto in purezza.

Il passaggio successivo porta nel cuore della Maremma vitivinicola. La prima sosta è nella suggestiva Villa Acquaviva di Montemerano dove veniamo accolti in maniera impeccabile da Fabrizio D’Ascenzi, consigliere del Movimento Turismo del Vino della Toscana. Alla bellezza della location e della cantina aziendale si accompagna la qualità dei vini prodotti, tra cui brillano il Vermentino, lo Chardonnay e soprattutto il Morellino di Scansano Docg Bracaleta. Notevole anche l’olio extravergine di oliva prodotto dalla tenuta, che opera ad alto livello nell’hospitality.

Il tasting outdoor è un valore aggiunto per Capua Winery. Purtroppo il tavolo esterno vista colline allestito dall’azienda di proprietà di Riccardo Capua, avvocato milanese che ha lasciato l’attività forense per dedicarsi completamente al vino, non è stato utilizzato perché nel frattempo il cielo si era fatto minaccioso, e le conseguenze di quelle minacce si sarebbero presentate poco dopo… Maria Grazia Caliandro, responsabile dell’accoglienza, ci ha presentato i gioielli di casa, come il sangiovese in purezza del Morellino e il sorprendente Alicante in purezza denominato Miosogno dalla longevità sorprendente – come testimoniato dall’annata 2009 degustata mentre fuori iniziavano le prime gocce di pioggia.

Dopo giorni di protezione, proprio al termine dell’ultima giornata il cielo ha presentato il conto scatenando il diluvio. Una pioggia battente ci ha sorpresi e compromesso i piani di raggiungere la penultima tappa maremmana in quel di Manciano, dove eravamo attesi alla Fattoria La Maliosa da Caterina Tulino. Il tutto con la complicità di Google Maps, che ci ha consigliato una strada impraticabile per il fango e costretto a ripetuti stop per togliere quintali di fango dagli ingranaggi e dalle ruote delle e-bike di Renzo Toni (Ciclofficina Valli Bolognesi, fornitore dei mezzi). A quel punto la situazione peggiora tragicamente, perché si scaricano contemporaneamente due preziose batterie: quella dello smartphone (di Guolo) e soprattutto quella della e-bike (di Marchetto), costretto a percorrere le ultime salite senza il prezioso aiuto della pedalata assistita e trascinando il pesante mezzo su strade ridotte a colabrodo.

Con l’arrivo a Poggio Cagnano, traguardo fissato per la penultima tappa del viaggio, ci siamo presentati inzuppati di fango e bagnati fino alle mutande, davvero imbarazzanti. Le cure amorevoli prestate dai proprietari della tenuta ci hanno permesso di evitare una febbre da cavallo, quantomai inopportuna di questi tempi. Alla festa per la resurrezione di due ciclo-cadaveri hanno partecipato anche Francesco Mazzei, presidente del Consorzio Maremma doc, con la moglie Elisabetta Guicciardini, degustando assieme a Pietro Gobbetti e Cecilia Zanasi le nuove annate di Poggio Cagnano, azienda in espansione e diventata un punto di riferimento per il territorio nella vinificazione con metodo ancestrale. Tra i progetti pianificati per il futuro della tenuta gestita da Alessandro Gobetti, figlio di Pietro, c’è anche una nuova cantina necessaria per affrontare un futuro nel quale è destinata a crescere.

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