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Il direttore generale Oiv, Pau Roca, ha presentato nel corso di una videoconferenza le prime stime sulla produzione vinicola mondiale del 2020.

La produzione mondiale di vino si ferma a 258 milioni di ettolitri

di Daniele Becchi | 6 Novembre 2020

Il direttore generale Oiv, Pau Roca, ha presentato nel corso di una videoconferenza le prime stime sulla produzione vinicola mondiale del 2020.

Sulla base delle informazioni raccolte dall’Oiv in 30 paesi, l’OIV stima una produzione mondiale di vino nel 2020 compresa tra 253,9 e 262,2 milioni di ettolitri, con un valore medio pari a 258. Un dato in linea con quello dell’anno passato ma inferiore alla media storica, che l’OIV giudica utile per riallineare domanda e offerta in un anno segnato da profonde tensioni commerciali.

Nei paesi dell’Unione europea le condizioni climatiche avrebbero favorito un raccolto elevato, che è però stato limitato dalle misure utili a contenere l’impatto della crisi attuate dai governi e dalle associazioni dei produttori. Nonostante ciò, la produzione è cresciuta del 5% rispetto al 2019, attestandosi a 159 milioni di ettolitri. Valutando il dato dei singoli Stati produttori emerge una certa eterogeneità rispetto al passato: mentre in Italia si osserva un calo dell’1% (47,2mln hl, ulteriormente rivisto al ribasso dalle stime congiunte Ismea.-Uiv-Assoenologi), crescono la Francia (+4% pari a 43,9mln hl) e soprattutto la Spagna (+11% pari a 37,5mln hl). Questi tre paesi, che rappresentano il 49% della produzione di vino mondiale e l’81% di quella comunitaria, mostrano però livelli preliminari di produzione 2020 più bassi o appena inferiori alle medie dei cinque anni precedenti. Crescono anche altri grandi paesi produttori di vino, come Germania (+8%; 8,9mln hl), Ungheria (+22%; 2,9mln hl) e Austria (+10%; 2,7mln hl).

Uscendo dai confini comunitari, negli Usa le prime stime parlano di 24,7 milioni di ettolitri (+1%). Questo dato, basato sulle previsioni dell’USDA relative al raccolto di uva da vino, potrebbe però essere significativamente rivisto quando saranno disponibili maggiori informazioni sugli incendi nelle regioni di Napa e Sonoma, dato che le complicazioni dovute al fuoco e ai contaminanti del fumo potrebbero impedire la vinificazione di parte del raccolto. Inoltre, l’eccesso di offerta che ha caratterizzato gli ultimi anni potrebbe a sua volta influenzare decisioni relative alla vinificazione. Riguardo alla Cina invece i dati non risultano ad oggi disponibili. Ciò nonostante, si attende un proseguimento della contrazione della produzione di vino iniziata nel 2016.

Nell’emisfero australe, i cui dati preliminari son o oggi molto più accurati e affidabili visto che la vendemmia si è conclusa nel primo trimestre del 2020, l’OIV riscontra un netto calo della produzione di vino in tutti i principali paesi produttori, con poche eccezioni. Da notare che nonostante la pandemia di Covid-19 si sia diffusa durante l’epoca della raccolta, questa non parrebbe aver influito particolarmente sui volumi di produzione. A pesare sono state invece le condizioni climatiche avverse, che hanno spinto la produzione per il 2020 attorno quota 49 milioni di ettolitri, pari al −8% su base annua. Il Sud America è la regione che registra la caduta più netta. In Argentina, la produzione di vino 2020 cala significativamente a 10,8 milioni hl (-17%) a causa delle condizioni climatiche sfavorevoli dovute a El Niño. Il Cile (10,3), registra una flessione del 13% rispetto al 2019, principalmente dovuta alla siccità. Entrambi i paesi mostrano livelli di produzione ben al di sotto della loro media quinquennale, rispettivamente del 13% e del 10%. La produzione di vino stimata per il Brasile è di 2,2 milioni di ettolitri, in linea con l’anno precedente ma in calo del 15% rispetto alla sua media quinquennale.

In Sud Africa, dove i raccolti 2018 e 2019 hanno fortemente risentito della siccità, la produzione di vino 2020 viene stimata in 10,4 milioni di ettolitri, riportandosi a un livello normale. L’Australia, dal canto suo, registra una marcata flessione dei volumi prodotti, con 10,6mln hl (−11% rispetto al 2019 e −16% rispetto alla media quinquennale). Ciò potrebbe essere in parte spiegato da una combinazione di fattori che hanno ridotto il volume di produzione: la siccità ha diminuito le rese e gli incendi avvenuti durante l’epoca della raccolta hanno compromesso una parte delle uve a causa dei contaminanti derivati dal fumo. In Nuova Zelanda, infine, la produzione di vino mostra una tendenza opposta rispetto all’Australia e, per la quarta volta nella sua storia, nel 2020 supera la soglia dei 3 milioni di ettolitri, precisamente 3,3mln hl (+11% rispetto al 2019 e +15% rispetto alla media quinquennale).

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