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Rosso Conero, le ambizioni di un vino tra mare e collina

di Gian Omar Bison | 23 Aprile 2021

Focus sulle potenzialità della prima Doc delle Marche, attraverso la degustazione di 6 etichette rappresentative.

La Doc Rosso Conero è stata la prima denominazione istituita nelle Marche (1967), a cui ha fatto seguito il riconoscimento del Conero Riserva Docg nel 2004, oggi entrambe tutelate dall’Istituto marchigiano di tutela vini (Imt), realtà che associa 652 aziende per 16 denominazioni di origine regionali, di cui 4 Docg.

La superficie vitata del Rosso Conero copre 350 ettari e da disciplinare deve essere composto per un minimo del 85% da montepulciano e per un massimo del 15% da vitigni a bacca nera idonei alla coltivazione nella Regione Marche (principalmente sangiovese). La resa massima di uva a ettaro non può superare le 13 tonnellate. Il mercato è per il 75% interno, 15% export verso Paesi UE e 10% extra UE. I principali Paesi di destinazione sono il Nord Europa (Germania e Olanda in particolare), Giappone e Stati Uniti. Nella campagna 2019 – 2020 sono stati rivendicati 143 ettari e raccolti poco più di 18mila quintali di uve per 11.352 ettolitri di vino certificato.

Il Rosso Conero Doc è ‘un vino rosso affacciato sul mare’. Un caposaldo della viticoltura marchigiana, che esprime fortemente la territorialità di Ancona e del comprensorio del Monte Conero, unico promontorio della costa adriatica compreso tra Trieste ed il Gargano. I vigneti sono distribuiti nei comuni di Ancona, Offagna, Camerano, Sirolo, Numana e parte dei comuni di Castelfidardo e Osimo, in un ambiente caratterizzato da terreno calcareo e da una specifica esposizione alla luce e alle brezze marine che permette al vitigno montepulciano di esprimere una tipicità unica e irripetibile altrove.
Incontrare di più e meglio i gusti dei consumatori, ma anche raggiungere un livello più alto e presumibilmente adeguato di prezzo al dettaglio sono alcune delle esigenze più sentite oggi dai vigneron del Rosso Conero, in parte incrociati dalle recenti modifiche al disciplinare di produzione depositate nella seconda metà del 2020, per ottenere il via libera all’utilizzo del Bag in box, sempre più richiesto all’estero.

Ma se da una parte traspare la consapevolezza dei produttori di avere in mano un purosangue di razza in una scuderia di vini, i marchigiani, riconosciuti nel mondo per qualità e piacevolezza, meno definita sembra la convinzione di farne il cavallo di battaglia, nonostante in molti oramai preferiscano proporre 100% montepulciano, certi di conferire al vino una caratterizzazione più specifica e riconoscibile. Come tanti sottolineano infatti, il montepulciano del Conero non c’entra nulla con l’omonimo vitigno di altre regioni. Parliamo di una piccola produzione, meritevole di essere salvaguardata e valorizzata per la qualità dei vini che è in grado di esprimere, senza guardare troppo all’immediato e al realizzo. Vini che vanno impreziositi attraverso sperimentazioni in fase di vinificazione e affinamento (forse con più acciaio, cemento e legni grandi?) in grado di tirarne fuori l’indiscutibile stoffa, piacevolezza e versatilità.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Umani Ronchi – San Lorenzo, Rosso Conero Doc 2018

La cantina di proprietà della famiglia Bianchi-Bernetti, dal 1957 produce vini di qualità valorizzando soprattutto vitigni come verdicchio e montepulciano. Possiedono una superficie vitata di 210 ettari su tre macro-territori: Castelli di Jesi, Conero, Abruzzo. Tutti i vigneti sono coltivati in biologico. Quasi tre i milioni di bottiglie annue e oltre 20 tipologie di vino, Umani Ronchi è presente in più di 60 paesi, con un export pari al 70%.

Il San Lorenzo 2018 è prodotto in 80.000 bottiglie 100% montepulciano, tra i comuni di Osimo e Ancona (altezza media dei vigneti 150 m). Per quanto riguarda la vinificazione, fa una macerazione di 10-12 giorni, in fermentini di acciaio. Appena finita la fermentazione alcolica, il vino effettua anche quella malolattica. L’invecchiamento avviene per un periodo di circa 12 mesi, per il 50% in botti di rovere da 50-80 hl e per il 50% barrique di terzo-quarto passaggio e l’affinamento in bottiglia dura circa sei mesi.

