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La ricerca della longevità in Valdobbiadene, nella storica cantina che da 70 anni su vecchie viti e tecniche di affinamento.

Ruggeri, la “cultura del tempo” applicata al Prosecco

di Elena Morganti | 17 Marzo 2021

La ricerca della longevità in Valdobbiadene, nella storica cantina che da 70 anni su vecchie viti e tecniche di affinamento.

Elevare la percezione del Prosecco e dimostrarne la capacità di evoluzione, grazie allo sviluppo di un metodo di lavorazione che parte dalla vigna e arriva alla cantina. attraverso continue sperimentazioni e innovazioni. Con questo obiettivo l’azienda Ruggeri, da 70 anni produttore in Valdobbiadene, ha deciso di costruire una vera e propria “cultura del tempo” nella produzione di un vino che per antonomasia rappresenta la bollicina simbolo dell’aperitivo o del brindisi informale. Una ricerca non scontata e forse visionaria, ma deliberatamente mirata a valorizzare al meglio il prodotto di un territorio unico e di un patrimonio importante in termini di vigneto.

Per Ruggeri infatti la “cultura del tempo” inizia in vigneto, a partire dalla cura delle piante più anziane, quelle che meglio si prestano a dare vini dalle maggiori capacità di affinamento. Qui le famiglie conferitrici dell’azienda lavorano con viti di età compresa tra gli 80 e i 100 anni, per un totale di 2.500 esemplari secolari. Per proteggerli e coltivarli nella maniera più opportuna, è stato avviato assieme agli esperti potatori di Simonit&Sirch il progetto “Vecchie Viti”, che impiega tecniche innovative per la specificità di ogni singola vite, preservandone longevità ed efficienza. Il frutto di quest’iniziativa è un vino, il Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg “Vecchie Viti”, il primo spumante della sua categoria ottenuto unicamente da viti di età così avanzata. Ma la ricerca della longevità prosegue in cantina, seguendo due metodi specifici. Il primo è quello dell’affinamento del vino sui lieviti per periodi che superano i 3 mesi, il secondo consiste nella maturazione in bottiglia.

Questo percorso ha permesso nel tempo a Ruggeri di acquisire una profonda consapevolezza sul potenziale di invecchiamento della Glera, che può arrivare a esprimere sfumature più evolute e profili sensoriali che ben si discostano da quelli delle espressioni di pronta beva, conservando vitalità e un buon profilo acidico anche a distanza di anni dall’imbottigliamento. Oggi Ruggeri è in grado di proporre verticali dei propri Prosecchi, arrivando a stappare anche bottiglie con più di 20 anni.

DEGUSTAZIONE

Un assaggio della ricerca di Ruggeri attraverso le sue “Selezioni”, una linea che comprende 3 millesimati, l’Extrabrut, Vecchie Viti e Giustino B. Quest’ultimo degustato sia nell’etichetta 2019 che nella 2014, per mettere a confronto gli effetti dell’affinamento.

L’Extrabrut, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Brut Millesimato 2019

Uvaggio: 100% Glera
Vinificazione: prima fermentazione a temperatura controllata di 16°C. Presa di spuma nella primavera successiva alla vendemmia con lenta rifermentazione in grandi recipienti chiusi a 14-15°C e sosta sui lieviti di circa 3 mesi.

Profumi intensi e lunghi di pera coscia matura e mela verde, note delicate di fiori bianchi e agrumi. La bolla è persistente, tanto nel calice quanto in bocca, e avvolge il palato portando con sé una sapidità viva, che gioca a mescolarsi piacevolmente con la componente acidica.

Vecchie Viti, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut Millesimato 2019

Uvaggio: 94% Glera, 2% Verdiso, 2% Bianchetta e 2% Perera da viti con età compresa tra gli 80 e i 100 anni
Vinificazione: prima fermentazione a temperatura controllata di 16°C. Presa di spuma nella primavera successiva alla vendemmia con lenta rifermentazione in grandi recipienti chiusi a 14-15°C e sosta sui lieviti di circa 3 mesi.

Un calice illuminato da catene di bollicine fini e continue, che liberano aromi dolci e inizialmente timidi di pera e mela golden, seguiti da delicate note floreali. Al palato il gusto è pieno e avvolgente, di bella freschezza e sapidità, con la sensazione del frutto che ritorna. La bolla solletica piacevolmente durante tutto il sorso e accompagna fino alla chiusura, persistente rispetto alla media della categoria.

Giustino B., Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry Millesimato 2019

Uvaggio: 100% Glera
Vinificazione: prima fermentazione temperatura controllata di 16°C; presa di spuma nella primavera successiva alla vendemmia, per lenta rifermentazione in grandi recipienti chiusi a 14-15°C, con sosta sui lieviti di circa 3 mesi.

Bel calice dal perlage fine e continuo. Al naso profumi dolci di pera Williams matura e note floreali di fresia, per un palato ben bilanciato tra dolcezza e acidità. La bolla è fine e persistente anche al palato, elegante nel guidare il sorso fino a una chiusura dai ricordi minerali.

Giustino B., Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry Millesimato 2014

Lo stesso vino alla prova del tempo. Il Giustino B. 6 anni dopo mostra forse qualche ruga, ma anche un’evoluzione interessante rispetto alla categoria di vini di cui fa parte. Al naso i profumi di frutta lasciano il posto a una lieve crosta di pane, mentre al palato sorprende l’acidità: meno incisiva, ma ancora ben presente e integrata con gli zuccheri. La bolla, più delicata, è meno tenace rispetto a quella dell’annata 2019, ma in generale il vino presenta ancora una buona bevibilità. Lo stile è in linea perfetta con il 2019 con un colore ancora vivo, leggermente più intenso rispetto all’annata più recente, ma vivo e senza traccia di ossidazione.

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