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Il mantra del terroir nella filosofia de La Ponca

di Elena Morganti | 9 Gennaio 2021

Degustazione di 4 vini della cantina bio di Dolegna del Collio. Le condizioni pedoclimatiche favoriscono i vitigni autoctoni, ma anche una forte spinta alcolica.

Incastonata in quell’arco collinare che dalla provincia di Gorizia si estende a ridosso del confine con la Slovenia, fra i fiumi Isonzo e Judrio, tenuta La Ponca deriva il proprio nome dalla tipologia di terreno – i friulani chiamano ‘ponca’ una particolare conformazione rocciosa che è associata alla viticoltura solo nell’area, con un alternarsi di marna e arenaria.
La tenuta si sviluppa su una superficie di 45 ettari, di cui 11 sono coltivati a vigneto, mentre i restanti 34 sono coperti da boschi e prati. Sei i vigneti che compongono la tenuta e Scriò si trova al vertice nord del Collio, in condizioni pedoclimatiche peculiari: clima ventilato, vicinanza delle montagne, esposizione al sole e forti escursioni termiche fanno di questa parte del Collio una zona vocata per la produzione di vini.

“Nella scelta dei vitigni – spiega Giorgio Mason – abbiamo cercato di valorizzare le specie autoctone, e le varietà che meglio si adattano alle caratteristiche pedoclimatiche della zona. La nostra missione è quella di produrre vini nel rispetto dell’ambiente e del territorio, e di preservare i sentori primari con un ciclo di lavorazione naturale”. Ecco allora la scelta di Malvasia e Friulano, Sauvignon, Schioppettino e Ribolla, coltivati in biologico.

NUOVA CANTINA E NUOVO ENOLOGO

Dalla vendemmia 2020 si è inaugurata la collaborazione con il nuovo enologo Federico Giotto, che si è posto esplicitamente l’obiettivo di dare modo a queste uve il potenziale per potersi esprimere al meglio in vini di struttura, ma al contempo di freschezza ed equilibrio.

In cantina La Ponca proclama la stessa filosofia della campagna: sottrarre invece di aggiungere. Il processo viene costantemente monitorato per ridurre al minimo gli interventi che consentono di raggiungere gli obiettivi desiderati: vini senza zuccheri residui, con pulizia aromatica ed integrità ossido-riduttiva. Queste sono – secondo l’azienda – le condizioni necessarie per poter esprimere la purezza del terroir.

A partire dal 2018 è iniziata per La Ponca una nuova fase, delineando in modo ancora più netto l’anima green dell’azienda. A tale fine è in fase di progettazione la nuova cantina (che vedrà la luce a inizio 2022) ispirata ai valori della sostenibilità ambientale.

Dalla degustazione dei vini, emerge chiara l’impronta minerale dei terreni assieme alla limpidezza e intensità dei profumi. Tratti sicuramente distintivi dello stile aziendale, accanto ai quali spiccano struttura e un’alcolicità ben presente determinata anche da un’annata, la 2019, potente dal punto di vista della maturazione.

Collio Doc Ribolla Gialla 2019

Uvaggio: 100% ribolla gialla raccolta a mano nell’ultima settimana di settembre da vigneto di circa 15 anni.
Vinificazione: pressatura delle uve intere, decantazione statica a freddo del mosto, fermentazione a temperatura controllata di 16-17°C in vasche di cemento vetrificato e acciaio inox.
Affinamento: 8 mesi sui lieviti a temperatura controllata.

Di un giallo paglierino pieno e ben consistente nel calice, il ribolla gialla de La Ponca regala aromi intensi di frutta matura, come pesca gialla, mela golden e anche ananas, con note minerali e un lieve accenno mandorlato. Al palato si avvertono subito la morbidezza e il calore del vino, bilanciati da una buona freschezza e da una bella sensazione minerale, piacevole e molto persistente.

Collio Doc Friulano 2019

Uvaggio: 100% friulano raccolto a mano nella seconda decade di settembre da un vigneto di circa 10 anni
Vinificazione: diraspatura, pigiatura morbida e leggera macerazione di poche ore in pressa a freddo. Fermentazione a temperatura controllata di 16-17°C in vasche di cemento vetrificato e acciaio inox.
Affinamento: 8 mesi sui lieviti a temperatura controllata con batonnage periodico.

Di un bel giallo intenso tendente al dorato, al naso questo Friulano esprime una buona aromaticità tipica del vitigno, con profumi di frutta matura, sentori minerali iodati e note di tiglio ed erbe officinali. In bocca spiccano la bella spalla acida e la sapidità, che dà una gradevole salivazione ai lati della lingua e porta il sorso in chiusura con un sentore amarognolo e piacevole. L’alcol è ben integrato, ma sicuramente questo vino ha bisogno di più tempo prima di potersi esprimere al meglio. Il consiglio è di dimenticarlo in cantina per almeno un anno per poi tornare a osservarne l’evoluzione.

Collio Doc Malvasia 2019

Uvaggio: 100% malvasia raccolta a mano nella seconda decade di settembre da vigneto di circa 13 anni.
Vinificazione: pressatura delle uve intere, decantazione statica a freddo del mosto e fermentazione a temperatura controllata di 17°C, in vasche di cemento vetrificato e acciaio inox.
Affinamento: 8 mesi sui lieviti a temperatura controllata con batonnage periodico.

Giallo paglierino lucente, nel calice rivela già una consistenza importante, mentre al naso regala tutta l’aromaticità del vitigno, con l’impressione di mettere sotto i denti un bel chicco d’uva croccante, ma anche sensazioni fruttate più dolci e note di erbe officinali. I sentori floreali tornano al palato insieme a una bella balsamicità e a una grande freschezza. Importante l’alcolicità, che forse ha bisogno di un po’ d’attesa per integrarsi a pieno con gli altri elementi. E al palato emerge la mineralità, che chiude il sorso con un sentore piacevole di mandorla amara.

Collio Doc Bianco 2019

Uvaggio: malvasia, ribolla e friulano
Vinificazione: pressatura a uva intera per mantenerla il più possibile integra fino alla spremitura del succo per cercare di creare il meno possibile situazioni di ossidazione che comporterebbero perdita aromatica per i vini. Temperatura fermentazione controllata tra 16-17 gradi per preservare corredo olfattivo dei vini.
Affinamento: riposo sui lieviti a temperatura controllata.

Il Collio Bianco è una novità per La Ponca, di cui abbiamo assaggiato un’anteprima – non ancora filtrata né stabilizzata -, che sarà messa in commercio tra aprile e maggio di quest’anno. Al naso sorprende il bouquet intenso e ben bilanciato di frutta matura a pasta gialla e fiori bianchi, note di erbe aromatiche e un lieve sentore di amaretto. Il frutto torna al palato, assieme a un calore importante ma ben integrato. La bella spalla acida bilancia la morbidezza e grassezza del vino, grazie anche a una piacevole sapidità salina, tratto caratterizzante del terroir aziendale.

 

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