Il vino si presenta rosso rubino limpido e consistente. Note abbastanza intense, floreali, fresche e fruttate di prugna, mora, ciliegia anche in confettura. Speziato con pepe nero e chiodi di garofano, emergono aromi vegetali e in parte balsamici. In bocca è secco, caldo e morbido. Abbastanza tannico, più sapido che acido. Complessivamente fine, equilibrato, di corpo, non a piena maturità, abbastanza persistente. Fa della beva e della balsamicità la sua caratteristica. Perfetto con paste ripiene, carni alla griglia e brasate, cacciagione e formaggi stagionati.

Moroder – Rosso Conero Doc 2017

Il complesso agricolo, certificato biologico dal 2010 e interamente all’interno del Parco Naturale del Conero, copre un’area di 62 ettari, di cui 38 dedicati alla coltivazione delle uve. Circa 32 ettari sono riservati al montepulciano, vinificato in purezza per il Rosso Conero, con una resa media inferiore ai 70 q per ettaro. L’azienda è a conduzione familiare e la produzione si attesta intorno alle 150.000 bottiglie.

La zona di produzione va da Montacuto ad Ancona, su terreni composti da marne calcaree (altitudine media dei vigneti 200 m). La produzione annuale è di 6.000 bottiglie. Dieci i giorni di macerazione sulle bucce, con rimontaggi giornalieri. La fermentazione malolattica viene svolta in acciaio. Invecchia per 18 mesi in botti grandi (da 15 a 27 hl) di rovere francese e di Slavonia e l’affinamento in bottiglia dura almeno 4 mesi.

Vino rosso rubino, limpido e consistente. Al naso, piuttosto intenso, dominano sentori fruttati, amarena e lampone tra tutti, noce moscata tra le spezie e note vegetali. In bocca è secco, caldo e abbastanza morbido; tannico, abbastanza fresco e sapido. Un vino armonico, abbastanza equilibrato e fine, di corpo, maturo e persistente. Si abbina a carni rosse, in particolare ovine e suine, e a formaggi di media stagionatura.

Azienda Agraria Marchetti – Castro di San Silvestro, Rosso Conero Doc 2019

L’azienda viene fondata nei primi anni dell’Ottocento dall’Onorevole Giovanni Bonomi, con la produzione del vino nella cantina di Pontelungo di Ancona, posta vicino alla centenaria Villa Bonomi, nel luogo conosciuto come l’antico Castro Romano di San Silvestro. Con l’avvento della Doc Conero (1967), sono tra i primi a imbottigliare (vendemmia 1968) il Rosso Conero Doc. L’azienda è ora seguita da Maurizio Marchetti (agronomo ed enologo).

La zona di produzione si trova sulle colline (110 m di altitudine) a sud-ovest di Ancona. La densità a ettaro è di 3.500 ceppi e la produzione di 200 hl (15.000 bottiglie). Uvaggio 100% montepulciano, viene vinificato con lunghe macerazione, invecchiato in acciaio e cemento e affinato per 6 mesi almeno in bottiglia.

Il vino si presenta rosso rubino, limpido e consistente. I profumi, di buona intensità, floreali vanno dalla rosa al geranio e quelli fruttati sono di mora, marasca, mirtillo. Erbaceo con sentori di alloro si avverte una scia minerale e balsamica. In bocca è secco, caldo, abbastanza morbido. Fresco e mediamente sapido e tannico. È un vino abbastanza armonico, equilibrato, di corpo, pronto come età evolutiva. Fine e persistente. Un vino di buona beva e versatilità il cui abbinamento può spaziare dalle carni rosse grigliate agli stracotti e preparati in umido; dalle paste al ragù di selvaggina fino allo stoccafisso. Bene anche con i formaggi stagionati.

La Calcinara – Il Cacciatore di Sogni, Rosso Conero Doc 2018

La Calcinara è un’azienda di 11,5 ettari di vigneto e 2,5 ettari di oliveto, che lavora in regime biologico e biodinamico. È situata in contrada Calcinara, il poggio più calcareo e aperto della frazione di Candia (AN). I terreni sono bianchi, costituiti da marne calcaree e arenarie ricche di fossili marini, i vini che ne nascono sono sapidi, hanno una trama tannica sottile e un rapporto stretto con il mare. Nei trattamenti si utilizzano solo zolfo, rame e preparati biodinamici. In cantina solo lieviti indigeni e quantitativi di solforosa minimi.

