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L’anima della Sardegna dalle vecchie vigne di Bentu Luna

L’anima della Sardegna dalle vecchie vigne di Bentu Luna

di Elena Morganti | 13 Aprile 2021

Degustazione delle prime due etichette dal nuovo progetto della famiglia Moratti a Neoneli (Oristano).

Un progetto basato integralmente su vecchie vigne, da un minimo di 35 fino ai 115 anni di età. È Bentu Luna, la cantina di Gabriele Moratti guidato da Gian Matteo Baldi con base nell’Oristanese e l’attività sviluppata tra il Barigadu e il paesaggio policulturale del Mandrolisai (iscritto al Registro nazionale dei Paesaggi rurali d’interesse storico).

L’azienda si propone un approccio definito “umanistico” nella gestione della terra e del rapporto con le persone. “I vigneti sono il frutto di una cultura millenaria rimasta pressoché invariata, fondata sul concetto di non proprietà e di naturale ereditarietà familiare che rischiava di essere abbandonata poiché non creava più reddito – spiega Gian Matteo Baldi – Insieme ai contadini e agli abitanti di Neoneli abbiamo concordato per la gestione condivisa dei vigneti, così da integrare la manodopera e il sapere locale con le nostre competenze tecniche e tecnologiche”.

All’interno della vigna non sono ammessi macchinari ma solo uomini e animali. La raccolta è manuale così come la pressatura. Ciascuna particella è vinificata separatamente all’interno di vasche in cemento crudo di piccole dimensioni per rispettare le specificità di ogni microzona. Tutti i vini sono a fermentazione spontanea, con pied de cuve altamente selezionato e curato al fine di evitare derive. Inoltre dalla gestione dei vigneti all’architettura della cantina, fino ai materiali utilizzati per il confezionamento dei vini, tutto è pensato in ottica di sostenibilità e risparmio energetico.

NOTE DI DEGUSTAZIONE

Le prime etichette a esordire sul mercato sono Mari, un Mandrolisai Doc da vigneti tra i 35 e i 70 anni allevati ad alberello, e Sobi da vigneti tra i 35 e i 70 anni allevati ad alberello.

Sobi, Isola dei Nuraghi Igt 2019

Uvaggio: 25% bovale sardo, 35% cannonau, 5% monica e 35% tra pascale, cagnulari, carignano e barbera
Vinificazione: fermentazione con piede spontaneo in vasche di cemento
Affinamento: 8 mesi in barrique di rovere di secondo passaggio con leggeri bâtonnage e malolattica

Di un colore rosso purpureo e intenso nel calice, al naso Sobi è intenso, con ricordi balsamici di macchia mediterranea, aromi di piccoli frutti a bacca scura e accenni di carcadè. Al palato è vellutato, con un’acidità timida che si rivela lentamente, di pari passo col dispiegarsi di una trama tannica lieve e polverosa. Verso il finale il sorso si scalda per lasciare in bocca una persistenza delicata e balsamica.

Mari, Mandrolisai Rosso Doc 2019

Uvaggio: 35% bovale sardo, 35% cannonau, 30% monica
Vinificazione: fermentazione con piede spontaneo in vasche di cemento
Affinamento: 8 mesi in barrique di rovere di secondo passaggio con leggeri bâtonnage e malolattica

Un calice rosso rubino profondo, dal naso delicato di frutti rossi asprigni, una marasca appena colta. Bella la balsamicità, con una nota di ginepro e di erbe aromatiche, mista a una sensazione iodata e inebriante. Al palato entra come velluto, con un’acidità che anche in questo caso arriva in punta di piedi, assieme a una bella sapidità salina, al frutto e a un tannino morbido. Il finale porta con sé calore e ricordi di frutti a bacca scura.

 

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