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Il direttore del Consorzio di tutela Alessio Durazzi conferma un impatto differente della crisi Covid tra canali horeca e gdo, ma sottolinea come la qualità paghi.

Vendemmia positiva per il Morellino, che punta sull’anima green della Maremma

di Giambattista Marchetto | 5 Dicembre 2020

Il direttore del Consorzio di tutela Alessio Durazzi conferma un impatto differente della crisi Covid tra canali horeca e gdo, ma sottolinea come la qualità paghi.

Dal piccolo borgo di Scansano, in provincia di Grosseto, che deve la sua notorietà al sangiovese localmente ribattezzato Morellino, il direttore del Consorzio di tutela Alessio Durazzi riferisce di una vendemmia soddisfacente nei circa 1.500 ettari vitati presenti nei 7 comuni ricompresi nel territorio della Docg. Lontano dalle preoccupazioni che attanagliano altri territori alle prese con un surplus di prodotto in cantina, il Morellino di Scansano si prepara al futuro puntando deciso sul suo territorio, grazie a dei progetti volti alla valorizzazione dell’anima green tipica della Maremma.

Il direttore del Consorzio di tutela Alessio Durazzi conferma un impatto differente della crisi Covid tra canali horeca e gdo, ma sottolinea come la qualità paghi.

Direttore, come è andata la vendemmia nell’anno del Covid?
Considerando le difficoltà del periodo storico che stiamo vivendo, la vendemmia 2020 sarà ricordata positivamente. Le uve portate in cantina sono state di grande qualità, con quantità inferiori rispetto alla media.

Il periodo della vendemmia è stato in linea con gli altri anni?
Complessivamente possiamo affermare che la raccolta è avvenuta in linea con gli anni passati.
Quanta uva destinata a Denominazione è stata raccolta?
Ancora non disponiamo dei dati ufficiali sulla vendemmia 2020. Ci aspettiamo comunque un calo di circa il 20% rispetto al 2019, a causa soprattutto della siccità verificatasi durante il mese di agosto.

Quale è stato l’andamento climatico del 2020?
All’inizio della stagione, da un lato la scarsa piovosità e dall’altro qualche gelata primaverile, avevano provocato più di qualche timore tra i produttori del nostro territorio. Poi, come detto, agosto è stato caratterizzato da un clima siccitoso, ma poi tutto è cambiato nel mese di settembre grazie alle piogge che hanno permesso alle viti di riequilibrarsi indirizzando le uve verso una maturazione perfetta. Dal punto di vista delle fitopatie delle piante, non si sono verificati fenomeni rilevanti e i vigneti sono stati gestiti con cura dai produttori.

Punteggio (da 1 a 10) della vendemmia appena conclusa?
È un po’ presto per sbilanciarsi in modo così netto. In considerazione dell’ottima qualità generale possiamo certamente dare un 8, ma confidiamo di poter arrivare anche ad un 9 dopo aver assaggiato i primi vini nel 2021.
Spostando l’attenzione dalla vigna alla cantina, a quanto ammontavano le giacenze di vino alla vigilia della vendemmia?
Rispetto ad altre denominazioni non abbiamo avuto particolari problemi da questo punto di vista e le giacenze sono assolutamente sotto controllo, in linea con gli altri anni.

Quale è stato l’impatto finanziario della crisi?
Difficile valutarne l’entità, che varia a seconda dei canali di commercializzazione che ogni azienda del territorio presidia in modo differente. Sicuramente chi è più sbilanciato nei confronti della grande distribuzione soffre meno rispetto a chi ha come canale principale l’Horeca che, a causa dei differenti lockdown e dei provvedimenti per il contenimento della pandemia, soffre in modo molto importante.

Come Consorzio quali misure avete adottato per affrontare la crisi?
Il modello di viticoltura della nostra denominazione è orientato alla qualità, quindi il ricorso alla distillazione o alla vendemmia verde non potevano essere misure che la nostra base produttiva poteva prendere in considerazione

Quali sono le vostre proiezioni nel medio termine?
La nostra denominazione negli anni ha raggiunto un ottimo punto di equilibrio nella produzione sia di vini ‘Annata’, da bere dalla primavera successiva alla vendemmia e dotati di grande freschezza e vivacità espressiva, sia di vini ‘Riserva’, che invece offrono il meglio di sé con il passare degli anni. Sono due anime, due facce, che ben rappresentano questa denominazione e pensiamo che fotografino in modo coerente il territorio e l’essenza di questo vino.

Quali progetti nel futuro della Denominazione?
Più che di rilancio è meglio parlare di valorizzazione e consolidamento. Nel prossimo futuro, infatti, è obiettivo comune da parte dei soci del Consorzio valorizzare ancora di più il territorio di produzione di questo vino, fortemente identitario e immerso all’interno di un paesaggio che offre molte opportunità per i turisti. La Maremma e il territorio in cui il Morellino di Scansano affonda le proprie radici sono in grado di offrire un’esperienza completa all’enoturista, grazie all’autenticità dei suoi borghi e a un paesaggio che ha saputo coniugare con coerenza l’opera dell’uomo e le bellezze naturalistiche. Questo, inoltre, è un territorio autenticamente sostenibile che nel 2019 ha sviluppato una rete stazioni di ricarica per veicoli elettrici installate presso alcune aziende socie che hanno reso quest’area una delle prime Docg EV friendly d’Italia. Sono tutti aspetti che saranno comunicati con grande forza anche nel 2021 e che rappresentano un valore aggiunto importante per la nostra denominazione. Inoltre il Consorzio sta portando avanti un grosso progetto territoriale, ma ancora non possiamo svelarne i dettagli.

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