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L’azienda della famiglia Zenato conferma grande attenzione alla qualità nel valorizzare i caratteri legati al territorio

Raffinatezza, eleganza, bevibilità del Lugana dall’esperienza Le Morette

di Elena Morganti | 3 Gennaio 2021

L’azienda della famiglia Zenato conferma grande attenzione alla qualità nel valorizzare i caratteri legati al territorio

Conoscere a fondo la vite per portare nel calice vini autentici, in grado di rappresentare al meglio il territorio. Questa la storia de Le Morette, cantina di San Benedetto di Lugana (Peschiera del Garda – Verona) della famiglia Zenato, vivaisti, da 60 anni esperti nella preparazione di barbatelle per la viticoltura e in particolar modo di Trebbiano di Lugana (Turbiana), l’uva simbolo della denominazione gardesana. È Valerio Zenato – seconda generazione – che nel 1981 decide di implementare la produzione di vino, fino a quel momento un’attività secondaria, dando vita a Le Morette, azienda che oggi guida assieme ai figli Fabio e Paolo.

È proprio sulla profonda conoscenza della vite che si fonda la produzione aziendale, a partire dai 35 ettari di vigneto nei territori di San Benedetto di Lugana e Desenzano del Garda, posizionati sui terreni argillosi nell’area di coltivazione più prossima al Lago di Garda. La produzione totale è di circa 450mila bottiglie l’anno, di cui due terzi sono destinate all’export, per un portfolio che va dalle bollicine ai vini bianchi e rossi del territorio, come il Bardolino Doc Classico e il Chiaretto in versione ferma e spumante. Tra tutti spicca il Lugana Doc, prodotto-simbolo de Le Morette, realizzato in tre versioni differenti, dal più giovane Mandolara, ai più complessi Benedictus e Riserva. Un vino su cui si concentrano anni di studi e sperimentazioni sulla Turbiana con l’obiettivo di produrre vini in grado di esprimere nella maniera più autentica la mineralità del suolo e le caratteristiche dell’uva, eleganti ma di bella beva, non solo da consumare giovani ma anche capaci di una grande longevità.

Raffinatezza, eleganza, bevibilità, equilibrio. Sono proprio queste le caratteristiche che emergono dalla degustazione dei Lugana de Le Morette, assieme alla grande esperienza della famiglia nella gestione della Turbiana, in vigneto come in cantina. Di seguito i nostri appunti di degustazione, per invitarvi a scoprire le potenzialità di questo vitigno, prima leggendo ma poi anche assaggiando.

Mandolara, Lugana Doc 2019
Uvaggio: 100% turbiana raccolta a mano
Vinificazione: solo acciaio a temperatura controllata di 16°C
Affinamento: almeno 3 mesi sui lieviti

Fresco nei colori e anche negli aromi, il Lugana Doc Mandolara prendere il nome dal vigneto più grande de Le Morette, così chiamato perché originariamente circondato da un filare di mandorli. Al naso spiccano la pesca bianca e la mela, corredate da una bella mineralità e da note floreali e di mandorla, tipiche del vitigno. Al palato ritorna il frutto con acidità e una morbidezza contenuta. A dominare sono soprattutti quei minerali che già si erano preannunciati tra i profumi e che in bocca lasciano sul finale piacevoli note amaricanti. Un bel bere, piacevole per un aperitivo ma anche a tutto pasto, magari proprio con dei piatti a base di pesce di lago, come una bella pasta con le sarde del Garda.

Benedictus, Lugana Doc 2018 e 2019
Uvaggio: 100% turbiana raccolta a mano a maturazione più avanzata (3^ decade di ottobre)
Vinificazione: fermentazione con lieviti naturali presenti sulle bucce e breve macerazione. Parte del prodotto (tra il 15 e il 25%) termina la fermentazione in tonneaux di rovere.
Affinamento: 5-6 mesi in tonneaux di rovere

Giallo paglierino lucente, con una consistenza che nel calice si fa notare. Il Benedictus 2018 libera al naso aromi intensi di mela golden e piacevoli note minerali, con accenni di mandorla e fiori bianchi. Al palato una bellissima freschezza anima la pienezza polposa del frutto e bilancia la morbidezza e il calore dati dalle uve più mature e sostenuti dall’affinamento. Ad accompagnare tutto il sorso la sapidità, che completa il contrasto armonico tra tutte le componenti per un calice di grande equilibrio e piacevolezza, da abbinare anche a piatti più complessi come, perché no, un arrosto di coniglio.
Abbiamo avuto l’opportunità di assaggiare anche il millesimo 2019, frutto di una stagione più fresca e che si rivela ancora giovane e timido nei profumi. Tra questi, i primi a emergere sono i sentori di mandorla e fresia, mentre al palato il frutto arriva più diretto. Un vino secondo noi non ancora pronto, ma che lascia intuire come la grande freschezza potrà evolversi, bilanciando le altre componenti e dando vita a un’altra elegante espressione di Lugana.

Lugana Doc Riserva 2017
Uvaggio: 100% turbiana raccolta a mano nella seconda decade di settembre dal vigneto aziendale con più concentrazione di argilla (superiore al 40%) e resa uva di 8mila kg/ha.
Vinificazione: breve macerazione e vinificazione in serbatoi di acciaio a temperatura controllata di 18°C. Fermentazione condotta con lieviti naturali.
Affinamento: sosta di 12 mesi sui lieviti e affinamento in legno del 30-40% del prodotto in botti di rovere da 500 l. 18 mesi in bottiglie prima della commercializzazione.

Un vino esclusivo, prodotto nelle migliori annate e solo in 2-3mila bottiglie, per esprimere il meglio del vitigno e del terroir dal quale proviene. È il Lugana Riserva secondo Le Morette, un vino di un giallo lucente quasi dorato e dalla consitenza importante, che lascia lacrime lente sui bordi del calice. Dopo una fase più complessa a inizio stagione con un maggio molto freddo e piovoso, la 2017 si è rivelata un’annata positiva che ha regalato al vino profumi intensi e un bel calore. Al naso questo Riserva libera un bouquet complesso che va dai profumi dolci di frutta secca al sidro, fino ad accenni di cotognato e lievi note di anice. Bella al palato la sapidità, che genera una salivazione piacevole ai lati della lingua. La grande freschezza lascia intuire un’ottima capacità del vino di spingersi ancora oltre nel tempo, limando qualche spigolosità, ma conferisce anche una buona bevibilità che contrasta con la morbidezza. Tra gli abbinamenti consigliati, risotti di pesce o formaggi di buona stagionatura, ma si può provare a osare con una tartare.

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