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I “fiori” da collezione di Villa Bibbiani, vini di territorio e intriganti

di Elena Morganti | 27 Gennaio 2021

Degustazione di tre etichette della casa vinicola toscana rilanciata dai nuovi proprietari, George Mc Carroll Rapier III e sua moglie Kymberly Ann, originari del Texas.

Oltre 1300 anni di storia sono tornati a risplendere dal 2018 nella tenuta di Villa Bibbiani. La storica cantina toscana sulle colline di Montalbano ha festeggiato infatti il ritorno alla produzione dopo i lavori di ristrutturazione e recupero frutto di un imponente progetto curato dagli attuali proprietari, George Mc Carroll Rapier III e sua moglie Kymberly Ann, originari del Texas.

I vigneti di Villa Bibbiani si estendono per diciotto ettari, in gran parte a Sangiovese – re indiscusso del territorio – ma con presenza anche di Colorino e Canaiolo nero. Tre ettari sono coltivati a Cabernet Sauvignon, che in quest’area sembra esprimere bene le proprie caratteristiche, ed è in programma l’ampliamento della superficie vitata per introdurre nuove varietà quali Merlot, Cabernet Franc e Petit Verdot.

L’azienda può contare anche su quattrocento ettari adagiati sulle pendici del colle Montalbano, tra le località di Capraia e Limite nella provincia fiorentina. L’area è dominata da una splendida villa cinquecentesca, circondata da giardini all’italiana e da un parco botanico voluto da Cosimo Ridolfi, celebre agronomo fiorentino e politico del Gran Ducato di Toscana intorno alla metà del 1800. Vigneti e uliveti digradano dolcemente verso la piana dell’Arno.

Omaggio all’area etrusca

Quello varato dalla coppia texana innamorata della Toscana è un progetto di ampio respiro, che ha coinvolto ogni angolo della tenuta: dalla ristrutturazione della villa rinascimentale, al rifacimento delle cantine e degli altri edifici e strutture adiacenti, al recupero del parco botanico, dei vigneti e degli uliveti, fino alla valorizzazione dell’area archeologica di Montereggi. E proprio alle tracce della civiltà etrusca è intitolato il Cabernet Sauvignon in purezza Montereggi. L’etichetta del Montereggi raffigura il fiore di Liriodendro (Liriodendron tulipifera), comunemente conosciuto come albero dei Tulipani, una delle specie esotiche che il Ridolfi coltivava nel suo laboratorio a cielo aperto. La particolarità di questi fiori è la forma a calice dei boccioli che ricorda quella di una coppa di vino.

Montereggi, Toscana Igt 2018

Uvaggio: 100% Cabernet Sauvignon, raccolto a mano in settembre
Vinificazione: in un periodo di 15-20 giorni hanno luogo la fermentazione alcolica a temperatura controllata di 25-28° e una macerazione sulle bucce con follature soffici. Segue la fermentazione malolattica in acciaio.
Affinamento: 8 mesi in barrique di rovere francese e 6 mesi in botti da 25 ettolitri sempre di rovere francese.

Nel calice il Montereggi sfoggia un rosso rubino intenso tendente al porpora con sfumature che virano al granato verso le pareti del calice. Al naso gli aromi sono diretti e puliti, dominati dai frutti a bacca rossa e nera maturi, come mora e fragola. Seguono note erbacee e di sottobosco, una delicata foglia di pomodoro, ricordi di cioccolato e una speziatura pepata. Bella l’acidità al palato, con un frutto che torna piacevolmente, accompagnato da un tannino presente ma leggero e dalla sensazione erbacea di un vino ancora giovane, di struttura, ma anche di bella beva. Gradevole anche la sapidità, che regala una chiusura di mandorla amara e persistente.

Nel cuore di Montalbano

Pulignano evoca l’immagine più tradizionale del territorio di Montalbano, che si estende tra le province di Firenze, Prato e Pistoia. Il Pulignano Igt 2018 – un Sangiovese in purezza – viene prodotto dalle uve del vigneto San Jacopo, il più vecchio dell’azienda, con viti di un’età compresa tra i trenta e i cinquant’anni. L’etichetta prende ispirazione dalla pianta di Hovenia dulcis, originaria della Cina, che fu uno dei primi esemplari introdotti in Italia tra il 1820 e il 1830. È chiamata anche l’albero dell’uva passa, per via dei piccioli che assomigliano per consistenza, colore e sapore all’uva sultanina essiccata.

Pulignano, Toscana Igt Sangiovese 2018

Uvaggio: 100% Sangiovese raccolto a mano
Vinificazione: in un periodo di 15-20 giorni hanno luogo la fermentazione alcolica a temperatura controllata di 25-28° e una macerazione sulle bucce con follature soffici. Segue la fermentazione malolattica in acciaio.
Affinamento: 8 mesi in barrique di rovere francese e 6 mesi in botti da 25 ettolitri sempre di rovere francese.

Di un bel rosso rubino dalla buona trasparenza, il Pulignano libera aromi di ciliegia e viola mammola, seguiti da una speziatura leggermente dolce, con accenni di vaniglia e anice stellato sui quali, via via che il vino si apre, prevale sempre di più una nota di liquirizia. Al palato arriva diretta la freschezza, che se la gioca con una sapidità intensa. Queste caratteriste dominano in maniera energica sulla morbidezza e su tannini ben levigati, per un sorso caldo e di bella bevibilità, dal finale amaricante con ricordi di buccia di mandorla.

L’espressione rosata del sangiovese

Villa Bibbiani Flora IGT 2019 riassume nel nome l’intensità del bouquet floreale che lo caratterizza.  Il progetto del Flora è arrivato a seguito della ripresa dell’attività di Villa Bibbiani, dopo due anni di lavori di ristrutturazione che hanno dotato la cantina di tecnologie avanzate. La produzione del rosato conferma l’elevata versatilità del principale vitigno della tenuta: il Sangiovese è infatti una varietà estremamente duttile, in grado di dar vita sia a vini giovani che a vini dal grande potenziale d’invecchiamento, ma anche a ottimi rosati. In questo caso l’etichetta celebra la Camelia Ridolfiana, la più apprezzata dal vivaista e agronomo toscano – dal quale appunto prende il nome -, che aveva 195 varietà di questo fiore nella sua collezione. Le prime camelie approdarono dall’Asia in Inghilterra poco prima del 1750 e in pochi anni questi fiori ebbero una diffusione velocissima, scatenando una moda anche a Firenze, che ne è stata la capitale italiana. La sua collezione più famosa era appunto quella del Marchese, nella tenuta di Villa Bibbiani.

Flora, Toscana Igt Sangiovese rosé 2019

Uvaggio: 100% Sangiovese raccolto a mano
Vinificazione: pigiatura e contatto con le bucce di circa 6 ore a freddo. In seguito, il mosto viene illimpidito a freddo per 3 giorni e vinificato a temperatura controllata per circa 15 giorni.
Affinamento: sosta in acciaio sulle fecce fini per circa 6 mesi.

Flora ha un colore rosa salmone tenue, di bella lucentezza. Al naso emana aromi puliti di fragole e melograno con note di rosa canina e buccia d’arancia. In bocca la freschezza si alterna a ricordi di frutto e soprattutto a una bella mineralità saporita – una caratteristica ricorrente nei vini di Villa Bibbiani -, che accompagna il sorso fino al finale. Piacevole anche la morbidezza, sostenuta da un calore presente ma ben integrato. Un sorso perfetto per un aperitivo ma anche a tutto pasto con piatti di media struttura e profumati o, perché no, con una fragrante pizza appena sfornata.

 

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