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Val d’Oca, il Prosecco tra grandi numeri e tradizione

di Elena Morganti | 1 Novembre 2020

Tre etichette della storica cantina di Valdobbiadene, declinazioni per occasioni diverse.

Seicento soci viticoltori per 1.000 ettari di terreni agricoli, ma soprattutto quasi 70 anni di esperienza nella produzione delle bollicine italiane più conosciute al mondo. Si tratta di Val d’Oca – Cantina Produttori di Valdobbiadene, una delle aziende storiche del Prosecco Superiore Docg, nata nel 1952 e tra le fondatrici del Consorzio di Tutela della denominazione. Una realtà strutturata e con una capacità di investimento che negli ultimi anni ha permesso l’introduzione di importanti innovazioni sia in vigna che in cantina, non solo dal punto di vista della vinificazione, ma anche di tutto ciò che riguarda l’imbottigliamento e la gestione del magazzino, senza trascurare il marketing.

Forte è anche la presenza del brand sui mercati, sia in Italia che all’estero, con un portfolio in grado di incrociare tutti i canali di vendita, dall’Horeca alla Gdo, fino all’e-commerce. E il focus è soprattutto sul Prosecco in tutte le sue declinazioni, tanto che tra le referenze prodotte la maggior parte sono dedicate al celebre spumante italiano, suddivise in due linee: quella a marchio Val d’Oca, distribuita principalmente nel canale Horeca e quella brandizzata Cantina Produttori di Valdobbiadene, destinata alla grande distribuzione. Tra le etichette, sia Prosecco Doc che Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg, il prodotto tradizionalmente di punta per l’azienda. Proprio su quest’ultimo ci siamo concentrati per selezionare tre etichette da proporre, dalle bollicine per tutti i giorni, a quelle da regalare o da stappare per un’occasione speciale.

Val d’Oca, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut – Rive di San Pietro di Barbozza
Il nome è quello della frazione di Valdobbiadene da cui provengono le uve, vendemmiate a mano e con una resa/ettaro di 13 tonnellate, leggermente più contenuta rispetto a quella di 13,5 ton/ha previste dal disciplinare. Nel calice il Rive di San Pietro di Barbozza presenta un perlage fine, che porta nell’aria un bell’aroma di pera coscia croccante e fiori bianchi freschi. Piacevole anche il sorso, con un frutto che ritorna al palato assieme a una buona sapidità, lasciando avvertire un accenno di dolcezza, leggermente evidente per un brut, ma in grado di regalare una chiusura asciutta. Una buona scelta come aperitivo o sulla tavola per un pasto leggero, in abbinamento a un crudo di pesce o a un primo piatto delicato.

Cantina Produttori di Valdobbiadene, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry Millesimato 2019 – Rive di Colbertaldo
Dalle colline scoscese di Colbertaldo, nel comune di Vidor, provengono le uve glera che danno origine a questo Valdobbiadene, dal perlage fine e i profumi delicati. Al naso spiccano soprattutto gli aromi di pera e agrumi, oltre alle note minerali e floreali. In bocca presenta una bella sapidità, che bilancia la dolcezza data dal dosaggio zuccherino, comunque moderata per un extra dry (14 g/l) e che ben si presta all’abbinamento col cibo. Da provare, oltre che come aperitivo, anche con primi piatti di pesce, pasta e risotti dal condimento delicato. Disponibile anche il formato magnum, ideale per un regalo da stappare (distanziati e in numero contenuto sì, ma) in compagnia.

Val d’Oca – Valdobbiadene Superiore di Cartizze Docg Dry
Quando si parla di Cartizze si fa riferimento a una sottozona di poco superiore ai 100 ettari all’interno della denominazione di Valdobbiadene, racchiusa tra le colline più ripide delle località di San Pietro di Barbozza, Santo Stefano e Saccol. Un vero e proprio cru, caratterizzato da terreni antichi di origine marina e influenzato dalle correnti d’aria provenienti dalle Prealpi, che portano una buona ventilazione e un’escursione termica favorevole allo sviluppo di aromi negli acini. Una peculiarità questa, che si ritrova nel Cartizze firmato Val d’Oca, il cui perlage fine e continuo libera profumi intensi di pera William e lime, note minerali e floreali di fresia. Il gusto, piacevolmente abboccato, è bilanciato da una buona freschezza e da una sapidità che accompagna il sorso fino in chiusura insieme alle sensazioni fruttate. E poiché anche l’occhio vuole la sua parte, merita una menzione la scelta di differenziare in maniera significativa il packaging, attraverso l’utilizzo di una bottiglia in vetro nero satin e un’etichetta dal design pulito, con semplici scritte argentate che riprendono il colore della capsula. Una soluzione elegante che, assieme alla qualità e alle caratteristiche del prodotto, rende questo Cartizze una bottiglia da stappare anche per un brindisi speciale.

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