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Poderi San Pietro, cantina ‘di città’ a due passi da Milano

di Elena Morganti | 7 Aprile 2021

Nella Doc San Colombano, degustazione di alcune etichette (da uve locali e internazionali) della realtà vitivinicola di Giuliano Toninelli.

Ciao tesoro, vado in ufficio… anzi no, in vigna”. Non siamo in campagna ma a Milano e la destinazione è Poderi San Pietro, la cantina con vigneti a soli 30 minuti dal centro città, fondata nel 1998 e guidata dall’imprenditore agricolo Giuliano Toninelli.

Con 60 ettari nei territori di San Colombano e nei comuni limitrofi di Graffignana e Miradolo Terme, Poderi San Pietro è tra i maggiori produttori della Doc San Colombano e dell’Igt Collina del Milanese. I vitigni coltivati vanno da quelli del territorio, come croatina, barbera, uva rara, cortese e malvasia a quelli nazionali e internazionali, come merlot, cabernet, pinot nero, chardonnay e trebbiano, per una produzione di circa 200mila bottiglie l’anno con 17 referenze, tra bollicine e vini fermi, bianchi e rossi. Le uve vengono lavorate in una cantina dotata di tecnologie all’avanguardia, che però non trascura il lato hospitality, grazie a un’enoteca di 100 mq con spazio degustazioni e wine shop.

DEGUSTAZIONE

Ca’ della Signora, Vino Spumante Metodo Classico Brut

Uvaggio: 90% chardonnay, 10% trebbiano
Info sulla produzione: affinamento di 6 mesi sur lie

Di colore giallo paglierino intenso nel calice, con perlage fine e luminosa, al naso libera aromi di mela renetta, note citrine e ricordi di pasticceria. In bocca è secco con una bolla persistente anche nel sorso, buona freschezza e un gradevole finale amarognolo. Perfetto per un aperitivo in accompagnamento a stuzzichini, ma anche salumi, come mortadella o prosciutto cotto.

Amphora Moris, Collina del Milanese Igt 2017

Uvaggio: 90% chardonnay, 10% verdea
Info sulla produzione: affinamento in anfore di ceramica

Giallo paglierino lucente con sfumature dorate, nel calice anticipa il sorso mostrando da subito una consistenza importante. Al naso è timido nell’apertura, per poi regalare profumi di frutto esotico, ananas, e note burrose con accenni citrini. Al palato rivela subito corpo e una bella freschezza, che smorza le morbidezze. La parte alcolica scalda e la sapidità sfuma in un finale lungo e amaricante. Un vino di struttura che deve trovare il giusto abbinamento sulla tavola, anche a piatti succulenti, dotati di una certa complessità. Lo immaginiamo bene con una pasta al forno, con primo piatto condito con bel ragout di cortile o con un formaggio di buona stagionatura.

Rosso di Valbissera, San Colombano Doc 2018

Uvaggio: 47% croatina, 43% barbera, 10% uva rara

Rosso rubino profondo, tendente al porpora e di buona consistenza, al naso il Rosso di Valbissera regala aromi di mora e frutti a bacca scura, con note erbacee e di sottobosco e lievi accenni balsamici. In bocca è secco e dotato di una bella spalla acida, tannino ancora giovane e un gusto austero e amaricante, per un sorso caldo e dal finale lievemente erbaceo. Sicuramente ancora bisognoso di un po’ di tempo in bottiglia, prima di dare il meglio di sé. Ottimo in abbinamento a primi piatti a base di carne, salumi e secondi piatti di buona struttura. Lo immaginiamo accostato a un roast beef o a un polpettone.

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