Le uve sono coltivate su terreni di arenarie e marne calcaree e gesso del Conero (a 150 m di altezza) con una densità di 3.700 ceppi per ettaro. La produzione annuale è di 250 hl pari a 10.000 bottiglie. Uvaggio 100% montepulciano, vinificato con lieviti indigeni. Invecchiamento in acciaio e botti grandi e affinamento in bottiglia per almeno 6 mesi.

Il vino si presenta rosso rubino con qualche riflesso violaceo, limpido e consistente. I profumi, di buona intensità, vanno dai fiori secchi alla prugna, melograno, marasca, ribes. Sentori minerali di pietra focaia e polvere da sparo. È un vino caldo in bocca, secco e abbastanza morbido; sapido, tannico e abbastanza fresco. È un vino armonico ed equilibrato, fine e persistente; maturo ma con ancora davanti spazio per evolvere ulteriormente. Si distingue per la croccantezza del frutto e per la mineralità. Si abbina bene a primi di carne, formaggi di media stagionatura, arrosti e selvaggina, salumi e insaccati grassi e consistenti.

Fattoria Le Terrazze – Le Terrazze, Rosso Conero Doc 2018

La Fattoria Le Terrazze si trova sulle pendici meridionali del Monte Conero a un chilometro circa dal mare. Su 16 ettari di vigna viene coltivato il montepulciano che dà origine al Rosso Conero Doc, al Conero Riserva Docg Sassi Neri e al Metodo Classico Donna Giulia. La produzione totale è di circa 90.000 bottiglie/anno.

Annualmente sono 350 gli ettolitri prodotti per 45.000 bottiglie. I vigneti, tutti a Numana, poggiano su terreni calcareo–sabbiosi a 40 m sul livello del mare, con una densità di 5.600 piante per ettaro. Uvaggio 100% montepulciano, viene vinificato in acciaio e poi invecchia 12 mesi in botti di legno da 30 hl per poi affinare per almeno 3 mesi in bottiglia.

Vino rosso rubino limpido e consistente. Abbastanza intenso al naso, si avvertono lievi sentori floreali e fruttati. Chiodo di garofano come spezia e tra le erbe aromatiche, timo e maggiorana. Spicca la mineralità. È un vino secco al palato, caldo e abbastanza morbido. Fresco e sapido, abbastanza tannico. Un vino armonico, fine ed equilibrato, maturo, che fa della beva e della freschezza la sua caratteristica principale. Versatile negli abbinamenti, che spaziano dagli arrosti di carni rosse e bianche alle paste al ragù di cinghiale, fino ai tipici vincisgrassi marchigiani, ma anche formaggi saporiti e di media stagionatura, stoccafisso all’anconetana e salumi.

Azienda Agricola Conte Leopardi Dittajuti – Fructus, Rosso Conero Doc 2018

L’Azienda Agricola Conte Leopardi Dittajuti è di proprietà dell’omonima famiglia ed è stata tramandata di padre in figlio per moltissime generazioni. Gli attuali proprietari, Piervittorio e Lidia Leopardi, hanno rinnovato e migliorato i vigneti e la cantina.

La produzione annuale del Fructus consiste in circa 225 ettolitri di vino pari a 30.000 bottiglie. Numana è la zona di produzione (a 20 m sul livello del mare) e i vigneti, che poggiano su terreni calcarei e marnosi, hanno una densità di 4.500 piante per ettaro. Le uve 100% montepulciano vengono vinificate con lieviti selezionati e una macerazione di 12–15 giorni sulle bucce, per poi invecchiare 7-8 mesi in acciaio e riposare altri 2 mesi in barrique non di primo passaggio.

È un vino rosso rubino, limpido e consistente. Profumo intenso di rosa, di frutti di bosco e ribes, note di cannella. È un vino secco, caldo e morbido, abbastanza sapido, fresco e tannico. Armonico e abbastanza equilibrato, maturo, abbastanza fine, di buona persistenza, fa della morbidezza e della fragranza del frutto il tratto distintivo. Si abbina ad arrosti e piatti con carni in umido, stracotto di ovino e di maiale. Formaggi e primi piatti saporiti.

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