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L’annata 2017 rende omaggio al Fratta, realizzato da Fausto Maculan nel 1977. Riproposta la stessa bottiglia, tiratura ed etichetta in edizione limitata.

Maculan celebra con una bottiglia speciale i 40 anni del bordolese a Breganze

di Giambattista Marchetto | 3 Novembre 2020

L’annata 2017 rende omaggio al Fratta, realizzato da Fausto Maculan nel 1977. Riproposta la stessa bottiglia, tiratura ed etichetta in edizione limitata.

Avevo un sogno: avere un vino importate che potesse far il pari con i grandi di Bordeaux e del mondo. Ho scelto però la strada di una riserva (con sovramaturazione e appassimento), anziché quella di un Cru”. Fausto Maculan racconta così, con il consueto mix di entusiasmo e affabulazione, la nascita del Fratta, il taglio bordolese divenuto nel tempo emblema della cantina di Breganze.

La prima annata risale al 1977, figlia dello studio e dell’estro dell’allora giovane enologo Maculan, deciso a creare un grande rosso in grado di competere nel panorama delle eccellenze internazionali. Un Super Venetian, per fare il pari con i SuperTuscan o i Cru di Bordeaux.

LIMITED EDITION 2017
Per celebrare i quarant’anni del progetto, Maculan ha deciso di rilasciare una bottiglia speciale. Le figlie di Fausto, Angela e Maria Vittoria Maculan, hanno deciso di ripercorrere le orme iniziali e realizzare un’edizione limitata di 3.298 bottiglie (il medesimo numero del 1977) usando la stessa bottiglia borgognotta e un’etichetta che riproduce l’originale, al tempo rivoluzionaria perché riportava tutte le informazioni relative alla vendemmia, alla lavorazione delle uve e alla produzione del vino.

Il nostro desiderio era quello di realizzare una bottiglia speciale per onorare la dedizione, i sacrifici, i successi e le soddisfazioni che in quarant’anni Fratta ci ha regalato – spiegano Angela e Maria Vittoria – Un’etichetta che è entrata fin da subito nelle carte dei vini dei migliori ristoranti ed è stato riconosciuto dalla critica come uno dei grandi rossi italiani, in grado di raccogliere consensi indipendentemente dalle evoluzioni che negli anni lo hanno coinvolto”.

DAL CABERNET AL TAGLIO BORDOLESE
Il primo Fratta prese vita da uve Cabernet di un vigneto di Breganze, in via Fratta. Vendemmia in cassette, selezione oculata di ogni grappolo, un leggero appassimento e una sola settimana dedicata a fermentazione e macerazione, l’affinamento in barrique di rovere francese.

Nel 1997 Fausto decise di aggiungere il Merlot al Cabernet per conferire maggiore rotondità e morbidezza. Anche l’ultima annata che viene lanciata ora sul mercato, la 2017, è il risultato del matrimonio tra queste due varietà. L’uva Cabernet Sauvignon proviene da un vigneto del 1984 sulle colline breganzesi, mentre il Merlot viene da un vigneto del 2008 sulla sommità della collina in Via Fratta, dove tutto è cominciato.

ESPERIENZA IN PUREZZA
Nel tempo quella “aggiunta” di Merlot si è estesa: nel 2006 il Cabernet Sauvignon era all’80%, nel vintage 2017 è sceso al 68%. Eppure, ad assaggiare le annate pre-blend, viene da chiedersi se non valga a pena di tornare a giocare in purezza.
Fausto Maculan replica che l’annata 2017, fra trent’anni, sarà magnifica come i Fratta degli anni Ottanta. Ci dedicheremo all’assaggio, nel frattempo teniamo in cantina il bordolese di Breganze.

@gbmarchetto

 

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