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L’archeo-enologia di Feudo Antico che punta sugli autoctoni abruzzesi

di Elena Morganti | 12 Gennaio 2021

Fondata nel 2004, Feudo Antico nasce come progetto sperimentale di archeo-enologia nel territorio di Tollo, in provincia di Chieti, con l’intento di rivitalizzare le coltivazioni autoctone e proteggere un ambiente fragile.

L’azienda vitivinicola abruzzese ha scelto di focalizzarsi inizialmente su pecorino e passerina, per avvicinarsi poi alla bacca rossa recuperando vecchi cloni di Montepulciano vinificati in purezza e, infine, prendendo la strada delle bollicine con un blanc de blanc da uve chardonnay. Il primo vigneto Feudo Antico è stato impiantato dove 2mila anni prima sorgeva una villa rustica romana, che gli storici considerano il primo esempio di azienda agricola organizzata.

DAI CRU ALLA DOCG

Lo staff agronomico di Feudo Antico è partito dallo studio dei suoli, del microclima, dei portainnesti, definendo i cru dove concentrare la produzione dei vitigni, affinché ogni vino avesse origine in un terreno vocato. Con 15 ettari di vigneto, attualmente l’azienda produce circa 150mila bottiglie (per il 58% destinate all’export).
Per l’affinamento dei vini, in cantina si utilizzano recipienti di vetro-cemento e bottiglie. Per i biologici – Rosso DOC Tullum, il Rosato Igp e il Pecorino DOCG Tullum – la fermentazione è spontanea (solo lieviti indigeni), con pochi interventi in cantina e nessuna filtrazione. Gli enologi di Feudo Antico hanno poi di recente avviato anche l’affinamento in anfora, con il solo utilizzo di minime dosi di solfiti, com’era nella tradizione romanica.

Ed è proprio dall’esperienza di Feudo Antico che nel 2008 è nata la Dop Tullum (Docg dal 2019), una denominazione tra le più piccole in Italia.

DEGUSTAZIONE

Feudo Antico propone oggi al mercato 10 etichette. Tra vini i convenzionali ci sono i bianchi Passerina Tullum Docg e Pecorino Tullum Docg, di cui abbiamo assaggiato l’annata 2019, il Rosso Tullum Docg di cui abbiamo scoperto il millesimo 2016 e la vendemmia 2018 del Rosso Tullum Inanfora Docg, un’espressione di Montepulciano interessante, che lascia spazio alla sperimentazione sulla vinificazione di questa varietà in uno dei contenitori più in voga del momento.

Passerina Tullum Docg 2019

Uvaggio: 100% passerina da vigneti di collina
Vinificazione: macerazione a freddo delle bucce e fermentazione in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata.
Affinamento: breve riposo sui lieviti in vasche di vetrocemento e acciaio senza batonnage.

Di un bel giallo paglierino chiaro con riflessi verdolini e una bella consistenza, questo vino emana profumi di pesca matura, mescolati a note fresche e citrine, ma anche sentori minerali. Aromi che il recente imbottigliamento rende ancora non perfettamente distinti, ma che tornano in maniera più netta tra le sensazioni del palato. Qui a spiccare sono il corpo, la grande freschezza e il calore del vino, corredati da una buona sapidità, che chiude con ricordi di mandorla amara.

Pecorino Tullum Docg 2019

Uvaggio: 100% pecorino
Vinificazione: macerazione a freddo delle bucce e fermentazione in serbatoi di acciaio inox a temperatura controllata.
Affinamento: breve periodo sui lieviti in vasche di vetrocemento e acciaio.

Di un bel giallo vivo quasi dorato, con un bouquet interessante di miele e ginestre, pietra focaia e salvia. In bocca si avverte subito la sapidità, a cui seguono un’acidità ben bilanciata e una pienezza fruttata molto più diretta che al naso, che chiude con una persistenza lunga e piacevole.

Tullum Rosso Dop 2016

Uvaggio: 100% montepulciano.
Vinificazione: macerazione delle bucce a temperatura controllata con in serbatoi di acciaio inox.
Affinamento: 12 mesi in botte di rovere di Slavonia da 30 hl e per una piccola parte in tonneaux da 500 l; 18 mesi di stabilizzazione in vasca di cemento vetrificato.

Un calice rosso rubino intenso e al naso sentori di sottobosco e un aroma di piccoli frutti, come mora e ribes. La tostatura è lieve, con note di tabacco e accenni di cannella e liquirizia. Al palato il Tullum Rosso rivela una bella spalla acida, in equilibrio con morbidezza e sensazioni fruttate. Il tannino, leggermente astringente, suggerisce ancora un po’ d’attesa per gustare nel pieno delle sue potenzialità questo vino, frutto di un’annata ottima, calda ma ben bilanciata nelle precipitazioni.

inAnfora, Tullum Rosso Docg 2018

Uvaggio: 100% montepulciano raccolto a mano da vecchie vigne.
Vinificazione: in anfore di terracotta da 750 l. Fermentazione spontanea con lieviti indigeni naturali, due follature quotidiane e macerazione di 12 mesi con le bucce. Piccola aggiunta di solfiti all’imbottigliamento, senza filtrazione.
Affinamento: almeno 11 mesi in bottiglia prima della commercializzazione.

Dopo la lunga macerazione con le bucce, il vino si presenta al calice di un colore rosso rubino profondo. Al naso l’aroma è quello netto di frutti di bosco maturi, con note invitanti di ginepro e chiodi di garofano. In bocca l’acidità non è dirompente e si fonde con una buona morbidezza e con un tannino ancora esuberante. Il sorso è caldo e chiude con un finale amaricante dai ricordi di frutti a bacca scura. Un’espressione di montepulciano che non ci si aspetta e ancora soggetta a sperimentazioni, di cui sarà interessante osservare (e assaggiare) gli sviluppi.

 

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