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Luxardo, da profughi a “monumento” della distilleria italiana

di Giambattista Marchetto | 2 Febbraio 2021

Fondata a Zara nel 1821, trasferita (giocoforza) a Padova dopo l’occupazione titina, l’azienda festeggia nel 2021 i due secoli di vita

È un anniversario “spezzato” quello che la Luxardo celebra nel 2021. L’azienda oggi con base a Torreglia, in provincia di Padova, è una delle più antiche distillerie al mondo e si distingue perché è tra le poche società liquoristiche europee ancora interamente in mano alla famiglia del fondatore. Eppure un pezzo dei 200 anni di storia è stato vissuto dalla distilleria a Zara, perché nella cittadina sulle coste della Dalmazia fu fondata, ma dopo l’arrivo di Tito la famiglia abbandonò tutto per trasferirsi a pochi chilometri da Padova.

Nel 2021 la Luxardo Spa giunge dunque al traguardo dei due secoli: un anniversario che racchiude un lungo e complesso percorso di vicissitudini familiari che si snodano attraverso la storia fino ad oggi. “Essere qui a raccontare i nostri 200 anni – afferma Franco Luxardo, senior partner – è una profonda emozione. Ne sono orgoglioso, con il pensiero rivolto al passato e la speranza nelle nuove generazioni”.

STORIA DRAMMATICA DA ROMANZO

La ditta fu infatti fondata da Girolamo Luxardo nel 1821 a Zara, per secoli parte della Repubblica di Venezia. Girolamo, patrizio genovese dedito al commercio marittimo, si trasferì nella cittadina dalmata con la famiglia nel 1817 in veste di rappresentante consolare del Regno di Sardegna, dal quale poi si sarebbe sviluppato il nuovo Regno d’Italia. Sua moglie, la marchesa Maria Canevari, si dedicava alla produzione di liquori in casa, in particolare del ‘Rosolio Maraschino’, specialità prodotta soprattutto nei conventi, ottenuta mettendo in infusione in alcol le marasche (ciliegie asprigne coltivate localmente), zuccherando e unendo essenza di rose per profumare. L’elevata qualità di questo liquore diede l’idea a Girolamo di sfruttare l’iniziativa familiare su scala industriale, introducendo l’importante innovazione di processo costituita dalla distillazione a vapore. Fu così che nel 1821 creò una fabbrica destinata alla produzione di Maraschino.

Nel 1829 dopo otto anni di perfezionamenti, ottenne dall’Imperatore d’Austria un ‘privilegio’, ossia un brevetto che gli riservava la produzione esclusiva per quindici anni. Fu la conferma della qualità superiore del liquore Luxardo, tanto che ancor oggi la denominazione di Privilegiata Fabbrica di Maraschino “Excelsior” Girolamo Luxardo è presente nella ragione sociale.

Nel corso dell’Ottocento l’azienda divenne la più importante distilleria di Zara, acquisendo con il suo Maraschino la leadership sui maggiori mercati mondiali dell’epoca. L’accorta politica economica di Michelangelo Luxardo, terza generazione, portò nel 1913 alla costruzione di un modernissimo stabilimento, fra i più grandi dell’Impero Austro-Ungarico. La felice espansione che l’azienda conobbe nel ventennio successivo alla Prima Guerra Mondiale subì tuttavia un pesante arresto nel 1940 con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, che portò notevoli restrizioni all’attività industriale e, nel novembre 1943, la quasi totale distruzione dello stabilimento sotto i bombardamenti anglo-americani.

Nel corso della ritirata delle truppe italiane e tedesche dalla Dalmazia (1944), Zara venne occupata dai partigiani di Tito e gli abitanti furono obbligati a partire esuli verso l’Italia, anche molti vennero ferocemente uccisi; fra loro Pietro Luxardo e il fratello Nicolò con la moglie Bianca, annegati nel mare di Zara. Confiscato lo stabilimento semi-distrutto e dispersa la famiglia, sembrava che – dopo oltre un secolo – l’attività della Luxardo fosse destinata a cessare definitivamente.

LA RICOSTRUZIONE A PADOVA

L’unico dei fratelli superstiti della quarta generazione, Giorgio Luxardo, ebbe il coraggio, sostenuto da una lungimirante visione imprenditoriale, di far ripartire da zero l’attività. Scelse il 10 febbraio 1947, giorno del Trattato di Pace di Parigi con cui la sua città natale veniva ceduta alla Jugoslavia, per aprire assieme al figlio Nicolò III lo stabilimento di Torreglia, in provincia di Padova, ai piedi dei Colli Euganei, inaugurando così un nuovo capitolo della storia aziendale.

La quinta generazione – composta da Nicolò III, Michele e Franco – ha saputo riportare l’azienda agli splendori di un tempo, sviluppando una completa gamma liquoristica, incrementando significativamente la presenza sul mercato nazionale e dedicandosi alla penetrazione commerciale sui mercati internazionali.

I primi anni ’80, grazie al consolidamento dei mercati esistenti e alle innovazioni introdotte sul piano gestionale, furono un periodo di consistenti investimenti nello stabilimento di Torreglia. Eppure ancora oggi i tradizionali alambicchi in rame, le suggestive cantine d’invecchiamento e le modernissime linee di imbottigliamento sono gli elementi distintivi di un’azienda che coniuga rispetto della tradizione e aggiornamento tecnologico.

Ancora oggi Luxardo, nello stabilimento di Torreglia, lavora le marasche controllando direttamente tutta la filiera, dalla materia prima fino all’imbottigliamento, raggiungendo una produzione di oltre 6 milioni di bottiglie l’anno.

NEL PRESENTE NON SOLO MARASCHINO

Il portfolio aziendale comprende un mix di brand di liquori. A Maraschino e Cherry ‘Sangue Morlacco’, i due prodotti storici, si aggiungono altri liquori tipici della tradizione italiana: Sambuca dei Cesari, Amaretto di Saschira, Limoncello, Aperitivo, assieme a un’ampia selezione di specialità aromatiche per la pasticceria artigianale. Da circa un decennio è stata inoltre avviata una specifica linea di produzione di confetture di alta gamma, sempre destinate alla pasticceria.

 

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